Reddito d'emergenza (Rem) per i lavoratori senza alcun sostegno al reddito e i senza dimora, per le domande tempo fino al 31 luglio
parola emergenza scritta in rosso

Cos'è il reddito d'emergenza (REM)

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Il Reddito d'emergenza è una misura di politica sociale per sostenere i nuclei familiari che, a causa della sospensione di molte attività per l'emergenza sanitaria del Coronavirus, si trovano in difficoltà.

Il decreto rilancio, ricevuto l'ok definitivo da parte del Senato, è legge. Confermate tutte le misure compreso il reddito d'emergenza che, come nella numerazione originale, è disciplinato dall'art. 82 del testo.

A quanto ammonta il reddito d'emergenza

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La quota del reddito di emergenza ammonta a 400 euro, che devono essere moltiplicati per il parametro corrispondente della scala di equivalenza di cui all'art. 2, co. 4 dl n. 4/2019, fino a un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, o fino a un massimo di 2,1, corrispondente a 840 euro se nel nucleo familiare sono presenti soggetti con disabilità o non autosufficienti. Il beneficio è erogato in due quote pari ai predetti importi.

A chi spetta il REM

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Il Reddito d'emergenza è previsto per i nuclei familiari che al momento della domanda sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia, in relazione al soggetto che effettua la richiesta del beneficio;
  • reddito familiare riferibile al mese di aprile 2020 inferiore agli importi riconosciuti a titolo di reddito di emergenza;
  • patrimonio mobiliare familiare riferibile al 2019 inferiore a 10.000, incrementabile di 5.000 euro per ogni componente familiare dopo il primo, fino al limite di 20.000 euro, incrementabile di ulteriori 5000 euro se in famiglia è presente un disabile grave o non autosufficiente;
  • un Isee inferiore a 15.000 euro.

REM anche per i senza dimora

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Nella versione finale del Decreto Rilancio all'art. 82 è stato aggiunto il comma 2 bis, che prevede la possibilità anche per coloro che occupano abusivamente un immobile senza averne titolo, di auto-certificare la loro residenza nell'edificio occupato se sono presenti persone minori di età o meritevoli di tutela, come malati gravi, disabili, soggetti in difficoltà economica e senza dimora." In questo modo si consente anche a chi non ha un tetto di fare domanda per il REM e grazie all'autocertificazione si semplificano notevolmente le procedure di accertamento della residenza di questi soggetti.

Autocertificazione dei requisiti

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Dal manuale utente, messo a disposizione dall'Inps per aiutare i destinatari della misura alla corretta compilazione della domanda telematica, risulta che chi inoltra la domanda deve auto-certificare di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per poter beneficiare del reddito di Emergenza, indicandoli nel Quadro B del modulo.

Per verificare la sussistenza effettiva dei requisiti previsti l'Inps e l'Agenzia delle Entrate possono scambiarsi i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti dei nuclei familiari destinatari.

Aiuti incompatibili con il reddito di emergenza

Nel rispetto delle previsioni iniziali, il reddito di emergenza è destinato ai soggetti che non hanno percepito e non percepiscono alcuna misura di aiuto contemplata dal Decreto Cura Italia n. 18/2020. Per evitare duplicazioni di aiuti l'art. 82 del decreto rilancio prevede infatti, che non hanno diritto al reddito di emergenza:

  • i nuclei familiari al cui interno vi siano componenti che hanno percepito e percepiscono una delle indennità previste dal decreto Cura Italia;
  • che hanno percepito o percepiscono una delle indennità disciplinate in attuazione dell'art. 44 del decreto cura Italia che ha istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19;
  • i destinatari degli aiuti previsti dagli articoli 84 (nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall'emergenza epidemiologica da COVID19) e 85 (indennità per i lavoratori domestici) del decreto rilancio;
  • i titolari di pensione diretta o indiretta, fatta eccezione per l'assegno ordinario di invalidità;
  • i titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda superi gli importi previsti per il reddito di emergenza;
  • coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza o misure con finalità similari.

I lavoratori destinatari del reddito di emergenza

Alla luce delle precisazioni appena fatte, che prevedono l'incompatibilità del reddito di emergenza con determinate forme di aiuto che sono state garantite solo a certe categorie di lavoratori si può affermare che i destinatari della misura sono:
  • coloro che lavorano a chiamata;
  • i precari;
  • gli irregolari;
  • quelli che hanno la Naspi o la Discoll scaduta.

I soggetti esclusi dal REM

Sono esclusi dal REM i detenuti, per tutta la durata della pena e coloro che sono ricoverati all'interno di istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico dello Stato o della Pubblica amministrazione. Nel caso in cui il nucleo abbia tra i suoi componenti uno di detti soggetti esclusi, ai fini della determinazione della quota del Rem, non se ne terrà conto.

Come e a chi fare la domanda

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Indicazioni più precise sulle modalità di presentazione della domanda sono arrivate con la circolare n. 69 del 3 giugno 2020, la quale stabilisce che il reddito di emergenza può essere richiesto ricorrendo ai seguenti canali:

  • il sito dell'Inps (www.inps.it), dopo essersi autenticati con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica e dopo aver selezionato il servizio "Reddito di emergenza" presente nella home page;
  • gli istituti di patronato di cui alla legge n. 152 del 30 marzo 2001;
  • i centri di assistenza fiscale (CAF) di cui all'art. 32 del dlgs n. 241 del 9 luglio 1997.

La domanda per il reddito di emergenza deve essere richiesta da uno dei componenti del nucleo familiare, che viene quindi individuato come beneficiario, per tutto il nucleo familiare.

Non solo, al momento della presentazione della domanda è necessario aver sottoscritto una dichiarazione Isee ordinaria, corrente o mini, in corso di validità. (v. Reddito d'emergenza al via: come fare domanda).

Termine ultimo per la presentazione delle domande

Il Decreto Rilancio inizialmente aveva stabilito quale termine ultimo per la presentazione della domanda il 30 giugno del 2020.
La circolare Inps n. 2520/2020 informa invece che, in virtù dell'articolo 2, del decreto-legge n. 52 del 16 giugno 2020, il termine suddetto è stato prorogato al 31 luglio 2020.

Modalità di erogazione del REM

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Il testo del decreto rilancio non specifica nel dettaglio le modalità di erogazione del REM. Esso infatti si limita a precisare che "il REM è riconosciuto ed erogato dall'istituto nazionale di Previdenza sociale (INPS) previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso."

Stando al manuale utente messo a disposizione dall'Inps, si comprende che è possibile ricevere il Reddito di Emergenza nelle seguenti modalità:

  • bonifico postale;
  • pagamento in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.a;
  • bonifico bancario;
  • accredito diretto sul Libretto postale.

Costo del REM per le casse statali

Ai fini del riconoscimento del REM è stato autorizzato un limite di spesa di spesa di 966,3 milioni di euro per il 2020. Per la convenzione Inps - Caf è autorizzato un limite di spesa di 5 milioni di euro. All'INPS il compito di monitorare il rispetto del limite di spesa stanziato dal Governo, con l'onere di comunicare i risultati di tale attività ai Ministeri del Lavoro e dell'Economia e Finanza. In caso di scostamenti, anche in via prospettica, non vengono adottati provvedimenti concessori.
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Foto: 123rf.com
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