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Il decreto-legge: definizione, procedimento e termini di validità

Vediamo in cosa consiste questo strumento alternativo alla legge statale. Limiti del decreto-legge e differenze con il decreto legislativo, abusi e distorsioni
bilancia toga sentenza martello
di Mara M. - Il decreto-legge è un atto normativo disciplinato dall'art. 77 della nostra Costituzione, che in qualche modo si atteggia, di fatto, come "alternativo" alla legge statale. Scopriamone di più.

Che cos'è il decreto legge

Il decreto-legge è un provvedimento a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza.
Il decreto legge entra in vigore, con forza di legge (1), appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i "canonici" 15 giorni di vacatio) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decade automaticamente - con efficacia ex tunc − se nel frattempo non è convertito in legge dal Parlamento.

Per tutelare i rapporti giuridici eventualmente sorti sulla base delle disposizioni contenute in un decreto legge non convertito, le Camere possono deliberare leggi che facciano salvi alcuni effetti di quest'ultimo (vd. art. 77, comma 3 Cost.).

Va infine ricordato che secondo parte della Dottrina, non potrebbero essere disciplinate tramite decreto-legge le materie di cui all'art. 72, comma 4 Cost., per cui è prevista la c.d. "riserva di assemblea".

Decretazione d'urgenza: abusi e distorsioni

Purtroppo, nella prassi repubblicana, il ricorso ai decreti legge è diventato negli anni quasi la regola, più che l'eccezione. Sovente, i governi si sono serviti di tale strumento anche in assenza di evidenti presupposti di necessità ed urgenza.

Un'altra "aberrazione" della decretazione legislativa è poi rappresentata dalla prassi della reiterazione: la consuetudine, cioè, da parte del Governo di ri-presentare più volte decreti-legge dal contenuto praticamente identico − salvo minime variazioni − a quelli in scadenza o appena scaduti, così da far decorrere nuovamente il termine di sessanta giorni per la loro conversione. Negli anni '90, addirittura, si verificarono casi di decreti riproposti per più di 20 volte consecutive, senza mai essere convertiti in legge! Fin quando, nel 1996, la sentenza n. 360 della Corte Costituzionale dichiarò illegittima tale pratica.

D'altra parte è pur vero che le tempistiche "elefantiache" del Parlamento italiano sembrano a volte voler paralizzare l'attività politica per intere legislature. È infatti per ovviare alle more estenuanti dell'iter normativo parlamentare che si gioca spesso il jolly del decreto legge. Finendo così, come in un circolo vizioso, per rendere ancora più lunghi i tempi della legiferazione ordinaria, ingolfata dalle attività di discussione e approvazione di maxi-decreti onnicomprensivi.

Da non confondere con il decreto legislativo...

Talvolta, nel linguaggio parlato, può capitare di fare confusione fra decreto legge e decreto legislativo − che rappresenta, invece, una diversa esplicazione del potere normativo attribuito al Governo.

Anche il decreto legislativo è infatti un provvedimento deliberato dall'organo esecutivo, ma la sua funzione è quella di integrare e "dettagliare" la legge ordinaria nella disciplina di materie che richiedono un certo grado di competenze tecniche e/o una più ponderata regolamentazione. A differenza del decreto legge, il decreto legislativo è adottato dal Governo solo previa autorizzazione del Parlamento − la c.d. legge delega − che stabilisce in maniera puntuale: oggetto, principi e criteri direttivi cui il decreto stesso deve conformarsi, oltre a fissare i limiti temporali entro cui il Governo dovrà deliberare.


Vedi anche: dove trovare il testo dei decreti legge
(1) Con capacità di innovare l'ordinamento giuridico, anche abrogando preesistenti norme confliggenti e, al contempo, resistendo all'abrogazione da parte di fonti di rango inferiore.
(04/01/2018 - VV AA)
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