Introdotto dal decreto rilancio, il reddito d'emergenza (Rem) per quei lavoratori che non godono di forme di sostegno al reddito e che sono stati costretti a non lavorare
parola emergenza scritta in rosso

Cos'è il reddito d'emergenza (REM)

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Il Reddito d'emergenza è una misura di politica sociale per sostenere i nuclei familiari che, a causa della sospensione di molte attività per l'emergenza sanitaria del Coronavirus, si trovano in difficoltà.

Il decreto rilancio del 13 maggio 2020, n. 34/2020, entrato in vigore il 19 maggio 2020, disciplina il reddito di emergenza all'art. 82.

A quanto ammonta il reddito di emergenza

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La quota del reddito di emergenza ammonta a 400 euro, che devono essere moltiplicati per il parametro corrispondente della scala di equivalenza di cui all'art. 2, co. 4 dl n. 4/2019, fino a un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, o fino a un massimo di 2,1 se nel nucleo familiare sono presenti soggetti con disabilità o non autosufficienti. Il beneficio è erogato in due quote pari ai predetti importi.

A chi spetta il REM

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Il Reddito d'emergenza è previsto per i nuclei familiari che al momento della domanda siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia;
  • reddito familiare riferibile al mese di aprile 2020 inferiore agli importi riconosciuti a titolo di reddito di emergenza;
  • patrimonio mobiliare familiare riferibile al 2019 inferiore a 10.000, incrementabile di 5.000 euro per ogni componente familiare dopo il primo, fino al limite di 20.000 euro, incrementabile di ulteriori 5000 euro se in famiglia è presente un disabile grave o non autosufficiente;
  • un ISEE inferiore a 15.000 euro.
Per verificare la sussistenza dei requisiti previsti l'Inps e l'Agenzia delle Entrate possono scambiarsi i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti dei nuclei familiari destinatari.

Nel rispetto delle previsioni iniziali, il reddito di emergenza è destinato ai soggetti che non hanno percepito e non percepiscono alcuna misura di aiuto contemplata dal Decreto Cura Italia n. 18/2020.

Aiuti incompatibili con il reddito di emergenza

Per evitare duplicazioni di aiuti l'art. 82 del decreto rilancio prevede che non hanno diritto al reddito di emergenza:

  • i nuclei familiari al cui interno vi siano componenti che hanno percepito e percepiscono una delle indennità previste dal decreto Cura Italia;
  • che hanno percepito o percepiscono una delle indennità disciplinate in attuazione dell'art. 44 del decreto cura italia che ha istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19;
  • i destinatari degli aiuti previsti dagli articoli 84 (nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall'emergenza epidemiologica da COVID19) e 85 (indennità per i lavoratori domestici) del decreto rilancio;
  • i titolari di pensione diretta o indiretta, fatta eccezione per l'assegno ordinario di invalidità;
  • i titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda superi gli importi previsti per il reddito di emergenza;
  • coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza o misure con finalità similari.

I soggetti esclusi dal Rem

Sono esclusi dal Rem i detenuti, per tutta la durata della pena e coloro che sono ricoverati all'interno di istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico dello Stato o della Pubblica amministrazione. Nel caso in cui il nucleo abbia tra i suoi componenti uno di detti soggetti esclusi, ai fini della determinazione della quota del Rem, non se ne terrà conto.

Come e a chi fare la domanda

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La domanda per il reddito di emergenza deve essere avanzata in modalità telematica, direttamente dal sito ufficiale dell'Inps, dopo essersi autenticati con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica. In alternativa si può chiedere assistenza ai patronati. Le domande devono essere presentare entro e non oltre il 30 giugno 2020 (v. Reddito d'emergenza al via: come fare domanda).

Modalità di erogazione del REM

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Il testo del decreto rilancio non specifica nel dettaglio le modalità di erogazione del REM. Esso infatti si limita a precisare che "il Rem è riconosciuto ed erogato dall'istituto nazionale di Previdenza sociale (INPS) previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso."

Costo del REM per le casse statali

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Ai fini del riconoscimento del Rem è autorizzato un limite di spesa di spesa di 954,6 milioni di euro per il 2020. Per la convenzione Inps - Caf è autorizzato un limite di spesa di 5 milioni di euro.

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(22/05/2020 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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