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Disabilità

Guida completa alla disabilità. Ecco tutti i diritti e le tutele riconosciuti alle persone disabili per favorire la loro partecipazione alla vita sociale
sedia a rotelle per disabile

di Valeria Zeppilli - La disabilità è la condizione in cui si trovano i soggetti che, a causa di una o più patologie, non sono del tutto autonomi nello svolgimento delle attività della vita di quotidiana e si trovano, quindi, in una condizione di svantaggio che rende più difficoltosa la loro partecipazione alla vita sociale.

Proprio per attenuare tali difficoltà, il nostro ordinamento giuridico prevede diverse forme di tutela dei disabili.

Indice:

  1. La disabilità nella Costituzione
  2. La legge 104/1992
  3. Inserimento lavorativo dei disabili
  4. Il programma di azione sulla disabilità
  5. Disabilità e invalidità civile
  6. Altre agevolazioni per la disabilità

La disabilità nella Costituzione

La disabilità è tutelata, innanzitutto, dalla Costituzione, che se ne occupa in diverse disposizioni, in maniera più o meno specifica.

Gli articoli ai quali ci si riferisce sono il 2, il 3 e il 32.

In particolare, l'articolo 2 può porsi a fondamento della tutela della disabilità nella parte in cui dispone che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" e lo fa a prescindere dalle condizioni personali, sociali e di salute dell'individuo.

L'articolo 3, invece, sostiene la disabilità affermando che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" e che "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".

L'articolo 32, infine, sancisce che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

La giornata internazionale della disabilità

La giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata nel 1981 e ricorre il 3 dicembre di ogni anno allo scopo di promuovere i diritti e il benessere delle persone disabili.

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità

Dopo un lavoro di oltre un decennio, le Nazioni Unite hanno adottato nel 2006 la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con il fine di promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità e di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera sociale, politica, economica e culturale della società.

La legge 104/1992

Vi sono poi delle discipline più specifiche di tutela della disabilità.

Prima tra tutte, quella dettata dalla legge numero 104/1992, ovverosia la "Legge-quadro per l'assistenza e l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".

Tale provvedimento, con molteplici disposizioni, si pone il fine di garantire il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia, nonché la piena integrazione familiare, scolastica, lavorativa e sociale. Esso inoltre è volto ad assicurare i servizi e le prestazioni necessari per la prevenzione, la cura, la riabilitazione e la tutela giuridica ed economica dei disabili.

I permessi lavorativi per i disabili

La legge 104 è nota, soprattutto, per il riconoscimento di specifici permessi ai lavoratori affetti da disabilità grave e ai dipendenti che prestano assistenza a familiari con disabilità grave.

Si tratta di permessi straordinari, retribuiti, da godere per tre giorni al mese o una o due ore al giorno a seconda dell'orario di lavoro.

Per approfondimenti vai alla guida: "Legge 104: i permessi retribuiti. Vademecum e testo della legge".

Inserimento lavorativo dei disabili

Il diritto al lavoro dei disabili non è garantito solo dalla legge 104, ma anche da ulteriori normative.

Tra di esse spicca la legge 68/1999, che disciplina il collocamento mirato delle persone con handicap prevedendo l'istituzione di servizi per il loro inserimento lavorativo a livello regionale e provinciale.

Tali servizi provvedono alla programmazione, all'attuazione e alla verifica degli interventi volti a favorire l'ingresso dei disabili nel mondo del lavoro. A tal fine, i servizi per l'impiego si avvalgono di un ufficio provinciale cui fanno riferimento specifici comitati tecnici, chiamati a valutare le capacità e le potenzialità lavorative dei disabili, a definire gli strumenti atti all'inserimento lavorativo e al collocamento mirato, a predisporre un piano di tutoraggio all'inserimento lavorativo, a orientare i disabili e i datori di lavoro, a predisporre dei controlli sui luoghi di lavoro e a collaborare alla stesura dei programmi di formazione e riqualificazione professionale dei lavoratori affetti da disabilità.

Obbligo di assunzione di disabili

In forza di quanto stabilito dalla legge 68/1999, poi, gli enti pubblici, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni senza scopo di lucro e le aziende e gli enti privati, devono obbligatoriamente assumere:

un disabile, se hanno da quindici a trentacinque lavoratori

due disabili, se hanno da trentacinque a cinquanta lavoratori

un numero di disabili pari al 7% del totale dei dipendenti, se hanno più di cinquanta lavoratori.

Il programma di azione sulla disabilità

Nella Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre 2017 è stato pubblicato il secondo Programma d'azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, che segue il precedente del 2013 e che prevede otto linee di azione, ovverosia:

  • riconoscimento della condizione di disabilità, valutazione multidimensionale finalizzata a sostenere il sistema di accesso a servizi e benefici e progettazione personalizzata,
  • politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l'inclusione nella società
  • salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione
  • inclusione scolastica e processi formativi
  • lavoro e occupazione
  • promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità
  • cooperazione internazionale e proiezione internazionale delle politiche sulla disabilità
  • sviluppo del sistema statistico e del monitoraggio dell'attuazione delle politiche.

Disabilità e invalidità civile

In alcuni casi, ai disabili viene riconosciuta la cd. invalidità civile, che comporta il riconoscimento di ulteriori diritti.

Si considerano invalidi civili:

  • i soggetti di età compresa tra i 18 e i 65 anni che presentano un'infermità fisica, psichica e/o intellettiva, congenita o acquisita, anche progressiva, a seguito della quale la loro capacità lavorativa sia ridotta in misura superiore al 33%,
  • i minori che abbiano difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della loro età,
  • i cittadini ultrasessantacinquenni con difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Per approfondimenti vai alla guida: "Guida pratica all'invalidità civile"

Altre agevolazioni per la disabilità

Il superamento delle difficoltà connesse alla disabilità passa anche per ulteriori disposizioni.

Norme specifiche sono dettate, infatti, in campo sanitario, dell'istruzione, dei trasporti e del superamento delle barriere architettoniche. Tutte sono volte all'inclusione.

Ad esempio, in ambito scolastico si è passati da delle scuole speciali per ragazzi affetti da disabilità al loro inserimento nelle scuole ordinarie con previsione di interventi specifici di sostegno.

Ai disabili, inoltre, sono riservate molteplici agevolazioni fiscali, come quelle sostenute per l'acquisto di mezzi necessari per l'accompagnamento, la deambulazione e il sollevamento o per l'acquisto di sussidi tecnici e informatici.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(03/12/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

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