Mentre il Governo e i sindacati attendono di definire con più precisione se l'Ape social dovrà essere prorogata e rafforzata ricordiamo in cosa consiste e chi può accedervi
Illustrazione rappresentante un orologio con dei soldi

Ape social: forse verso proroga ed espansione

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L'Ape social è stata prorogata a tutto il 2021 dall'ultima legge di bilancio. In questi giorni però si parla di proroga della misura e di ampliamento della platea dei beneficiari.

C'è perfino chi vorrebbe rendere l'Ape social strutturale o quanto meno rafforzarla per rendere più soft il dopo Quota 100. Al momento pare sia l'unica soluzione possibile anche perché il Ministro Orlando non sembra gradire le altre opzioni per far uscire dal lavoro chi è già avanti con l'età e ha da parte anni di contributi. Un rafforzamento che potrebbe interessare anche Opzione Donna (anche se c'è chi non è d'accordo), e i contratti di espansione.

Molti in realtà, in attesa di mettere mano alla manovra, ritengono che la proroga dell'anticipo pensionistico garantito dall'Ape social sia scontato, soprattutto alla luce del parere favorevole del presidente dell'Inps Tridico. Non sono invece confortanti i dati. Nel 2020 infatti c'è stato un calo dei soggetti che hanno beneficiato della misura rispetto all'anno precedente. Complice probabilmente il clima negativo generato dalla pandemia.

Settembre sarà quindi un mese cruciale per decidere il futuro dell'Ape social. In attesa di conoscere le decisioni sulle sorti di questo anticipo pensionistico, ricordiamo cos'è l'Ape social, chi sono i destinatari, quali sono i requisiti necessari per accedervi e tanto altro ancora.

Cos'è l'Ape social

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La definizione dell'Ape social, istituita con la legge di bilancio per il 2017 n. 232/2016, si rinviene nel comma 166 dell'art. 1 di detta legge, che lo definisce come un anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE) consistente in un prestito che viene corrisposto a quote mensili per dodici mensilità ai soggetti che risultano in possesso di determinati requisiti fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Trattandosi di un prestito lo stesso deve essere restituito a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per fronteggiare l'eventuale rischio di premorienza.

Requisiti di accesso alla misura

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Possono accedere all'Ape social coloro che risultano iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali degli autonomie e alla Gestione separata, che quando presentano la richiesta sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • età anagrafica minima di 63 anni;
  • maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, sempreché risultino in possesso del requisito contributivo minimo di 20 anni e che la loro pensione al netto della rata di ammortamento prevista risulti pari o superiore, quando accedono alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto dall'assicurazione generale obbligatoria.

Sono esclusi dal Trattamento Ape social coloro che risultano titolari di un trattamento pensionistico diretto sia in Italia che all'estero.

Destinatari dell'Ape social

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Le categorie di soggetti che possono fare domanda per l' Ape social sono:

  • i lavoratori licenziati che non dispongono della prestazione prevista per la disoccupazione o la mobilità da almeno tre mesi, purché in possesso di 30 anni di contributi;
  • chi assiste da un minimo di sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente e affetto da disabilità grave o un parente o un affine di secondo grado sempre convivente quando i genitori o il coniuge del soggetto portatore di handicap hanno compiuto 70 anni di età, sono deceduti, mancano o sono a loro volta affetti da patologie che ne comportano l'invalidità, sempreché, anche in questo caso, il richiedente abbia cumulato 30 anni di anzianità contributiva;
  • i soggetti ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità civile minima del 74%, con 30 anni di contributi;
  • i lavoratori dipendenti con 36 anni di contributi che negli ultimi 10 anni siano impegnati da 7 e negli ultimi 7 siano impegnanti almeno da sei, in attività usuranti o rischiose.

Dal 1° gennaio 2018 alle mamme lavoratrici è stato riconosciuto il diritto a uno sconto aggiuntivo sull'anzianità contributiva minima pari a un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.

Le categorie a rischio

I lavoratori a rischio che possono fare domanda per l'Ape social sono:

  • gli operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • i conduttori dei convogli ferroviari e il personale viaggiante;
  • conciatori di pelli e pellicce;
  • gli autisti dei mezzi pesanti e dei camion;
  • le professioni sanitarie, infermieristiche e ostetriche o ospedaliere che lavorano in turni;
  • coloro che si occupano dell'assistenza di soggetti non autosufficienti;
  • gli insegnanti della scuola primaria e gli educatori degli asili nido;
  • i facchini e gli addetti allo spostamento delle merci e similari;
  • il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • gli operatori ecologici e i raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • gli operai dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • i pescatori della pesca costiera, siano essi dipendenti o soci di cooperative;
  • i lavoratori del settore siderurgico adibiti alla prima e alla seconda fusione;
  • i lavoratori del vetro ad alte temperature;
  • i marittimi a bordo e il personale viaggiante dei trasporti marini e nelle acque interne.

Da quando viene corrisposta, fino a quando e per quale importo

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La misura decorre a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene presentata la domanda a condizione che la richiesta abbia avuto esito positivo naturalmente.

La misura viene quindi erogata ogni mese per dodici mensilità fino a quando il soggetto non consegue la pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda l'importo invece occorre distingue:

  • se il richiedente è iscritto a un'unica gestione previdenziale, allora gli spetta un importo pari alla rata mensile della pensione come calcolata nel momento in cui accede all'Ape, precisando però che tale importo non può superare i 1500 euro al mese;
  • se invece il richiedente ha versato i contributi in più gestioni previdenziali allora la rata viene calcolata "pro quota" per ogni gestione, tenendo conto dei periodi di iscrizione maturati.

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