Ecco quali sono i requisiti, reddituali e familiari, i limiti e gli obblighi richiesti per poter fruire del reddito di cittadinanza
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di Annamaria Villafrate - Il reddito di cittadinanza è un beneficio messo in campo per contrastare la povertà e la disuguaglianza e l'esclusione dal mondo del lavoro. La misura si pone l'obiettivo di favorire i diritti all'informazione, all'istruzione, all'inserimento di tutti quei soggetti a rischio di emarginazione e incentivare la crescita sociale e personale di ciascun individuo. Detto questo, vediamo in dettaglio, cosa prevede il testo del dl n. 4/2019, coordinato con la legge di conversione n. 26/2019: chi sono i beneficiari, i requisiti reddituali e familiari richiesti, il patto per il lavoro e l'inclusione sociale e gli altri obblighi.

Reddito di cittadinanza: i tempi

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L'art. 1 del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, coordinato con la legge di conversione n. 26 del 28 marzo 2019 prevede l'istituzione del reddito di cittadinanza a partire dal mese di aprile 2019. Come previsto dal comma 5 dell'art. 3 del testo, la misura decorre dal mese successivo a quello in cui i destinatari presentano domanda e il suo valore è pari a un dodicesimo dell'importo spettante calcolato su base annua. Il reddito di cittadinanza è riconosciuto per tutto il periodo in cui i soggetti beneficiari si trovano nelle condizioni previste dall'art. 2, che definisce i requisiti reddituali, soggettivi e familiari per il riconoscimento della misura.

In ogni caso, precisa il comma 6 dell'art. 3, il Rdc è riconosciuto "comunque per un periodo non superiore a 18 mesi. Esso può essere rinnovato, ma previa sospensione dell'erogazione del medesimo per un periodo di un mese, prima di ciascun rinnovo".

Reddito di cittadinanza: a chi spetta

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Possono presentare domanda per il reddito di cittadinanza, i nuclei familiari in possesso cumulativamente dei requisiti reddituali e soggettivi richiesti, che devono essere sussistere nel momento in cui presentano domanda e per tutto il periodo di erogazione della misura.

Il richiedente che presenta domanda deve:

  • essere in possesso della cittadinanza italiana o europea, ovvero un suo familiare deve essere titolare del diritto di soggiorno o di soggiorno permanente o essere cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, da considerare nel momento in cui si presenta la domanda, continuativi.

Reddito di cittadinanza: requisiti reddituali

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Per quanto riguarda il requisito reddituale, ai fini della concessione della misura, si tiene conto della condizione economica dell'intero nucleo familiare.

In particolare:

  • il reddito del nucleo familiare del soggetto richiedente non deve superare il valore ISEE di 9.360 euro annui;
  • il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione familiare, non può superare i 30.000 euro;
  • il valore del patrimonio mobiliare non può essere superiore alla soglia massima di 6.000 euro, con un aumento consentito di 2.000 euro per ogni componente familiare oltre il primo, fino a un massimo di 10.000 euro, ulteriormente incrementabili di 1000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5.000 euro per ogni familiare affetto da disabilità, così come definita ai fini ISEE;
  • il valore del reddito familiare deve essere inferiore ad una soglia di 6000 euro moltiplicata per il parametro corrispondente correlato della scala di equivalenza prevista dall'art. 2 comma 4 del decreto. Soglia incrementata fino a 9.360 euro se il nucleo familiare risiede in un'abitazione in locazione, come da DSU presentata ai fini ISEE.
  • Nessuno dei componenti del nucleo può essere intestatario "a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti".
  • "Nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta l'assegno

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La misura del reddito di cittadinanza non è fissa, ma rapportata:

  • al numero dei componenti dell'intero nucleo familiare, in base alle valutazioni effettuate dalla scala di equivalenza adottata;
  • ai redditi percepiti dai singoli componenti;
  • alla percezione di altre misure economiche di tipo assistenziale;
  • alla presenza o meno di un regolare contratto di locazione registrato, da cui è possibile desumere il bisogno abitativo del richiedente.

In ogni caso, come specificato dal comma 4 dell'art. 3 del decreto, il reddito di cittadinanza non può mai superare la soglia di 9.360 euro annui, moltiplicata per il parametro di equivalenza, e ridotta per il valore del reddito familiare. D'altro canto il beneficio non può essere inferiore a 480 euro mensili, fatto salvo naturalmente il possesso dei requisiti richiesti.

Il reddito di cittadinanza pertanto deve considerarsi una misura di integrazione al reddito formato da due parti:

  • una per integrare il reddito familiare fino alla soglia di 6000 euro annui, da moltiplicare per il parametro corrispondente della scale di equivalenza;
  • un'altra finalizzata a integrare il reddito delle famiglie che vivono in locazione al fine di sostenerne il costo per un importo pari al canone annuo di locazione dichiarato ai fini Isee, fino alla somma massima di 3360 euro.

L'integrazione è concessa anche, fino a 1800 euro annui, ai nuclei che risiedono in case di proprietà per il cui acquisto o costruzione è stato contratto un mutuo.

Reddito di cittadinanza: patti d'inclusione e lavoro

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Il reddito di cittadinanza non è una misura studiata e commisurata sul singolo beneficiario, ma sull'intera famiglia di cui il richiedente è parte.

I componenti maggiorenni del nucleo familiare (ad eccezione di chi deve occuparsi di bimbi di età inferiore ai 3 anni o di disabili, dei soggetti disabili, di chi percepisce la pensione di cittadinanza, dei titolari di pensione diretta o comunque di età superiore ai 65 anni) che non sono già occupati e che non frequentano un regolare corso di studi, sono infatti obbligati a rispettare gli impegni collegati alla percezione del reddito di cittadinanza, ovvero il patto di inclusione sociale o quello per il lavoro.

Come previsto dall'art. 4 comma 5 i componenti dei nuclei familiari beneficiari, tenuti a dare la loro disponibilità per i patti di inclusione sociale e per il lavoro "sono individuati e resi noti ai centri per l'impiego per il tramite della piattaforma digitale di cui all'articolo 6, comma 2, affinché siano convocati entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio, se in possesso di uno o più dei seguenti requisiti al momento della richiesta del Rdc."

Gli obblighi del beneficiario del reddito di cittadinanza

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Come precisato più volte infine il reddito di cittadinanza non deve considerarsi una misura assistenziale pura. Essa è infatti subordinata al rispetto dei seguenti obblighi, stabiliti a pena di decadenza dal beneficio:

  • impegno ad accettare almeno una su tre offerte di lavoro congrue;
  • partecipare, per almeno otto ore alla settimana, a progetti comunali in ambito culturale, artistico, sociale, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni;
  • collaborare alla definizione del bilancio delle competenze, necessario a definire il Patto per il lavoro;
  • ricercare attivamente un impiego;
  • registrarsi e consultare quotidianamente la piattaforma predisposta per la ricerca di un'occupazione;
  • accettare l'avviamento a corsi di formazione e riqualificazione professionale;
  • sottoporsi a colloqui psicoattitudinali e a prove di selezione, se previste dall'offerta lavorativa proposta.

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Foto: 123rf.com
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