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Il divorzio breve

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Bastano 6 o 12 mesi per dirsi addio. Guida all'istituto del divorzio breve introdotto dalla legge 2015, facsimile di ricorso e testo della legge
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di Marina Crisafi - Sei o dodici mesi per dirsi addio e scioglimento anticipato della comunione tra coniugi. Sono le novità più importanti previste dalla legge n. 55/2015 che ha introdotto il divorzio breve nel nostro ordinamento.

Che cos'è il divorzio breve

Il divorzio breve è una nuova modalità prevista dalla legge 55/2015 che riduce a 6 o 12 mesi (a seconda dei casi) il tempo di separazione necessario per poter poi chiedere il divorzio.

La riforma sul "divorzio breve" ha rappresentato una svolta epocale per il Paese e per tutte le coppie che attendevano da tempo questa misura per poter mettere "velocemente" una pietra sopra sul passato e rifarsi una nuova vita.

Diventata "realtà" il 22 aprile 2015, a seguito dell'approvazione in via definitiva della Camera che l'ha consacrata a nuova legge dello Stato (l. n. 55/2015 sotto allegata), la riforma è entrata in vigore il 26 maggio 2015 e già dopo pochi mesi di distanza c'è stato un vero boom di nuove cause di divorzio.

- Divorzio breve: 50mila cause in più a giugno e luglio. Boom di over 65

Venendo ai punti salienti della riforma, le nuove disposizioni modificano la legge n. 898/1970, c.d. legge sul divorzio, rimasta immutata per circa 30 anni, riducendo i tempi della separazione, sia giudiziale che consensuale, intervenendo sullo scioglimento della comunione dei beni tra coniugi e dettando una disciplina transitoria.

Divorzio: un anno per dirsi addio in sede giudiziale

Con la modifica dell'art. 3 della l. n. 898/1970, la riforma riduce notevolmente i tempi della separazione.

In luogo dei tre anni prima previsti, ora infatti, in caso di separazione giudiziale, basta 1 anno per porre fine al matrimonio.

Il termine decorre sempre dalla comparsa dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Rimane fermo, inoltre, il requisito della mancata interruzione: la separazione deve essersi "protratta ininterrottamente" e l'eventuale sospensione deve essere eccepita dalla parte convenuta.

Divorzio consensuale: bastano 6 mesi

Il termine di un anno si riduce, ulteriormente, a sei mesi, secondo il nuovo testo dell'art. 3 lett. b), n. 2 della l. n. 898/1970, nelle separazioni consensuali.

Ciò avverrà indipendentemente dalla presenza o meno di figli e anche se le separazioni erano nate inizialmente come contenziose.

Scioglimento anticipato della comunione tra coniugi

L'art. 2 della l. n. 55/2015 aggiunge un comma all'art. 191 c.c. andando così ad anticipare il momento dello scioglimento della comunione tra i coniugi.

Lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi, precedentemente previsto con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, è anticipato al momento in cui il presidente del tribunale, all'udienza di comparizione, autorizza la coppia a vivere separata (per le separazioni giudiziali), ovvero alla data di sottoscrizione del verbale di separazione omologato (per le consensuali).

Inoltre l'ordinanza, con la quale i coniugi vengono autorizzati a vivere separati deve essere inviata all'ufficiale dello stato civile ai fini dell'annotazione dello scioglimento della comunione dei beni sull'atto di matrimonio.

I documenti da allegare al ricorso

Al ricorso per il divorzio (Ricorso per lo scioglimento del matrimonio o ricorso per la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario) va allegata la seguente documentazione:

  • estratto per sunto dell'atto di matrimonio
  • certificato attestante lo stato di famiglia di entrambi i coniugi
  • certificato di residenza di entrambi i coniugi
  • copia decreto di omologa o sentenza di separazione del tribunale
  • dichiarazioni dei redditi di entrambi i coniugi
  • Divorzio breve in Comune

    A seguito delle più recenti riforme, peraltro, il divorzio può essere sancito anche dal Sindaco del Comune di residenza di uno dei coniugi o del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato.

    A tal fine, è sufficiente che la coppia che intende divorziare si rechi presso gli appositi uffici comunali e presenti il proprio accordo, che, tuttavia, non può contenere patti di trasferimento patrimoniale.

    Divorzio breve in Comune senza avvocato

    In Comune, peraltro, la presenza dell'avvocato non è obbligatoria ma solo facoltativa, con la conseguenza che i coniugi possono validamente divorziare anche senza essere rappresentati da un legale.

    Divorzio breve con figli

    Tuttavia, il divorzio in Comune non è possibile se la coppia ha figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti.

    In tali ipotesi, il divorzio breve resta possibile ma solo ricorrendo al tribunale o stipulando un accordo di negoziazione assistita da avvocati.

    Divorzio breve con figli minorenni costi

    Di conseguenza, in caso di figli il divorzio breve ha dei costi maggiori, dovuti principalmente alla necessaria assistenza di uno o più avvocati, a seconda dei casi.

    In Comune, invece, i costi per il divorzio si aggirano sui 16 euro.

    - La guida legale sul divorzio

    - Facsimile di ricorso per il divorzio

    Testo della legge sul divorzio breve

    LEGGE 6 maggio 2015, n. 55

    Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonche' di comunione tra i coniugi.

    Art. 1

    1. Al secondo capoverso della lettera b), del numero 2), dell'articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, le parole: « tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite dalle seguenti: «dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».

    Art. 2

    1. All'articolo 191 del codice civile, dopo il primo comma e' inserito il seguente:

    «Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purche' omologato. L'ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati e' comunicata all'ufficiale dello stato civile ai fini dell'annotazione dello scioglimento della comunione».

(01/01/2020 - Marina Crisafi)
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