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Come si calcola la percentuale di invalidità in caso di più patologie

La formula Balthazard, la formula Salomonica e la formula Gabrielli
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Valeria Zeppilli | 04 set 2015
di Valeria Zeppilli - Il calcolo della percentuale di invalidità civile non è sempre agevole ma, in determinati casi, è necessario che esso venga effettuato tenendo conto di alcune formule sviluppate al fine di valutare la reale incidenza menomativa delle patologie.

In sostanza, laddove in cui in capo al medesimo soggetto sussistano più patologie, la valutazione finale circa la percentuale di invalidità civile non potrà derivare dalla semplice somma aritmetica delle percentuali di invalidità derivanti da una sola patologia, ma sarà necessario considerare il risultato secondo criteri meno semplicistici e tendenti a dare atto della concreta realtà biologico-funzionale.

A tal fine, occorre distinguere il caso in cui le infermità plurime siano coesistenti o concorrenti.

Le infermità plurime coesistenti e la formula Balthazard

Nel caso di infermità plurime coesistenti, che interessano organi e apparati funzionalmente distinti tra di loro, la percentuale di invalidità si calcola, per legge, applicando la cd. formula riduzionistica o formula scalare di Balthazard.

In sostanza, dopo aver calcolato le percentuali relative alla singola invalidità, la percentuale complessiva di invalidità sarà data dalla somma delle singole invalidità parziali diminuita del loro prodotto, secondo la seguente formula:

IT = (IP1 + IP2) - (IP1 x IP2)

Quindi se un'invalidità è, ad esempio, stimata al 40% e l'altra al 20%, sarà necessario effettuare il seguente calcolo: (0,40 + 0,20) - (0,40 x 0,20); con la conseguenza che l'invalidità complessiva non sarà pari al 60% ma al 52%.

Vedi in proposito: il form per il calcolo riduzionistico online

Le infermità plurime concorrenti e la formula Salomonica

Nel caso di infermità plurime concorrenti, ovverosia interessanti lo stesso organo o apparato, molto spesso le percentuali vengono indicate direttamente dalle tabelle. Ciò accade, ad esempio, nel caso di menomazioni oculari, acustiche, articolari, etc..

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