Dopo l'approvazione del d.d.l. di riforma del processo civile da parte del Senato, il testo passa ora all'attenzione di Montecitorio. L'esame in Commissione Giustizia è previsto a partire dal 20 di ottobre
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Riforma processo civile: inizia la discussione alla Camera

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Dopo il via libera del Senato lo scorso 21 settembre, il disegno di legge di delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie è approdato alla Camera. L'esame sul provvedimento, arrivato "blindato" dopo che Palazzo Madama ha approvato un emendamento governativo interamente sostitutivo del testo originario, avrà inizio a partire dal 20 ottobre in Commissione Giustizia in sede referente.

Nonostante non sia stata ancora fissata una calendarizzazione per l'Aula, è probabile che l'esame in commissione si svolga speditamente, così da giungere poi all'approvazione definitiva di Montecitorio in tempi ristretti. La riforma del processo civile, infatti, rappresenta uno dei capisaldi su cui l'Italia si gioca i fondi del PNRR, come ribadito in diverse occasioni dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia. Avvicendandosi la sessione di Bilancio, che richiederà la piena attenzione del Parlamento, è probabile che per rispettare gli impegni presi con Bruxelles si giunga a una definizione in tempi rapidi.

Gli obiettivi della riforma

I punti salienti della riforma si evincono già dal nuovo titolo con cui è stato approvato il provvedimento recante "Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata".

Il provvedimento fa parte di un pacchetto di riforme del sistema giustizia che, come accennato, sono strettamente correlate all'erogazione dei fondi per la ripresa da parte dell'Unione Europea, in virtù degli impegni presi dall'Italia, in particolare quanto alla riduzione delle tempistiche processuali. La riduzione della durata dei processi, in tutti i gradi di giudizio, ha rappresentato una costante raccomandazione dall'UE negli ultimi anni e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), presentato dal Governo alla Commissione europea il 30 aprile 2021, ha individuato specifiche misure volte alla riduzione del tempo del giudizio.

L' obiettivo principale, dunque, è proprio quello di ridurre del 40% i tempi dei processi, secondo gli impegni presi dall' Italia con l' Europa con il PNRR. Obiettivo "ambizioso" che, come scritto nel dossier del Senato inerente il d.d.l., passa attraverso una "razionalizzazione delle materie e un efficientamento dei servizi, allo scopo di rendere i riti più snelli e veloci, mediante un intervento sistematico sul corpo normativo delle disposizioni che regolano attualmente lo svolgimento dei processi in materia civile con l'obiettivo di semplificare le procedure improntandole a criteri di maggiore celerità ed efficienza".

Potenziamento "Alternative Dispute Resolution"

Una delle prime strade da percorrere per perseguire gli obiettivi di semplificazione e velocizzazione dei procedimenti, passa attraverso gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie Il d.d.l. potenzia gli strumenti di "Alternative Dispute Resolution" e modifica gli incentivi fiscali applicabili a tali procedure.

Si prevedono, ad esempio, l'incremento dell'esenzione dall'imposta di registro nei procedimenti di mediazione e la semplificazione delle disposizioni applicabili per la determinazione del credito d'imposta (riconosciuto alle parti in caso di successo della mediazione) commisurato all'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione. Ancora, si punta a estendere il patrocinio a spese dello Stato alle procedure di mediazione e di negoziazione assistita.

La mediazione obbligatoria viene estesa anche ai procedimenti in materia di contratti di associazione in partecipazione, di consorzio, di franchising, di opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di subfornitura, fatti salvi i casi per i quali la legge preveda altre procedure obbligatorie di soluzione stragiudiziale delle controversie. Riformata anche la disciplina inerente alla formazione e all'aggiornamento dei mediatori: tra l'altro, chi non ha una laurea in discipline giuridiche potrà abilitarsi come mediatore previa adeguata formazione di approfondimento in tali materie.

La riforma dovrà anche occuparsi di semplificare la procedura di negoziazione assistita, anche prevedendo l'utilizzazione di un modello di convenzione elaborato dal Consiglio nazionale forense, salva la possibilità per le parti di utilizzare un modello diverso. Le procedure di mediazione e negoziazione assistita, inoltre, potranno, sull'accordo delle parti, con modalità telematiche e gli incontri con collegamenti da remoto. Ancora, la negoziazione assistita attraverso gli avvocati viene estesa alle controversie di lavoro e a quelle riguardanti affidamento e mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio, fissando anche l'assegno divorzile in un'unica soluzione.

La riforma interviene sulla disciplina dell'arbitrato prevedendo tra le altre anche l'inserimento delle norme in tema di arbitrato societario all'interno del codice di procedura civile. Infine, si punta a delegare al Governo anche l'adozione di un testo unico in materia di risoluzione alternativa delle controversie, ossia un testo unico degli strumenti complementari alla giurisdizione (TUSC).

Processo civile semplificato

Il d.d.l. punta poi a semplificare, con una serie di modifiche, il processo civile al fine di migliorare l'efficienza della giustizia civile e assicurare la semplicità, la concentrazione e l'effettività della tutela e la ragionevole durata del processo. Facendo tesoro dell'esperienza maturata durante la pandemia, viene previsto che il deposito dei documenti e degli atti di parte che sono in giudizio con il ministero di un difensore avvenga esclusivamente con modalità telematiche, o anche mediante altri mezzi tecnologici. Ancora, spazio per le udienze a trattazione scritta e quelle da remoto.

Diverse misure puntano, in primo grado, a portare la causa alla prima udienza già ben delineata: nell'atto di citazione, i fatti e gli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda giudiziale, infatti, dovranno esposti in modo chiaro e specifico e andranno già specificati i mezzi di prova dei quali l'attore intende valersi e i documenti offerti in comunicazione.

Nella comparsa di risposta di cui all'art. 167 c.p.c., il convenuto dovrà, non solo, proporre tutte le sue difese e prendere posizione, in modo chiaro e preciso, sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda giudiziale, ma anch'egli specificare i mezzi di prova dei quali intende valersi e i documenti che sono offerti in comunicazione.

Vengono in generale rideterminati i tempi di presentazione delle pretese delle parti nonché le tempistiche per la discussione e per la pronuncia e il deposito della sentenza prevedendo, tra l'altro, specifiche innovazioni volte a favorire lo svolgimento effettivo e partecipato alla prima udienza di comparizione delle parti e di trattazione della causa. Prevista la soppressione dell'udienza di precisazione delle conclusioni e di altre udienze non utili.

Il d.d.d. prevede modifiche anche per quanto riguarda la fase decisoria e consente al giudice di formulare una proposta di conciliazione fino al momento in cui la causa non viene rimessa in decisione, nonché di pronunciare ordinanza provvisoria (di accoglimento o di rigetto) nel giudizio di primo grado in materia di diritti disponibili di competenza del tribunale, quando la domanda dell'attore, ovvero le ragioni del convenuto, risultino manifestamente infondate.

Viene in aggiunta riformato e sistematizzato il procedimento sommario di cognizione che assumerà la nuova denominazione di "procedimento semplificato di cognizione" e viene prevista una riduzione dei casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale in considerazione dell'oggettiva complessità giuridica e della rilevanza economico-sociale delle controversie. Prevista anche

Appello e ricorso in Cassazione

Il d.d.l. interviene poi sulla disciplina del giudizio d'appello potenziando il filtro di ammissibilità e semplificando la fase istruttoria del procedimento. Si prevede che i termini per le impugnazioni (art. 325, c.p.c.) decorreranno anche per la parte che procede alla notifica, dal momento in cui la sentenza è notificata.

Anche in tale sede si prevede che debbano essere esposte in modo chiaro, sintetico e specifico, nell'atto di citazione, le indicazioni prescritte a pena di inammissibilità per gli atti introduttivi dell'appello, disciplinati dagli artt. 342 e 434 del codice di procedura civile

Anche in Cassazione si interviene sulle norme concernenti il c.d. "filtro", nonché sul procedimento in camera di consiglio e i casi in cui sia richiesto lo svolgimento dell'udienza pubblica, prevedendosi, inoltre, che venga disciplinato un procedimento accelerato per la definizione dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati.

Ancora, il disegno di legge introduce la possibilità, per il giudice di merito, di proporre il c.d. "rinvio pregiudiziale", ossia di sottoporre direttamente alla Corte la risoluzione di una questione di mero diritto, sulla quale il giudice abbia già sollevato il contraddittorio delle parti, purché sia questione del tutto nuova, di particolare importanza, suscettibile di presentarsi in numerosi giudizi e fonte di gravi difficoltà interpretative.

Controversie in materia di lavoro e processo esecutivo

Novità anche per le controversie in materia di lavoro: in primis, addio al doppio binario creato dalla Fornero in quanto verrà unificata la disciplina dei procedimenti di impugnazione dei licenziamenti anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro. Assumerà carattere prioritario la trattazione delle cause di licenziamento, in cui sia proposta domanda di reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. Prevista una corsia preferenziale anche per le domande risarcitorie.

Modificata anche la disciplina del processo esecutivo con una valorizzazione delle misure di coercizione indiretta di cui all'art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreintes), e prevedendo, con riguardo alle espropriazioni immobiliari la possibilità per il debitore di vendere direttamente l'immobile pignorato, ad un prezzo non inferiore a quello base indicato nella perizia di stima.

Inoltre, si prevede che per valere come titolo per l'esecuzione forzata, le sentenze e gli altri provvedimenti dell'autorità giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale dovranno essere formati in copia attestata conforme all'originale. Di conseguenza, vengono abrogate le disposizioni del codice di rito civile e di altre leggi che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva.

Ufficio del processo

Il d.d.l. interviene sulla disciplina dell'Ufficio per il processo, al fine di portarlo a piena attuazione dopo l'introduzione in via sperimentale ad opera del D.L. n. 90 del 2014. Viene prevista, tra le altre cose, l'istituzione di strutture organizzative analoghe ad esso anche presso la Corte di Cassazione e presso la Procura generale presso la Cassazione.

In dettaglio, sotto la direzione e il coordinamento di uno o più magistrati dell'ufficio, l'Ufficio del processo sarà organizzato individuando i requisiti professionali del personale da assegnare a tale struttura facendo riferimento alle figure già previste dalla legge, nonché ad ulteriori professionalità da individuarsi.

Gli addetti si occuperanno, tra l'altro, delle attività preparatorie per l'esercizio della funzione giurisdizionale quali lo studio dei fascicoli, l'approfondimento giurisprudenziale e dottrinale, la selezione dei presupposti di mediabilità della lite, la predisposizione di bozze di provvedimenti, il supporto nella verbalizzazione, la cooperazione per l'attuazione dei progetti organizzativi finalizzati a incrementare la capacità produttiva dell'ufficio, ad abbattere l'arretrato e a prevenirne la formazione.

Ancora, previsti compiti di supporto per l'ottimale utilizzo degli strumenti informatici, compiti di coordinamento tra l'attività del magistrato e l'attività del cancelliere, compiti di catalogazione, archiviazione e messa a disposizione di precedenti giurisprudenziali e compiti di analisi e preparazione dei dati sui flussi di lavoro.

Notificazioni via PEC

Nell'attuazione della delega previsto anche che il Governo debba prevedere che gli atti in materia civile e stragiudiziale siano notificati esclusivamente per mezzo di posta elettronica certificata - PEC dall'avvocato quando il destinatario della notificazione:
- sia un soggetto obbligato a munirsi di PEC ai sensi di legge;
- ha eletto domicilio digitale ed è iscritto nel pubblico elenco dei domicili digitali, secondo le disposizioni previste dal codice dell'amministrazione digitale (CAD) di cui al d.lgs. n. 82/2005.

La notificazione avviene comunque nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.

Persone, minori e famiglia: rito unico e Tribunale ad hoc

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Particolarmente incisive le novità riguardanti minori, persone e famiglia. In primis, prevista l'introduzione di un rito unificato denominato "Procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie" all'interno di un Titolo IV-bis all'interno del Libro II del codice di procedura civile, con contestuale abrogazione, riordino, coordinamento modifica e integrazione delle disposizioni vigenti.

Tale rito sarà applicabile a tutti i procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minorenni e alle famiglie di competenza del tribunale ordinario, del tribunale per i minorenni e del giudice tutelare, salvo alcune esclusioni (ad es. i procedimenti volti alla dichiarazione di adottabilità e i procedimenti di adozione di minori di età).

Nei procedimenti da cui emergano allegazioni di violenza domestica o di genere (uno dei punti più discussi tra le forze politiche) il testo ha previsto debbano essere assicurate, su richiesta, adeguate misure di salvaguardia e protezione, avvalendosi delle misure di protezione di cui all'articolo 342-bis c.c. nonché le necessarie modalità di coordinamento con altre autorità giudiziarie, anche inquirenti, oltre che l'abbreviazione dei termini processuali e specifiche disposizioni processuali e sostanziali per evitare la vittimizzazione secondaria.

Inoltre, valorizzata anche la figura del mediatore familiare: il giudice potrà infatti invitare le parti ad esperire un tentativo di mediazione familiare affidando tale attività a un professionista del quale verranno disciplinati formazione, regole deontologiche e tariffe applicabili. Presso ciascun Tribunale sarà previsto un elenco dei mediatori familiari iscritti presso le associazioni del settore.

Per esigenze di semplificazione e velocizzazione, si prevede che già in occasione del processo di separazione, tanto il ricorrente quanto il convenuto avranno facoltà di proporre domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Tale domanda sarà procedibile solo all'esito del passaggio in giudicato della sentenza parziale che abbia pronunciato la separazione.

Addio sindrome alienazione parentale

Tra le linee guida emergono particolare attenzione nei confronti delle tutele da apprestare ai minori, all'ascolto degli stessi e ai provvedimenti che li coinvolgono, comprese le modalità di esecuzione di tali provvedimenti, l'affidamento e la tutela, prevedendo anche possa procedersi alla nomina, anche d'ufficio del curatore speciale del minore.

In particolare, se il minore rifiuta di incontrare uno o entrambi i genitori, il giudice, personalmente, sentito il minore e assunta ogni informazione ritenuta necessaria, accerterà con urgenza le cause del rifiuto e assumerà i provvedimenti nel superiore interesse del minore, considerando ai fini della determinazione dell'affidamento dei figli e degli incontri tra i genitori.

Il giudice potrà avvalersi di un consulente che, si legge espressamente nel testo, dovrà attenersi "ai protocolli e alle metodologie riconosciuti dalla comunità scientifica senza effettuare valutazioni su caratteristiche e profili di personalità estranee agli stessi".

Tribunale della famiglia

Con una nuova norma inserita nel corso dell'esame in sede referente, viene prevista l'istituzione di un Tribunale ad hoc per le persone, per i minorenni e per le famiglie, composto da una sezione distrettuale (costituita presso ciascuna sede di corte di appello o di sezione di corte d'appello) e da sezioni circondariali (presso ogni sede di tribunale ordinario).

Alle sezioni distrettuali di tale Tribunale verranno trasferire le competenze civili, penali e di sorveglianza del Tribunale per i minorenni. Verranno invece assegnate alle sezioni circondariali le competenze in alcune materie più "delicate", ad esempio quelle riguardanti l'intervento della pubblica autorità a favore dei minori, l'affidamento dei minori, lo stato e la capacità delle persone, tutti i procedimenti di competenza del giudice e quelli aventi ad oggetto il risarcimento del danno endo-familiare.

Scarica pdf ddl riforma processo civile approvato dal Senato
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Foto: 123rf.com
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