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Il reddito di cittadinanza

Cos'è il reddito di cittadinanza e come funziona. Le esperienze italiane e straniere, le proposte del Movimento 5 Stelle e del centro destra
mani che sostengono cartello con reddito cittadinanza

di Annamaria Villafrate - In questo periodo si parla molto di reddito di cittadinanza. Sul web si trovano persino presunti moduli per farne richiesta, ma ovviamente, si tratta di vere e proprie fake news, posto che in Italia la misura trova applicazione, per ora, soltanto in alcune piccole realtà italiane.

Vediamo, dunque, di fare chiarezza su che cos'è il reddito di cittadinanza nelle sue varie declinazioni (di base, d'inclusione e di dignità), i comuni in Italia in cui ha trovato applicazione e le esperienze straniere, nel mondo e in Europa, analizzando nel dettaglio la proposta, cavallo di battaglia, dei "Grillini", quella, ancora poco definita, del centro destra e quella specifica della Lega.

Indice:


  1. Reddito di cittadinanza: cos'è
  2. Il reddito minimo o di base
  3. Il reddito di cittadinanza nel mondo
  4. Il reddito di cittadinanza in Europa
  5. Il reddito di cittadinanza in Italia
  6. Reddito di cittadinanza: la proposta del M5S
  7. Reddito d'inclusione: la misura del Pd in vigore dal 2018
  8. Reddito di dignità: la proposta di Berlusconi
  9. Reddito di avviamento al lavoro: la proposta della Lega

Reddito di cittadinanza: cos'è

Il reddito di cittadinanza puro viene erogato individualmente per tutta la vita del beneficiario e non è tassato. Per ottenerlo la legge non richiede la partecipazione a programmi d'inserimento sociale o lavorativo e non presuppone controlli preventivi della condizione reddituale del beneficiario. Nella forma più pura ed estrema consiste in un trasferimento monetario assistenziale e previdenziale unico, tanto che anche la pensione è parte di questo reddito.

Il reddito minimo o di base

Il reddito di cittadinanza si definisce anche "di base" quando viene esteso anche ai non cittadini, in genere residenti regolari da un certo numero di anni.

Il reddito di cittadinanza nel mondo

L'unico paese al mondo che ha istituito il reddito di cittadinanza puro è l'Alaska, che lo eroga nella misura media annua minima di 900 dollari fino a quella massima di 2000.

In Kenya la misura è in fase di prova, mentre il Canada lo introdurrà a breve.

Il reddito di cittadinanza in Europa

All'interno dei confini europei, invece, dal 1992, l'Unione Europea raccomanda agli Stati membri d'intervenire per combattere l'emarginazione sociale. Al momento solo Italia, Grecia e Ungheria non hanno misure di sostegno al reddito per contrastare una povertà dilagante. In Finlandia, invece, la misura è in fase di prova, mentre la Scozia dovrebbe introdurla a breve.

Discorso diverso per quanto riguarda gli altri paesi europei, che prevedono diverse forme di aiuto:

- Germania

In Germania sono previste tre diverse misure in favore dei cittadini tedeschi, rifugiati politici e stranieri dei paesi Ue che hanno sottoscritto il Social Security agreement: l'aiuto per il sostentamento, l'assegno sociale per i pensionati bisognosi e un sostegno per i disoccupati, cui si accompagnano altresì sussidi per l'affitto e il riscaldamento e indennità per disabili, genitori soli, donne in gravidanza e aiuti per ogni figlio. La durata di queste forme di sostegno è illimitata, ma ogni 6 mesi è previsto un controllo per verificare la permanenza dei requisiti richiesti per l'erogazione. Gli abili al lavoro devono seguire programmi di reinserimento lavorativo e accettare offerte lavorative congrue.

- Danimarca

In Danimarca è adottato il modello dell'assistenza sociale che prevede il riconoscimento a chi ha compiuto 25 anni 1.325 euro (l'aiuto per l'affitto è a parte) e 1.760 per chi ha figli. Gli abili al lavoro devono cercare un'occupazione e accettare offerte congrue alla loro formazione, in caso contrario il sostegno è sospeso. Il sussidio è tassabile e in caso di assenza dal lavoro senza giustificati motivi è ridotto in base alle ore perse.

- Francia

In Francia al Revenu de Solidarité Active ha diritto chi è residente da più di 5 anni e ha compiuto 25 anni o chi è più giovane purché con un figlio e 2 anni di lavoro curricolare. L'aiuto dura 3 mesi, è rinnovabile e cresce con l'aumentare del numero dei figli. Il beneficiario deve dimostrare di cercare un'occupazione e di partecipare a programmi di formazione. L'importo del beneficio diminuisce con l'aumentare del reddito da lavoro.

- Belgio

In Belgio il sistema riconosce 725 euro al mese per un singolo e misure tese a garantire il diritto alla salute, al lavoro, alla casa, all'energia e ai servizi pubblici. In Belgio è possibile rifiutare un lavoro se non risulta congruo alla formazione, senza rischiare la sospensione del sussidio.

- Olanda

Nei Paesi Bassi, ai singoli viene riconosciuto un contributo mensile massimo di 617 euro, mentre alle famiglie sposate o di fatto con o senza figli 1.234 euro.

- Inghilterra

Nel Regno Unito il reddito minimo è garantito solo previa verifica del reddito dei richiedenti. L'Income Support è previsto per aiutare chi non ha un lavoro full time e vive sotto la soglia di povertà. Se permangono le condizioni di indigenza è illimitato anche se varia in base all'età, alla composizione della famiglia, alla presenza di eventuali disabilità e alle risorse a disposizione dei beneficiari. Per gli iscritti nelle liste di disoccupazione è previsto un aiuto specifico purché il candidato si rechi ogni due settimane in un Jobcenter e dimostri che sta cercando attivamente un impiego. Lo Stato aiuta anche chi deve pagare l'affitto e ha figli.

- Irlanda

In Irlanda contributo massimo individuale è 849 euro. I sussidi sono previsti per diverso tempo anche dopo aver trovato lavoro e se si riprendono gli studi è possibile chiedere un sostegno al reddito.

Il reddito di cittadinanza in Italia

L'esperienza della Provincia di Trento iniziata nel 2010 ha dimostrato che, per contrastare efficacemente la povertà, è necessario:

  • modulare l'importo e la durata delle erogazioni tenendo conto dei bisogni reali dei beneficiari;
  • controllare regolarmente il rispetto delle condizioni di ammissibilità al beneficio;
  • accompagnare il sostegno con strumenti di ricerca attiva del lavoro.

Un altro risultato positivo è quello raggiunto dal "Grillino" Comune di Livorno, che nel tempo è stato costretto, a causa dell'aumento delle domande, a diminuire l'importo del sostegno la cui misura minima di 150 euro e massima di 220, dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare.

Reddito di cittadinanza: la proposta del M5S

Il "reddito di cittadinanza" proposto dal Movimento 5 Stelle è illustrato nel disegno di legge n. 1148/2013 e prevede il riconoscimento di aiuti economici ai cittadini e alle famiglie italiane il cui reddito è sotto la soglia di povertà.

Poveri assoluti

Ai poveri assoluti, che non dispongono di altre entrate, è riconosciuto l'importo di 780 euro al mese (9.360 all'anno), considerato reddito minimo di sopravvivenza. Chi invece percepisce uno stipendio di 350 euro al mese, ad esempio, ha diritto alla differenza, ossia 430 euro necessari per raggiungere i 780 euro previsti.

Single o famiglie

Il discorso cambia per chi vive in famiglia, che a differenza dei single, percepisce un reddito di cittadinanza unico, che varia in base ai suoi membri:

  • 2 componenti con un genitore: 1.014 euro;
  • 2 componenti: 1.170 euro;
  • 3 componenti con un genitore: 1.248 euro;
  • 3 componenti: 1.404 euro;
  • 4 componenti con un genitore solo: 1.482 euro;
  • 4 componenti: 1.638 euro;
  • 5 componenti con un genitore: 1.716 euro;
  • 5 componenti: 1.872 euro.

Le regole formative

La proposta del Movimento non ha natura puramente assistenziale. Essa infatti condiziona il riconoscimento del reddito di cittadinanza al rispetto di precise regole formative. Per questo il primo obiettivo del Movimento è la Riforma dei centri per l'impiego, a cui i potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza devono iscriversi. Concesso il reddito di cittadinanza, infatti, colui che si è impegnato ad aderire a un progetto formativo e alla ricerca di un lavoro (anche di pubblica utilità), perde questa forma di sostegno:

  • se rifiuta nell'arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte lavorative;
  • sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo;
  • recede senza giusta causa dal contratto di lavoro per due volte nel corso dell'anno solare;
  • non rispetta gli obblighi di inserimento lavorativo previsti dall'art. 11 del disegno di legge (disponibilità al lavoro, colloqui di orientamento, adesione a progetti d'inserimento lavorativo, partecipazione al percorso di bilancio delle competenze e ricerca attiva del lavoro che prevede l'impegno di recarsi almeno due volte al mese al centro dell'impiego, sostenere i colloqui psico attitudinali e accettare di essere avviato ai corsi di formazione e riqualificazione professionale). Il costo totale di questa misura costerà alle casse dello Stato circa 16 miliardi di euro, importo che verrà coperto tassando le banche, le compagnie petrolifere, il gioco d'azzardo e tagliando i finanziamenti a stampa e politica.

Reddito cittadinanza o reddito minimo garantito?

Rispetto a quanto anticipato, è evidente che la denominazione di reddito di cittadinanza utilizzata dal Movimento non è corretta. Quando il trasferimento economico dipende dalle condizioni reddituali e/o patrimoniali del potenziale beneficiario e dalla disponibilità a intraprendere un percorso di reinserimento lavorativo infatti è più corretto parlare di "Reddito minimo garantito".

Reddito d'inclusione: la misura del Pd in vigore dal 2018

Il Reddito d'Inclusione (R.E.I) è disciplinato dal dlgs. n. 147 del 15/09/2017 in attuazione della legge-delega del 15/03/2017 in vigore dal primo gennaio 2018 e si compone di due parti:

  • un assegno mensile, che viene versato con carta prepagata di Poste Italiane SpA (Carta R.E.I);
  • un progetto di reinserimento lavorativo e sociale.

L'entità dell'assegno è condizionato da due fattori:

  • la dimensione del nucleo familiare
  • lo scostamento del reddito da una determinata soglia di accesso.

Durata

Il R.E.I può essere erogato solo per 18 mensilità, da cui vengono sottratte eventuali erogazioni del Sostegno per l'Inclusione Attiva (S.I.A) già percepite. Decorsi i 18 mesi il R.E.I può essere rinnovato per altri 12 mesi, ma non prima che siano decorsi almeno sei mesi dalla cessazione del godimento della prestazione.

Beneficiari

Il reddito d'inclusione è previsto in favore:

  • dei cittadini italiani;
  • dei cittadini comunitari;
  • dei cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno;
  • gli aventi diritto a una protezione internazionale purché residenti in Italia da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Requisiti familiari

I requisiti familiari per ottenere il R.E.I richiedono la presenza all'interno del nucleo:

  • di un minore di anni 18;
  • di un soggetto disabile e di almeno un suo genitore o tutore;
  • di una donna in stato di gravidanza;
  • di un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, in stato di disoccupazione da almeno tre mesi e privo di un sussidio per la disoccupazione.

Requisiti economici

Ai requisiti familiari devono sommarsi quelli economici del nucleo:

  • I.S.E.E in corso di validità pari o inferiore a 6.000 euro;
  • I.S.R.E ai fini R.E.I non superiore a 3.000 euro;
  • patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro;
  • valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10.000 euro (8.000 euro per due persone e 6.000 euro per la persona sola).

Ciascun componente del nucleo familiare inoltre non deve:

  • percepire prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (N.A.S.P.I) o ammortizzatori sociali previsti in caso di disoccupazione involontaria;
  • essere in possesso di autoveicoli e/o motoveicoli nuovi immatricolati nei 24 mesi antecedenti la richiesta (esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per soggetti disabili);
  • possedere imbarcazioni da diporto.

Come si accede al Rei

Dal primo dicembre 2017 è possibile fare domanda per il R.E.I ai comuni o agli uffici identificati da questi ultimi, utilizzando il modello presente anche sul sito dell'I.N.P.S, purché al momento della sua presentazione e per tutta la durata del beneficio, il richiedente sia in possesso di un'attestazione I.S.E.E valida.

Reddito di dignità: la proposta di Berlusconi

Questa misura di sostegno proposto dal Cavaliere non è ancora definita nei suoi contorni. In generale però si può affermare che si tratta di un'integrazione al reddito per chi percepisce meno di 1000 al mese. Tutto per consentire di raggiungere il reddito mensile di dignità stabilito dall' I.S.T.A.T, la cui misura è condizionata dal numero dei figli a carico e dal luogo di residenza e la cui erogazione è sottoposta alla prova dei mezzi, per accertare che le condizioni economiche siano effettivamente inferiori alla soglia minima stabilita.

Reddito di avviamento al lavoro: la proposta della Lega

La proposta della Lega Nord è destinata a chi vuole vivere di lavoro e non di assistenzialismo. Questo in sostanza il concetto espresso tre giorni fa a Domenica Live da Matteo Salvini. La misura del Carroccio consiste in un prestito a tasso zero di 750 euro al mese rivolto ai disoccupati che vivono sotto la soglia di povertà (reddito annuo inferiore a 9.360 euro). Chi vuole ottenere il prestito deve iscriversi al centro per l'impiego e accettare la prima offerta di lavoro.

(21/03/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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