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Reddito di cittadinanza: requisiti, limiti e obblighi

In attesa del decreto attuativo, ecco quali sono i limiti e i requisiti contenuti nella relazione alla bozza del provvedimento sul reddito di cittadinanza che dovrebbe approdare entro metà gennaio in Cdm
euro con cintura e paracadute

di Annamaria Villafrate - Il reddito di cittadinanza, quasi sicuramente partirà da marzo mentre per l'erogazione effettiva dell'assegno gli aventi diritto dovranno attendere un mese dalla richiesta. Queste le voci che circolano tra gli addetti ai lavori. In ogni caso, contrariamente a quanti speravano in un sussidio a lungo termine, il reddito di cittadinanza sarà un beneficio a tempo, della durata massima di 18 mesi, rinnovabile solo previa sospensione per almeno un mese.

Detto questo, vediamo in dettaglio, cosa prevede la relazione alla bozza del decreto che dovrebbe giungere davanti al Consiglio dei Ministri entro la seconda settimana di gennaio: chi sono i beneficiari, quali requisiti reddituali e familiari sono richiesti, i patti d'inclusione e di lavoro e gli altri obblighi a cui è tenuto il beneficiario:

  1. Reddito di cittadinanza: i tempi
  2. Reddito di cittadinanza: a chi spetta
  3. Reddito di cittadinanza: requisiti reddituali
  4. Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta l'assegno
  5. Reddito di cittadinanza: patti d'inclusione e lavoro
  6. Gli obblighi del beneficiario del reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: i tempi

Secondo l'ultima bozza elaborata dai tecnici del governo, a partire dal 1° marzo la platea di circa 5 milioni di potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza potrà presentare domanda a Poste Italiane, utilizzando un modello telematico. L'Inps dovrà dare risposta positiva o negativa, una volta verificato il possesso dei requisiti richiesti. Ottenuto il via libera dell'istituto di previdenza, i beneficiari avranno 30 giorni di tempo per recarsi agli uffici postali e ritirare la card con l'importo di spettanza. Tutto l'iter secondo le intenzioni dell'esecutivo dovrebbe concludersi entro il 30 aprile.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta

Possono presentare domanda per il reddito di cittadinanza, purché residenti continuativamente in Italia da almeno 5 anni:

  • i cittadini dell'Unione Europea o i loro familiari purché titolari del diritto di soggiorno o di quello permanente;
  • i cittadini di paesi terzi, solo se in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o provenienti da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale.

Reddito di cittadinanza: requisiti reddituali

Come precisato nella relazione illustrativa della bozza del decreto, per quanto riguarda il requisito reddituale, ai fini della concessione della misura, si terrà conto della condizione economica dell'intero nucleo familiare. In particolare:

  • il reddito del nucleo familiare del soggetto richiedente non deve superare il valore ISEE di 9.360 euro annui;
  • il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione familiare, non può superare i 30.000 euro;
  • mentre per quanto riguarda il valore del patrimonio mobiliare, è prevista la soglia massima di 6.000 euro, con un aumento consentito di 2.000 euro per ogni componente familiare oltre il primo, fino a un massimo di 10.000 euro, ulteriormente incrementabili di 1000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5.000 euro per ogni familiare affetto da disabilità, così come definita ai fini ISEE;
  • il valore complessivo del reddito familiare, compresi i trattamenti assistenziali già percepiti, non deve superare il valore massimo di 6.000 euro annui, da moltiplicarsi per il parametro correlato della scala di equivalenza prevista dall'art. 2 della bozza del decreto.

Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta l'assegno

La misura del reddito di cittadinanza pertanto non sarà fissa, ma rapportata:

  • al numero dei componenti dell'intero nucleo familiare, in base alle valutazioni effettuate dalla scala di equivalenza adottata;
  • ai redditi percepiti dai singoli componenti;
  • alla percezione di altre misure economiche di tipo assistenziale;
  • alla presenza o meno di un regolare contratto di locazione registrato, da cui è possibile desumere il bisogno abitativo del richiedente.

Dall'analisi delle predette condizioni ne consegue che l'importo massimo dell'assegno mensile, pari a 780 euro, sarà corrisposto solo ai single, con un reddito pari a zero, che non risultino titolari di altre misure economiche di sostegno (ad eccezione per l'indennità di accompagnamento) e che devono sostenere il peso di un canone di locazione mensile minimo di 280 euro.

Il reddito di cittadinanza pertanto deve considerarsi una misura di integrazione al reddito formato da due parti:

  • una tesa a garantire un reddito minimo;
  • un'altra finalizzata a sostenere il costo della locazione.

Poiché infatti la soglia ISEE per poter chiedere il beneficio è di 9.360, va da se che quella reddituale sarà pari a 6.000 euro annui, a cui applicare la scala di equivalenza riparametrata in base al numero dei componenti del nucleo familiare, mentre l'importo massimo del sostegno al canone di locazione sarà di 3.360 euro all'anno.

Reddito di cittadinanza: patti d'inclusione e lavoro

Il reddito di cittadinanza non è una misura studiata e commisurata sul singolo beneficiario, ma sull'intera famiglia di cui il richiedente è parte.

I componenti del nucleo familiare che sono in età lavorativa (ad eccezione di chi deve occuparsi di bimbi di età inferiore ai 3 anni o disabili) sono infatti obbligati a rispettare gli impegni collegati alla percezione del reddito di cittadinanza, ovvero il patto di inclusione sociale o quello per il lavoro. L'individuazione dei soggetti obbligati a rispettare gli stessi impegni del soggetto richiedente tuttavia non avviene prima, bensì dopo la presentazione della domanda, momento in cui costui deve dare la propria immediata disponibilità al lavoro.

Gli obblighi del beneficiario del reddito di cittadinanza

Come più volte anticipato il reddito di cittadinanza non deve considerarsi una misura assistenziale pura.

Essa è infatti subordinata al rispetto dei seguenti obblighi, stabiliti a pena di decadenza dal beneficio:

  • impegno ad accettare almeno una su tre offerte di lavoro congrue;
  • partecipare, per un massimo di otto ore alla settimana, a progetti comunali in ambito culturale, artistico, sociale, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni;
  • collaborare alla definizione del bilancio delle competenze, necessario a definire il Patto per il lavoro;
  • ricercare attivamente un impiego;
  • consultare regolarmente la specifica piattaforma che verrà predisposta;
  • accettare l'avviamento a corsi di formazione e riqualificazione professionale;
  • sottoporsi a colloqui psicoattitudinali e a prove di selezione, se previste dall'offerta lavorativa proposta.

(06/01/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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