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L'affidamento esclusivo dei figli

Guida all'istituto dell'affidamento esclusivo: quando è possibile disporlo in deroga alla regola dell’affidamento esclusivo e quali conseguenze comporta 
L'affidamento dei figli

Avv. Daniele Paolanti - In caso di separazione dei genitori, la regola generale prevede che i figli siano affidati in maniera condivisa a entrambi. In alcuni casi eccezionali, tuttavia, è possibile disporre l'affidamento esclusivo, purché ciò risponda all'interesse morale e materiale della prole.

Indice:

  1. La disciplina normativa dell'affidamento esclusivo dei figli
  2. Ragioni che possono indurre all'affidamento esclusivo
  3. Affidamento esclusivo e ragioni della separazione
  4. Cosa comporta l'affidamento esclusivo
  5. La giurisprudenza sull'affidamento esclusivo

La disciplina normativa dell'affidamento esclusivo dei figli

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L'articolo 337 del codice civile dispone infatti che, in caso di divorzio (e in forza del rinvio contenuto nell'articolo 155, anche in caso di separazione), il giudice "Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quali di essi i figli sono affidati". In ogni caso, i provvedimenti relativi alla prole vanno presi "con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa".

E' chiaro, quindi, che tale norma impone al giudice di prediligere l'affidamento dei figli a entrambi i genitori per soddisfare il loro diritto a conservare un rapporto equilibrato con ciascuno di essi. 

Anche in ragione di ciò, per espressa previsione normativa, il giudice deve determinare i tempi e le modalità della presenza della prole presso il padre e presso la madre e fissare il modo con cui ciascuno di loro deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei piccoli.

Nulla esclude, in ogni caso, che tale decisione possa essere presa anche dai genitori mediante accordi dei quali il giudice è tenuto a prendere atto se non sono contrari all'interesse dei figli. 

Tale principio, e quanto diremo in seguito, vale anche per l'affidamento dei figli di genitori non sposati che decidono di lasciarsi.

Ragioni che possono indurre all'affidamento esclusivo

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In sostanza, in caso di separazione o divorzio dei genitori, l'affidamento condiviso è la regola, ma, se lo stesso risulta inopportuno e non adeguato a garantire un sano sviluppo della prole, nulla osta a che il giudice disponga l'affidamento esclusivo.

A tale proposito va considerato che non costituiscono circostanze preclusive dell'affidamento condiviso, ad esempio, la convivenza more uxorio di uno dei due genitori o il trasferimento del padre o della madre in una città o in uno Stato diverso da quello in cui ha vissuto il minore. 

Infatti, quel che assume interesse di primario rilievo è il benessere del minore, il quale deve essere inserito in un contesto dove viene prestata la dovuta attenzione al suo sano sviluppo fisico, morale e psicologico attraverso un'adeguata assistenza affettiva e materiale. Ove manchino tali presupposti, è possibile disporre l'affidamento esclusivo, sia alla madre che al padre.

Affidamento esclusivo: esempi

Sbirciando tra le decisioni della giurisprudenza di merito, negli anni sono state considerate circostanze tali da legittimare l'affidamento esclusivo, ad esempio:

- l'incapacità oggettiva di uno dei genitori di prendersi cura del figlio,

- il totale disinteresse del genitore, che non rispetta mai il diritto di visita e si rende irreperibile, con ciò danneggiando il minore,

- la strumentalizzazione del figlio per far valere le proprie convinzioni nei confronti dell'altro genitore e il tentativo di allontanarlo da questi, anche fisicamente,

- il carattere aggressivo e violento del genitore.

Affidamento esclusivo e ragioni della separazione

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Le ragioni che possono indurre a prediligere l'affidamento esclusivo prescindono dalle motivazioni della separazione e si fondano esclusivamente sull'interesse morale e materiale del minore

Nell'ipotesi di affidamento esclusivo, quindi, il Giudice deve prendere in considerazione esclusivamente l'interesse dei figli, anche nel decidere quale dei due genitori sia il più idoneo all'assolvimento della funzione di assicurare la tutela e lo sviluppo fisico, psicologico e morale del minore, garantendo soprattutto un ambiente che sia adeguato al soddisfacimento delle sue necessità.

A nulla rilevano a tal fine le cause che hanno determinato il fallimento del matrimonio.

Cosa comporta l'affidamento esclusivo

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L'affidamento esclusivo, in ogni caso, non comporta la perdita della responsabilità genitoriale in capo all'altro genitore, ma solo il suo esercizio da parte dell'affidatario.

Resta fermo che la madre e il padre devono comunque continuare a prendere le decisioni di maggiore interesse (come quelle relative alla salute, all'istruzione e all'educazione dei figli) di comune accordo. 

Il genitore affidatario, nell'esercizio del suo compito, deve rispettare le prescrizioni del magistrato e favorire il mantenimento dei rapporti tra il figlio e l'altro genitore. Quest'ultimo, poi, ha sempre il diritto (oltre che il dovere) di vigilare sull'educazione e sull'istruzione dei figli e di rivolgersi al giudice se rileva anomalie.

Solo se sussistono ragioni particolarmente gravi, è possibile che venga disposta anche la decadenza della responsabilità genitoriale, che è cosa ben diversa dall'affidamento esclusivo.

La giurisprudenza sull'affidamento esclusivo

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Esaminiamo da ultimo qualche pronuncia giurisprudenziale sull'affidamento esclusivo dei figli.

"In tema di affidamento dei figli minori, questa Corte ha infatti ribadito costantemente che il criterio fondamentale al quale deve attenersi il giudice della separazione o del divorzio e’ costituito dall’esclusivo interesse morale e materiale della prole, previsto in passato dall’art. 155 ed oggi consacrato nell'art. 337 quater c.c., il quale, imponendo di privilegiare la soluzione che appaia piu’ idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare e ad assicurare il migliore sviluppo della personalita’ del minore, richiede un giudizio prognostico in ordine alla capacita’ del padre e della madre di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione di genitore singolo, da esprimersi sulla base di elementi concreti attinenti alle modalita’ con cui ciascuno di essi ha svolto in passato il proprio ruolo, ed in particolare alla sua capacita’ di relazione affettiva, di attenzione, di comprensione, di educazione, di disponibilita’ ad un assiduo rapporto, nonche’ mediante l’apprezzamento della personalita’ del genitore, delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente che e’ in grado di offrire al minore" (Cassazione civile, sez. VI, 19/07/2016, (ud. 11/04/2016, dep.19/07/2016), n. 14728).

"Va rammentato che per poter disporre l'affidamento esclusivo ad uno dei genitori è necessario e sufficiente che l'altro manifesti disinteresse e seguiti da diversi anni a non volere incontrare il figlio (Cfr. Tribunale Bologna,17/04/2008)o il padre non abbia presenziato o non abbia partecipato ai momenti significativi della vita del minore (Cfr.Tribunale minorenni L'Aquila, ...2007). Oltretutto, ed a prescindere da valutazioni sul comportamento paterno, la giurisprudenza di merito ha ritenuto che anche la lontananza geografica di uno dei genitori dal minore e la circostanza di avere sempre convissuto con l'altro, possono comportare l'affidamento esclusivo (Cfr. Tribunale Catania, 23/05/2007)" (Tribunale Siracusa, sez. I, 03/01/2018,  n. 20).

"Deve ritenersi che ipotesi di affidamento esclusivo siano individuabili ogni qualvolta l'interesse del minore possa essere pregiudicato da un affidamento condiviso, ad esempio, nel caso in cui un genitore sia indifferente nei confronti del figlio, non contribuisca al mantenimento del figlio, manifesti un disagio esistenziale incidente sulla relazione affettiva, ecc." (Tribunale Roma, sez. I, 16/06/2017, ud. 16/06/2017). 

Leggi anche: 

- L'affidamento dei figli

- L'affidamento esclusivo dei figli: quando e perché

Aggiornamento: settembre 2018

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