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Pensione di cittadinanza: cosa sappiamo

In attesa della partenza ufficiale, ecco come si prospetta la pensione di cittadinanza per i pensionati al di sotto della soglia di povertà
tre anziani su tre pile di soldi
di Lucia Izzo - Pensione di cittadinanza, reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero presto assumere connotati di concretezza. Almeno secondo quanto riferito negli ultimi giorni dal ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio (leggi: In manovra anche pensione cittadinanza).
Secondo il vicepremier "è fondamentale garantire le pensioni minime sopra la soglia di povertà. Serve cioè riequilibrare le risorse a favore delle pensioni sotto i 780 euro". Le proposte, tuttavia, sono assai rilevanti per le casse dello Stato.
Sono in molti a chiedersi in cosa consisterà la "pensione di cittadinanza" che, assieme al reddito di cittadinanza, dovrebbe trovare posto già nella manovra di bilancio 2019, a chi spetterà e quale importo verrà garantito.
  1. Pensione di cittadinanza dal 2019
  2. Pensione di cittadinanza: i beneficiari
  3. Pensione di cittadinanza: quali importi
  4. Pensione di cittadinanza: quanto costerà la riforma

Pensione di cittadinanza dal 2019

L'avvio della pensione di cittadinanza (e del reddito di cittadinanza), inserito nel quadro delle nuove politiche di redistribuzione, conta sulla razionalizzazione degli attuali capitoli di spesa previdenziale per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.

Secondo le dichiarazioni trapelate ultimamente, la misura dovrebbe essere introdotta nella legge di Bilancio 2019 e dunque essere attiva già dal prossimo anno. Lo ha confermato anche il sottosegretario al ministero dell'Interno, Carlo Sibilia: "Partiremo a gennaio con le pensioni di cittadinanza. Andrà discussa la legge finanziaria ma nel momento in cui verrà depositata si avrà la certezza che ci sono le risorse, perché le abbiamo trovate. Le questioni che pone Tria verranno sicuramente superate se sono ostative rispetto all'erogazione delle pensioni di cittadinanza. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza lo avremo a marzo 2019".

A ribadire l'urgenza di introdurre questa misura è stato anche il vicepremier Di Maio: "D'ora in poi non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese. Ci sono dei pensionati minimi che in questo momento prendono 400 euro di pensione". Per sedare le critiche sorte sul punto, Di Kaio ha rammentato che "La pensione di cittadinanza è nel contratto di governo".

Pensione di cittadinanza: i beneficiari

Per il Governo Lega-M5S la pensione di cittadinanza rappresenta una misura destinata a riequilibrare le risorse dei pensionati, in particolare coloro che percepiscono un assegno di pensione il cui importo è al di sotto della soglia di povertà che l'ISTAT ha fissato in 780 euro.

Sia il reddito di cittadinanza che la pensione di cittadinanza, dunque, faranno presumibilmente parte dello stesso disegno di legge: il primo sarà riservato a chi è privo di reddito o ne abbia uno eccessivamente basso, la pensione, invece, regolerà il diritto per i pensionati percettori di un assegno inferiore alla soglia per vivere dignitosamente.

In sostanza, chiunque abbia una pensione inferiore ai 780 euro dovrebbe beneficiare di un incremento pari alla somma necessaria per raggiungere il limite minimo prefissato per un'esistenza dignitosa.

Nonostante non sia così semplice quantificare esattamente il numero di potenziali beneficiari, si stima che questi potrebbero raggiungere i 4,5 milioni di persone. A livello geografico, è al Sud Italia e nelle isole che si registrano importi più bassi, mentre sono le donne a percepire pensioni più esigue.

In conclusione, pur non essendo ancora esplicitati i requisiti ufficiali, a beneficiare della pensione di cittadinanza saranno presumibilmente coloro che sono in pensione e che percepiscono pensioni (pensioni minime, assegni sociali e pensioni di invalidità) inferiori alla soglia di povertà (780 euro).

Pensione di cittadinanza: quali importi

L'importo delle pensioni di cittadinanza sarà dunque diversificato in base all'integrazione che si rende necessaria affinché il pensionato beneficiario possa raggiungere "una pensione minima di 780 euro netti al mese"

A titolo esemplificativo: chi percepisce una pensione di 250 euro si vedrà riconosciuta un'integrazione di 530 euro, chi ne percepisce 500 avrà n'integrazione di 280 euro e così via. Inoltre, l'importo dovrebbe essere parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari più numerosi, ad esempio raggiungendo i "1170 euro netti al mese per una coppia di pensionati".

Tuttavia, oltre all'importo inferiore a quello previsto per la soglia di povertà, è probabile saranno introdotti altri requisiti per accedere al beneficio: ad esempio, il disegno di legge n. 1148 presentato nella XVII legislatura dal M5S e riguardante il reddito di cittadinanza, richiedeva la presentazione di copia della dichiarazione ISEE, nonché un'autodichiarazione circa i redditi percepiti nei 12 mesi precedenti e percepibili nei dodici 12 mesi successivi dal soggetto richiedente e da tutti i componenti del suo nucleo familiare.

Pensione di cittadinanza: quanto costerà la riforma

Ad aver destato particolare preoccupazione è la ricerca delle somme destinate a coprire l'introduzione della pensione di cittadinanza. Portando tutti i potenziali beneficiari alla soglia dei 780 euro mensili per 13 mensilità, infatti, si giungerebbe a una spesa complessiva di 20,7 miliardi di euro. Diverso il caso in cui si consideri una platea più ristretta, ad esempio i soli pensionati over 65.

Il M5S punta a recuperare una parte dei fondi dal taglio delle "pensioni d'oro" oppure tramite le imposte su gioco d'azzardo, banche e compagnie petrolifere o, ancora, attraverso un prelievo dal Fondo Sociale Europeo.
(21/09/2018 - Lucia Izzo)

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