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I centri per l'impiego

Guida ai centri per l'impiego (C.P.I.), cosa sono, cosa fanno, quali funzioni e quali sono i profili organizzativi
disoccupati in coda davanti a centro per impiego

Avv. Daniele Paolanti - La necessità di favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro ha dato la stura all'avvio della organizzazione dei cosiddetti C.P.I., ovvero dei Centri per l'impiego.


  1. Centri per l'impiego: cosa sono
  2. Centri per l'impiego: cosa fanno
  3. La dichiarazione di disponibilità al lavoro
  4. L'assegno di ricollocazione

Centri per l'impiego: cosa sono

Dette strutture sono organizzate dalle Regioni (che sono gli Enti che coordinano i servizi pubblici per l'impiego sul territorio). Difatti le competenze pertinenti il lavoro e le organizzazioni di riferimento sono suddivise in regionali, provinciali e locali. Le Regioni si occupano, quindi, segnatamente ai profili indicati, di orientamento al collocamento, oltre che di programmazione regionale e relativo coordinamento. È sempre di stretta pertinenza regionale la competenza inerente la promozione di ogni avvio delle attività imprenditoriali e sempre la promozione delle iniziative volte ad incentivare la collocazione delle fasce deboli. A questo si aggiunga che le Regioni, oltre a svolgere le opportune funzioni e le attività coordinate con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, svolge anche e soprattutto nei settori di sua pertinenza le funzioni attive e di monitoraggio.

Centri per l'impiego: cosa fanno

I centri per l'impiego destinano le loro attività prevalentemente ai cittadini disoccupati ma anche a coloro i quali siano beneficiari di mezzi di supporto al reddito (in costanza di lavoro) come accade nelle ipotesi in cui vi sia il rischio di disoccupazione o, alternativamente, siano lavoratori occupati in cerca di nuova occupazione.

Normalmente i cittadini che intendano manifestare la propria disponibilità al lavoro (italiani, comunitari o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia), possono recarsi presso le mentovate strutture e dichiarare la propria disponibilità al lavoro, avvalendosi finanche dei supporti telematici come il portale ANPAL.

La dichiarazione di disponibilità al lavoro

La dichiarazione per la disponibilità al lavoro può essere resa prontamente presso il portale ANPAL. Se l'istante è disoccupato e ha dichiarato la propria disponibilità, ha inizio lo stato di disoccupazione con il conseguente collocamento ordinario.

Ai sensi dell'art. 19 co. 1 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150, recante "Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183", le informazioni del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro "costituiscono il patrimonio informativo comune del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell'INPS, dell'INAIL, dell'ISFOL, delle regioni e province autonome, nonché' dei centri per l'impiego, per lo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali. Esse costituiscono, inoltre, la base informativa per la formazione e il rilascio del fascicolo elettronico del lavoratore, contenente le informazioni relative ai percorsi educativi e formativi, ai periodi lavorativi, alla fruizione di provvidenze pubbliche e ai versamenti contributivi ai fini della fruizione di ammortizzatori sociali. Il fascicolo è liberamente accessibile, a titolo gratuito, mediante metodi di lettura telematica, da parte dei singoli soggetti interessati".

La dichiarazione di disponibilità può essere resa anche da cittadini occupati che siano comunque prossime alla disoccupazione, rivolgendosi ai centri anche al momento del preavviso di licenziamento.

L'assegno di ricollocazione

Con l'espressione assegno di ricollocazione si intende normalmente fare riferimento ad uno strumento destinato alle persone disoccupate che siano comunque in cerca di una nuova collocazione. Possono beneficiare dell'assegno i beneficiari della NASpI che siano comunque disoccupati da almeno quattro mesi. Recentemente il novero dei soggetti che possono beneficiare dell'AdC è stato ulteriormente esteso, arrivando a ricomprendere i beneficiari del Reddito di Inclusione e i lavoratori coinvolti nell'accordo di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione guadagni per riorganizzazione aziendale o crisi. L'ammontare dell'importo varia in base al profilo di occupabilità ed è normalmente compreso in un margine compreso tra i 250 euro ed i 5.000 euro, previa disamina della difficoltà di collocare il lavoratore.

Vai alla guida L'assegno di ricollocazione

Daniele PaolantiDaniele Paolanti�- profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attivit� di assistenza alla didattica.
(21/06/2018 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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