L'Ape social è una misura previdenziale sperimentale, introdotta nel 2017 e prorogata sino al 31 dicembre 2020, che consente l'uscita anticipata dal lavoro
uomo trasferito dal suo ufficio imballa le sue cose

Cos'è l'Ape social

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L'Ape social è stata istituita dalla legge di bilancio 2017 con il fine di accompagnare in anticipo soggetti in possesso di determinati requisiti verso la pensione e si estrinseca in un'indennità che l'Inps, nel rispetto dei limiti di spesa fissati, eroga a coloro che abbiano almeno 63 anni di età, non siano titolari di pensione diretta in Italia o all'estero e si trovino nelle condizioni determinate dalla legge.

La corresponsione dell'indennità si protrae sino a quando il beneficiario non raggiunge l'età per accedere alla pensione di vecchiaia o a un trattamento pensionistico conseguito in anticipo ai sensi dell'articolo 24 del decreto legge numero 201/2011.

Chi ha diritto all'Ape social

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Come detto, per avere accesso all'Ape social è necessario, innanzitutto, aver già compiuto i 63 anni di età e non essere titolari di pensione diretta.

I beneficiari, poi, devono essere iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla gestione separata.

I predetti requisiti non sono tuttavia sufficienti, ma è infine necessario che l'interessato rientri in una delle seguenti categorie.

Lavoratori disoccupati

Hanno innanzitutto diritto all'Ape social i soggetti disoccupati che non percepiscono più la prestazione di disoccupazione da almeno tre mesi e hanno perso il lavoro per licenziamento, anche collettivo; dimissioni per giusta causa; risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o scadenza di un contratto a tempo determinato a condizione che, nei 36 mesi precedenti, abbiano avuto periodi di lavoro di almeno diciotto mesi e siano in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.

I predetti requisiti contributivi sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, sino a massimo due anni.

Assistenza ai disabili

La prestazione in commento spetta anche a coloro che assistono da almeno sei mesi il coniuge, il partner dell'unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge numero 104/1992.

Ne ha diritto anche chi assiste da almeno sei mesi un parente o un affine di secondo grado convivente, se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

E' richiesta in ogni caso un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Invalidi

Dell'Ape social possono godere, poi, anche gli invalidi civili con invalidità almeno pari al 74% che siano in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Attività gravose

Infine, hanno diritto alla prestazione i lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di anzianità contributiva, che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci o da almeno sei anni negli ultimi sette delle attività gravose. Ovverosia siano:

  • operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell'infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non ricompresi nella normativa di cui al d.lgs. n. 67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Il requisito contributivo è ridotto, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, sino a massimo due anni.

Come fare domanda

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Preliminare rispetto alla domanda di prestazione è la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. La domanda vera e propria di accesso alla prestazione può poi essere presentata nelle more dell'istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio o contestualmente ad essa.

Entrambe le domande vanno presentate per mezzo dei canali istituzionali dell'Inps, in modalità telematica, indirizzandole alle sedi territoriali.

L'istruttoria è fatta sulla base di un protocollo specifico che stabilisce le modalità con le quali scambiare i dati con gli altri enti e riscontrare le dichiarazioni rese dal richiedente e dal datore di lavoro e i casi in cui è possibile avvalersi dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Durata dell'Ape social

Se il richiedente ha tutti i requisiti richiesti dalla legge per poter accedere al beneficio, l'indennità dell'Ape social decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

L'indennità viene corrisposta con cadenza mensile, per dodici mensilità l'anno e cessa di essere erogata quando il beneficiario raggiunge l'età per il pensionamento di vecchiaia o i requisiti per una pensione diretta anticipata.

In caso di decesso del titolare, l'Ape social cessa di essere erogata e non è reversibile ai superstiti.

A quanto ammonta la prestazione

La rata mensile di Ape è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento in cui il lavoratore accede alla prestazione, per massimo 1.500 euro.

Se la contribuzione è versata o accreditata su più gestioni tra quelle che danno diritto al trattamento, l'importo è calcolato pro quota per ciascuna gestione.

In ogni caso, la somma erogata a titolo di Ape social non è soggetta né a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo.

Inoltre, i beneficiari non hanno diritto agli assegni al nucleo familiare né alla contribuzione integrativa durante il godimento dell'indennità.

Ape social: incompatibilità

Il godimento dell'Ape social è incompatibile:

  • con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  • con l'assegno di disoccupazione;
  • con l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale.

I beneficiari, poi, possono svolgere attività lavorativa dipendente o parasubordinata solo se i loro redditi non superino gli 8mila euro lordi annui e attività lavorativa autonoma solo se i loro redditi non superino 4.800 euro lordi annui. Se tali limiti sono superati, si decade dall'APE social e quanto indebitamente ricevuto va restituito.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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