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La residenza

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Cos'è la residenza e quali effetti produce. Ecco cosa c'è da sapere anche sui tempi e i costi del cambio di residenza e sui relativi controlli
una casa di proprieta

di Valeria Zeppilli - La residenza, nel diritto italiano, è il luogo in cui un soggetto ha la propria dimora abituale, secondo quanto sancito dall'articolo 43 del codice civile.

Si tratta di una nozione da non confondere con il domicilio che invece, per espressa previsione della medesima disposizione normativa, è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.

In proposito leggi anche: "Che differenza c'è tra domicilio e residenza?"

Indice:

  1. Residenza: significato
  2. Residenza: gli effetti
  3. Il cambio di residenza
  4. Il certificato di residenza
  5. Residenza: gli accertamenti

Residenza: significato

La residenza, in buona sostanza, è il luogo in cui un soggetto abita con stabilità e quindi in maniera duratura, sebbene non perpetua.

Essa va dichiarata presso l'anagrafe del Comune di riferimento ed, eventualmente, anche presso quello del Comune che, con il cambio di residenza, si abbandona.

Residenza: gli effetti

La residenza in un determinato luogo produce molteplici effetti.

Tra di essi si segnala il diritto di votare alle elezioni locali, la determinazione della competenza per territorio degli organi giurisdizionali e l'individuazione del luogo ove vanno eseguite le notifiche giudiziarie.

Il cambio di residenza

Si ha cambio di residenza ogniqualvolta un cittadino italiano decide di trasferirsi in un luogo differente da quello nel quale risiede.

La domanda può essere fatta da coloro che sono regolarmente iscritti all'anagrafe di un Comune italiano o all'AIRE (anagrafe italiani residenti all'estero) e da coloro che risultavano irreperibili dalla stessa anagrafe di un Comune italiano.

Cambio residenza: costi

Il cambio di residenza è generalmente gratuito, anche se alcuni uffici possono prevedere dei costi che è quindi bene preventivamente verificare.

Cambio residenza: tempi

Per quanto riguarda le tempistiche, la richiesta di cambio di residenza va fatta al massimo entro i 20 giorni successivi alla data del trasferimento nella nuova abitazione.

La dichiarazione di nuova residenza viene registrata dal Comune non appena ricevuta e, quindi, ha effetto immediato.

Il certificato di residenza

Le diverse residenze di un soggetto sono attestate dal certificato di residenza, che è un documento dal quale emerge la storia anagrafica di chi risiede o ha risieduto in un certo Comune.

Tutti i cittadini iscritti, anche in passato, in un Comune possono richiedere il rilascio del certificato all'ufficio anagrafe.

Residenza: gli accertamenti

La residenza in un determinato luogo produce diversi effetti. Oltre a quelli già citati, vi sono le molteplici conseguenze sul piano fiscale che derivano dal risiedere in un luogo anziché in un altro e che possono generare frodi e abusi.

Per tali motivi, l'ufficiale anagrafico è tenuto a verificare l'abitualità della dimora di chi richiede l'iscrizione nell'anagrafe comunale, mediante accertamenti svolti concretamente dalla polizia municipale o da personale autorizzato nei 45 giorni successivi alla dichiarazione.

Se vengono riscontrate delle anomalie, tale circostanza viene segnalata all'autorità di pubblica sicurezza.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(17/02/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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