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Ape social: che cos'è e come funziona

Ecco chi ha diritto al beneficio e come fare per accedervi
uomo trasferito dal suo ufficio imballa le sue cose

In questa pagina:

di Valeria Zeppilli

Cos'è l'Ape social

L'Ape social è una misura previdenziale sperimentale, introdotta dalla legge di bilancio 2017 e in vigore dal 1° maggio 2017 sino al 31 dicembre 2018.

Essa è stata istituita con il fine di accompagnare soggetti in possesso di determinati requisiti verso la pensione e si estrinseca in un'indennità che l'Inps, nel rispetto dei limiti di spesa fissati, eroga a coloro che abbiano almeno 63 anni di età, non siano titolari di pensione diretta in Italia o all'estero e si trovino nelle condizioni determinate dalla legge.

La corresponsione dell'indennità si protrae sino a quando il beneficiario non raggiunge l'età per accedere alla pensione di vecchiaia o a un trattamento pensionistico conseguito in anticipo ai sensi dell'articolo 24 del decreto legge numero 201/2011.

Destinatari

Come detto, per avere accesso all'Ape social è necessario, innanzitutto, aver già compiuto i 63 anni di età e non essere titolari di pensione diretta.

I beneficiari, poi, devono essere iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla gestione separata e devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • devono essere disoccupati che non percepiscono più la prestazione di disoccupazione da almeno tre mesi e hanno perso il lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo;
  • devono assistere da almeno sei mesi il coniuge, il partner dell'unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge numero 104/1992;
  • devono essere invalidi civili con invalidità almeno pari al 74%;
  • devono essere lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni continuativamente (ovverosia senza interruzione per più di 12 mesi nei sei anni precedenti il momento della decorrenza dell'APE social e purché nel settimo anno precedente le attività siano state svolte per un periodo pari almeno alla durata dell'interruzione) attività come operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell'infanzia ed educatori degli asili nido; facchini; addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Come fare domanda

Coloro che si trovano o avrebbero potuto trovarsi nelle condizioni richieste dalla legge entro il 31 dicembre 2017 dovevano presentare entro il 15 luglio 2017 domanda di riconoscimento delle condizioni d'accesso al beneficio, preliminare rispetto alla domanda di prestazione. Il termine è fissato invece al 31 marzo 2018 per tutti coloro che vengano o possano trovarsi nelle predette condizioni entro il 31 dicembre 2018.

La vera e propria domanda di accesso alla prestazione può essere poi presentata nelle more dell'istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio o contestualmente ad essa.

Entrambe le domande vanno presentate per mezzo dei canali istituzionali dell'Inps, in modalità telematica, indirizzandole alle sedi territoriali.

L'istruttoria è fatta sulla base di un protocollo specifico che stabilisce le modalità con le quali scambiare i dati con gli altri enti e riscontrare le dichiarazioni rese dal richiedente e dal datore di lavoro e i casi in cui è possibile avvalersi dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Durata dell'Ape social

Se il richiedente ha tutti i requisiti richiesti dalla legge per poter accedere al beneficio, l'indennità dell'Ape social decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

Eccezionalmente, per le domande presentate sino al 15 luglio 2017 o al massimo fino al 30 novembre 2017, se ci sono risorse finanziarie è possibile la decorrenza a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sono maturati i requisiti e le condizioni richiesti dalla legge per l'accesso al beneficio, comunque non precedente a maggio 2017.

L'indennità viene corrisposta con cadenza mensile, per dodici mensilità l'anno e cessa di essere erogata quando il beneficiario raggiunge l'età per il pensionamento di vecchiaia o i requisiti per una pensione diretta anticipata.

In caso di decesso del titolare, l'Ape social cessa di essere erogata e non è reversibile ai superstiti.

A quanto ammonta la prestazione

La rata mensile di Ape è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento in cui il lavoratore accede alla prestazione, per massimo 1.500 euro.

Se la contribuzione è versata o accreditata su più gestioni tra quelle che danno diritto al trattamento, l'importo è calcolato pro quota per ciascuna gestione.

In ogni caso, la somma erogata a titolo di Ape social non è soggetta né a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo.

Inoltre, i beneficiari non hanno diritto agli assegni al nucleo familiare né alla contribuzione integrativa durante il godimento dell'indennità.

Incompatibilità

Il godimento dell'Ape social è incompatibile:

  • con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  • con l'assegno di disoccupazione;
  • con l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale.

I beneficiari, poi, possono svolgere attività lavorativa dipendente o parasubordinata solo se i loro redditi non superino gli 8mila euro lordi annui e attività lavorativa autonoma solo se i loro redditi non superino 4.800 euro lordi annui. Se tali limiti sono superati, si decade dall'APE social e quanto indebitamente ricevuto va restituito.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(07/09/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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