Le principali novità della Riforma della Giustizia 2021 della Ministra Cartabia che parte dal ddl Bonafede. Oggi scade il termine per l'elaborazione delle proposte della commissione
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La riforma del processo civile 2021

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Venerdì 23 aprile è il termine entro il quale la Commissione a cui è stato chiesto di elaborare proposte di riforma del processo civile e degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie dovrebbe portare a termine il suo compito. In seguito il Governo, forse entro la settimana prossima, presenterà in Commissione giustizia del Senato, degli emendamenti al testo base, quello dell'ex ministro Bonafede. Una volontà che la Ministra Cartabia aveva già espresso nelle sue linee programmatiche: "Ritengo che il primo compito sia quello di verificare il lascito del precedente Governo es esaminare e valutare quando dell'esistente meriti di essere salvato e, all'occorrenza, modificato e implementato."

Come spiegato del resto anche dalla senatrice Fiammetta Modena, i tempi sono stretti perché la riforma del processo civile cammina in parallelo con il Ricovery.

Possibili elementi di novità

Nel frattempo sono stati presentati ben 500 emendamenti e da quanto emerge potrebbero esserci le anche le seguenti novità:

  • semplificazione e riduzione dei termini per le memorie, conservando l'atto di citazione;
  • realizzazione del Tribunale della Famiglia;
  • rafforzamento e ampliamento della negoziazione assistita e della mediazione;
  • udienze telematiche e a trattazione scritta per velocizzare i procedimenti;
  • nuove assunzioni di personale;
  • digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti;
  • creazione dell'Ufficio del Processo, una squadra di supporto Giudice, con entrata di neolaureati con contratti a tempo per aiutare i giudici nell'attività di ricerca, a tutto vantaggio della celerità del processo.

Ora però vediamo quali sono i principali punti della Riforma del Processo civile di Bonafede da cui parte quella del 2021.

Processi più rapidi e snelli

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Semplificazione del processo di primo grado e di appello, attraverso la riduzione e lo snellimento dei riti al fine di velocizzare i procedimenti e attirare conseguentemente investimenti stranieri.

Il rito sommario diventa "rito semplificato davanti al tribunale in composizione monocratica", l'atto introduttivo forse avrà la forma del ricorso, l'udienza di prima comparizione dovrebbe essere fissata entro 4 mesi e per le memorie termini più stretti. A questo procedimento si dovrebbe uniformare il processo davanti al Giudice di Pace, che probabilmente subirà il taglio della fase del tentativo obbligatorio della controversia.

Riduzione dei casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, limitando la sua competenza a situazioni caratterizzate da una oggettiva complessità giuridica e rilevanza economico-sociale.

Unificazione dei procedimenti d'impugnazione dei licenziamenti e trattazione prioritaria di queste controversie.

Accelerazione delle procedure di espropriazione, contenimento dei costi e rigorosa ripartizione dei passaggi del procedimento di scioglimento della comunione.

Rafforzamento delle garanzie d'indipendenza e imparzialità dell'arbitro e ampliamento delle ipotesi di decadenza nel caso in cui, al momento di accettazione della nomina, abbia omesso di dichiarare le circostanze che possono essere fatte valere come motivi di ricusazione.

Termini più ristretti anche per il giudizio di appello e deposito telematico in tutti i procedimenti degli atti e dei documenti.

Semplificazione e accelerazione delle notifiche telematiche con l'obbligo da parte dei titolari di un domicilio digitale di controllarne costantemente il buon funzionamento.

Valorizzazione del principio di sinteticità degli atti processuali con apposite previsioni normative, indispensabili per renderlo effettivo.

Poteri istruttori agli avvocati

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Per snellire il processo civile si vogliono attribuire agli avvocati poteri d'istruzione stragiudiziale per anticipare l'acquisizione delle prove alla fase della ADR. Il tutto nel rispetto del principio del contraddittorio e con la partecipazione di tutti gli avvocati alla fase di verbalizzazione.

Mediazione e negoziazione

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Apertura verso le ADR anche se l'applicazione deve essere prevista in quei settori in cui si sono verificate maggiori possibilità di successo. Incentivi, anche dal punto di vista fiscale, per chi decide di ricorrervi e valorizzazione del rapporto che lega questi istituti al processo.

Escluso il ricorso obbligatorio, in via preventiva, alla mediazione in materia di responsabilità sanitaria, contratti finanziari bancari e assicurativi. Applicazione della mediazione obbligatoria alle controversie derivanti da contratti di mandato e da rapporti di mediazione.

Escluso invece il ricorso obbligatorio alla negoziazione assistita nel settore della circolazione stradale. Possibilità di ricorrervi per alcune delle materie contenute nell'art. 409 c.p.c senza che la stessa costituisca condizione di procedibilità dell'azione.

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Foto: 123rf.com
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