Il reddito di cittadinanza è un aiuto economico che lo Stato eroga ai cittadini privi di reddito o con redditi al di sotto di una determinata soglia
mani che sostengono cartello con reddito cittadinanza

Cos'è il reddito di cittadinanza

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Si tratta di un misura di politica attiva che, per espressa enunciazione del decreto legge numero 4/2019 che lo disciplina, è volta a garantire il diritto del lavoro, a contrastare la povertà, la disuguaglianza e l'esclusione sociale e a favorire il diritto all'informazione, all'istruzione, alla formazione e alla cultura.

Come funziona il reddito di cittadinanza

L'erogazione del reddito di cittadinanza parte dal presupposto che, secondo i recenti dati Istat, in Italia chi vive con meno d 780 euro al mese si trova al di sotto della soglia di povertà, che può peraltro variare a seconda del numero dei componenti della famiglia.
Il funzionamento del reddito si basa sull'obiettivo, perseguito tramite tale misura, di permettere a tutti di raggiungere la predetta soglia e, quindi, di uscire dalla povertà.

L'erogazione del contributo, tuttavia, è subordinata al possesso di determinati requisiti Isee, di età, di patrimonio, di residenza e così via. Inoltre, per non perdere il diritto al reddito di cittadinanza nel tempo occorre attenersi a precise indicazione e rispettare determinate regole.

A tale ultimo proposito, si prevede quindi una complessa operazione di verifiche e controlli.

Richiesta, riconoscimento ed erogazione del beneficio

Per quanto riguarda la domanda, il riconoscimento e l'erogazione concreta del reddito di cittadinanza ecco cosa dispone il decreto:
  • il RdC può essere chiesto dopo il giorno 5 di ogni mese, presso il gestore del servizio integrato, telematicamente o presso i centri di assistenza fiscale;
  • la misura è erogata dall'Inps dopo l'acquisizione dei dati necessari dall'Anagrafe tributaria, dal PRA e dalle altre amministrazioni pubbliche e previa verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi e reddituali richiesti dalla legge;
  • il beneficio, una volta riconosciuto, è erogato con Carta RdC che permette di fare acquisti e prelevare 100 euro al mese per ogni individuo (moltiplicato per la scala di equivalenza ex art. 2, comma 5);
  • la Carta RdC può essere utilizzata, in caso di integrazioni nei casi previsti, per pagare il canone di locazione o la rata del mutuo;
  • la Carta non può essere utilizzata per pagare giochi che prevedono vincite in denaro;
  • le movimentazioni delle carte RdC sono messe a disposizione delle piattaforme digitali, tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto soggetto emittente;
  • la carta RdC è consegnata dopo il quinto giorno di ciascun mese;
  • per attuare il reddito di cittadinanza il Ministero del Lavoro può avvalersi di enti controllati o vigilati dalle amministrazioni dello Stato o di società in house, previa convenzione.

Beneficio economico

Con riferimento, invece, al beneficio economico erogato, il decreto così dispone:
  • il RdC si compone di due parti: una a integrazione del reddito familiare, l'altra come sostegno al reddito per pagare il canone di locazione (fino a 3360 euro annui) o la rata del mutuo (fino a 1800 euro annui);
  • la misura è esente dal pagamento IRPEF;
  • il RdC decorre dal mese successivo alla domanda ed è suddiviso in dodici rate su base annua;
  • la durata complessiva non può in ogni caso superare i 18 mesi;
  • se il beneficiario del RdC viene assunto come dipendente o intraprende una nuova attività di lavoro autonomo o d'impresa, entro 30 giorni dall'inizio ha obbligo di comunicarlo all'INPS, tramite la piattaforma digitale per il patto per il lavoro o di persona ai Centri per l'impiego, a pena di decadenza dal beneficio;
  • il beneficiario ha l'obbligo di comunicare all'ente erogatore, entro 15 giorni, ogni variazione patrimoniale che comporta la perdita dei requisiti economici richiesti per beneficiare del reddito di cittadinanza;
  • i detenuti, i ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato, parte del nucleo familiare beneficiario, sono esclusi dal parametro della scala di equivalenza;
  • il RdC è fruito entro il mese successivo a quello in cui verrà erogato;
  • se l'erogazione del RdC viene interrotta per motivi diversi dalle sanzioni è possibile chiederlo nuovamente, solo per il periodo non goduto, mentre se l'interruzione dipende da una modifica delle condizioni reddituali ed è trascorso un anno, la richiesta equivale a prima domanda;
  • il RdC può essere integrato con agevolazioni per il trasporto, la casa, l'istruzione e la salute;
  • esso è compatibile con la Naspi, in presenza di determinati requisiti;
  • il suo riconoscimento non esclude le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e al gas naturale per le famiglie svantaggiate.

A chi spetta il reddito di cittadinanza

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Il reddito di cittadinanza è riconosciuto esclusivamente al ricorrere di requisiti stringenti e fissati in maniera puntuale dal relativo decreto legge e che determinano la condizione di povertà rilevante per l'erogazione del sussidio.

Vediamo nel dettaglio cosa è richiesto per poter beneficiare del reddito di cittadinanza.

Requisiti soggettivi

Hanno diritto al reddito di cittadinanza, se residenti in Italia da almeno 10 anni, dei quali gli ultimi due, al momento della domanda, in modo continuativo:

  • i cittadini italiani o europei e i relativi familiari titolari del permesso di soggiorno o di quello permanente;
  • i cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Requisiti reddituali

I requisiti reddituali per fare domanda sono i seguenti:

  • reddito del nucleo familiare del soggetto richiedente inferiore a 9.360 euro annui;
  • patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione familiare, non superiore a 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare sotto i 6.000 euro di valore, con un aumento limite di 2.000 euro per ogni componente familiare oltre il primo (fino a un massimo di 10.000 euro), incrementabile ulteriormente di 1000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 euro per ogni familiare invalido;
  • valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6000 euro annui, da moltiplicare per il parametro corrispondente della scala di equivalenza,
  • nessun componente del nucleo deve essere intestatario di veicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi precedenti di cilindrata superiore ai 1600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore ai 250 cc, tranne i mezzi per i quali sono previste agevolazioni per i disabili;
  • nessun componente deve risultare titolare di imbarcazioni da diporto e navi;
  • non hanno diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari al cui interno vi sono soggetti disoccupati dopo 12 mesi dalle dimissioni volontarie.
Leggi: Reddito di cittadinanza: spetta ai coniugi separati?

Adesione al patto per il lavoro e a quello per l'inclusione

Tutti i membri del nucleo familiare non occupati e non iscritti a un corso di studio (tranne i beneficiari della pensione di cittadinanza, del reddito di cittadinanza o di età pari o superiore ai 65 anni, i disabili ed eventualmente chi si prende cura di minori di età inferiore ai tre anni o i membri della famiglia disabili o non autosufficienti) devono:

  • dichiarare la disponibilità immediata al lavoro;
  • stipulare un patto per il lavoro, l'inclusione sociale e la riqualificazione professionale;
  • collaborare alla stesura del bilancio delle competenze, necessario a definire il Patto per il lavoro e rispettarne gli obblighi, che consistono:nella registrazione e consultazione periodica della piattaforma digitale, nel ricercare attivamente un lavoro, nell'accettare l'avviamento a corsi di formazione e riqualificazione professionale, nel sostenere colloqui psicoattitudinali e prove di selezione, nell'accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue;
  • partecipare per otto ore settimanali ai progetti culturali, artistici, sociali, ambientale, formativi e di tutela dei beni predisposti dal Comune di appartenenza per dare attuazione al Patto di inclusione sociale.
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Come si calcola il reddito di cittadinanza

Il calcolo del reddito di cittadinanza va fatto partendo dal presupposto che, come visto, per poter beneficiare della misura il proprio ISEE non deve superare 9.360 euro e il reddito familiare non deve essere superiore a 6.000 euro.

Tali limiti, tuttavia, crescono in base al numero dei componenti del nucleo familiare, secondo un parametro, definito scala di equivalenza, che prevede una maggiorazione per ogni componente successivo al primo pari allo 0,4 o allo 0,2 a seconda che si tratti di soggetto maggiorenne o minorenne, fino a massimo 2,1.

La formula è quindi la seguente: 1 + (0,4 x numero di componenti maggiorenni) + (0,4 x numero di componenti minorenni).
All'importo che deriva dall'applicazione di tale formula va poi detratto il reddito familiare dell'interessato, in quanto il reddito di cittadinanza è pari alla differenza tra la soglia di reddito familiare da non superare e il reddito familiare del potenziale beneficiario.
Infine, il risultato ottenuto deve essere diviso per 12.

In tal modo si ottiene l'importo mensile del reddito di cittadinanza.

Esempi

Qui di seguito qualche esempio di calcolo del reddito di cittadinanza massimo che si può ottenere.

Una persona che ha vive da sola ha diritto a un reddito di cittadinanza di 780 euro al mese. Di conseguenza potrà ricevere come integrazione reddituale fino a 500 euro e fino a 250 euro come contributo per l'affitto o fino a 150 euro come contributo per il mutuo.

Se, invece, la famiglia è composta da due adulti, due figli minorenni e un figlio maggiorenne, l'importo del reddito di cittadinanza può arrivare sino a 1.330 euro al mese di cui 1.050 come integrazione reddituale e 280 euro per l'affitto o 150 euro per il mutuo.

Facciamo infine l'esempio di una famiglia composta da due adulti e due figli minorenni. In tal caso, il contributo mensile può essere di massimo 1.180 euro, di cui 900 come integrazione reddituale e 280 per l'affitto o 150 per il mutuo.

Cosa fanno i centri per l'impiego

Nella disciplina del reddito di cittadinanza, un ruolo fondamentale è assegnato ai centri per l'impiego, ai quali vengono affidati i disoccupati beneficiari della nuova prestazione.

I centri per l'impiego devono poi adoperarsi affinché la misura non divenga oggetto di abusi e ricercare in maniera efficace le offerte di lavoro per chi è disoccupato.

Congruità dell'offerta lavorativa

A tale proposito va detto che il decreto contiene una disciplina dettagliata sulla congruità dell'offerta lavorativa, che viene valutata tenendo conto sia della durata del beneficio che del numero di offerte lavorative rifiutate.

In particolare un'offerta lavorativa è ritenuta congrua se:

  • nei primi dodici mesi di fruizione del RdC, viene offerto un lavoro un a 100 Km di distanza dalla residenza del lavoratore o raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici (in caso di prima offerta) o entro 250 Km di distanza (in caso di seconda offerta) o ovunque collocata nel territorio dello stato (terza offerta)
  • dopo 12 mesi dalla fruizione del beneficio è congrua un'offerta di lavoro a 250 Km di distanza dalla residenza del beneficiario, se si tratta di prima o seconda offerta o, ovunque collocata nel territorio dello Stato se si tratta di terza offerta
  • se il beneficio viene rinnovato nei casi e modi previsti dal decreto, è congrua un'offerta ovunque collocata nel territorio dello Stato, anche se si tratta di una prima offerta.

Dette offerte sono condizionate comunque dalla presenza di soggetti disabili, così come definiti ai fine Isee, all'interno del nucleo familiare del beneficiario.

Nel caso in cui poi, il beneficiario accetti un'offerta lavorativa distante oltre i 250 km dalla residenza, costui continuerà a percepire il reddito di cittadinanza per compensare le spese di trasferimento, limitatamente ai tre mesi successivi dall'inizio del nuovo lavoro, aumentati fino a dodici se nel nucleo familiare sono presenti disabili ai fini Isee o minori.

I Navigator

Il compito di selezionare le offerte di lavoro è in concreto affidato a una nuova figura professionale: il Navigator.

A ogni Navigator è assegnato un certo numero di beneficiari del reddito di cittadinanza, per i quali deve individuare potenziali occupazioni e il cui comportamento deve essere costantemente monitorato, anche predisponendo dei rapporti precisi e puntuali da trasmettere poi al Ministero del lavoro per le opportune verifiche.

Vai alla guida: I navigator del reddito di cittadinanza

Sanzioni

Il decreto sul reddito di cittadinanza prevede delle pesanti sanzioni per chi viola le disposizioni che disciplinano il beneficio e commette degli abusi.

In particolare, si prevede:

  • la reclusione di sei anni per chi, al fine di ottenere o mantenere la misura, la consegue presentando dichiarazioni o documenti falsi, attestando case non vere od omettendo le informazioni dovute;
  • la reclusione da uno a tre anni per chi omette di comunicare la variazione del reddito effettivo o del patrimonio per non andare incontro alla revoca della misura.

In caso di condanna per i due illeciti descritti il beneficio è revocato con effetto retroattivo, quanto percepito deve essere restituito e il condannato non potrà più richiederlo prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna.

In ogni caso, la decadenza dal beneficio è prevista anche quando il soggetto erogante rilevi la non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e informazioni prodotte con l'istanza o la mancata comunicazione di qualsiasi variazione del reddito o del patrimonio o della composizione del nucleo familiare. Anche in questo caso è disposta la revoca, l'obbligo di restituire quanto ricevuto e l'impossibilità di fare nuova domanda per il RdC prima che siano decorsi dieci anni dalla revoca.

La decadenza, nel testo definitivo, è prevista anche se il beneficiario non accetta almeno una delle tre offerte congrue o venga trovato, in sede di controllo da parte delle autorità competenti, a svolgere attività di lavoro dipendente, autonomo o d'impresa, senza averlo comunicato.

Circoscritta ai casi di decadenza dal beneficio diversi dalla condanna definitiva o dalla decadenza previste dai commi 3 e 4 dell'art 7 infine, la possibilità di chiedere il RdC, anche da parte di un altro membro del nucleo familiare, una volta decorsi 18 mesi dal provvedimento di decadenza o 6 se nel nucleo vi sono disabili o minori.

Leggi: Reddito di cittadinanza: aspetti penali

Vai alla guida: Sanzioni reddito di cittadinanza

Le norme anti-divano

Il decreto sul reddito di cittadinanza prevede anche le cc.dd. norme anti-divano, che sono quelle volte a scoraggiare il fenomeno degli abusi. Non sarà quindi possibile considerare il sussidio come un'alternativa al lavoro.

In particolare, si tratta innanzitutto della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e dell'adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale, alle quali sono tenuti tutti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi o di formazione.

I beneficiari del reddito di cittadinanza devono poi stipulare un Patto per il lavoro.

Infine, chi gode della nuova misura è obbligato ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue che gli vengano presentate durante il periodo di erogazione del beneficio.

Per approfondimenti vai alla guida Le norme anti-divano del reddito di cittadinanza

Incentivi per le aziende

Il decreto sul reddito di cittadinanza prevede anche degli specifici incentivi per le imprese che decidano di assumere con contratto a tempo pieno e indeterminato lavoratori che percepiscono la misura.

Si tratta, in particolare, di uno sconto contributivo pari all'importo dell'assegno percepito dal lavoratore, per una durata pari alla differenza tra 18 e il numero di mesi in cui il reddito di cittadinanza è stato erogato e comunque non inferiore a 5 mesi.

Lo sconto contributivo è in misura fissa pari a 5 mesi se il reddito di cittadinanza è in fase di rinnovo.

Esso, in ogni caso, non può mai eccedere l'ammontare massimo dei contributi che sono posti a carico del datore di lavoro e del lavoratore e non ricomprende i premi Inail.

In caso di successivo licenziamento del lavoratore, il datore di lavoro dovrà restituire il beneficio e pagare le sanzioni civili, a meno che il recesso non sia sorretto da giusta causa o giustificato motivo oggettivo o soggettivo.

Coerenza con il percorso formativo

Il decreto prevede poi che le aziende che vogliano beneficiare degli incentivi connessi con il reddito di cittadinanza, nel caso in cui decidano di assumere un lavoratore che ha già svolto la riqualificazione professionale, devono assegnarlo a una mansione coerente con tale percorso formativo.

In tal caso, lo sconto contributivo è di importo e durata differenti rispetto all'ipotesi "base": l'ammontare è pari alla metà del reddito di cittadinanza percepito (e l'altra parte spetterà all'ente formatore) e il periodo minimo di sconto è pari a 6 mensilità, così come il periodo fisso in caso di rinnovo.

Livelli occupazionali

In entrambe le ipotesi, per poter godere degli sconti contributivi è comunque indispensabile che l'assunzione del lavoratore percettore di reddito di cittadinanza comporti un aumento dei livelli occupazionali dell'impresa, tenendo conto del numero dei dipendenti a tempo indeterminato dalla stessa occupati.

Reddito di cittadinanza 2020

Nel 2020, il reddito di cittadinanza continua a operare, non trattandosi di una misura limitata al solo 2019. In assenza di modifiche normative, la sua disciplina risulta la stessa prevista sin dall'inizio dal d.l. n. 4/2019.

Leggi Reddito di cittadinanza 2020

Reddito di cittadinanza e Covid

Il decreto Rilancio 2020, emanato a seguito della crisi innescata dal coronavirus, ha previsto che i lavoratori appartenenti a nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza, se sono in possesso dei requisiti per poter beneficiare delle indennità covid 19, possono presentare domanda per accedervi. In caso di accettazione, l'indennità non viene versata autonomamente ma si procede all'integrazione del reddito di cittadinanza.

Inoltre, si è stabilito che i lavoratori domestici percettori del reddito di cittadinanza possono richiedere l'indennità a favore dei lavoratori domestici e che i percettori del sussidio in commento possono stipulare contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, con datori di lavoro del settore agricolo nel limite di 2mila euro per il 2020.

Leggi anche Coronavirus, il reddito di cittadinanza non si perde fino a giugno

Reddito di emergenza

E' utile segnalare che nel 2020 è stato introdotto anche il reddito di emergenza, che è una misura straordinaria a supporto delle famiglie che si trovano in condizione di difficoltà economica a causa dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus.

Si tratta di una prestazione, riconosciuta in presenza di determinati requisiti, il cui importo varia da 300 euro a 840 euro.

Vai alla guida Il reddito di emergenza

Pensione di cittadinanza

Oltre al reddito di cittadinanza, il decreto legge n. 4/2019 ha introdotto un'altra importante misura: la pensione di cittadinanza, che persegue l'obiettivo di contrastare la povertà dei cittadini anziani.

Si tratta, infatti, di un sussidio riconosciuto a coloro che abbiano almeno 67 anni di età e si trovino in condizione di indigenza, ovverosia siano in possesso di specifici requisiti reddituali e patrimoniali.

Per approfondimenti vai alla guida La pensione di cittadinanza

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