Come funziona il bonus affitti 2020, il nuovo credito d'imposta introdotto dal D.L. Rilancio riguardante i canoni di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo
case in fila come un giocattolo in manutenzione

Bonus affitti nel Dl Cura Italia e nel Dl Rilancio

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Con l'approvazione del D.L. Rilancio, avvenuta il 13 maggio e in vigore dal 19 maggio 2020, il Governo ha cercato di fornire una risposta particolarmente incisiva e quanto più possibile immediata alle molte difficoltà che hanno dovuto affrontare famiglie, lavoratori e imprese in questi mesi di arresto forzato a causa dell'emergenza Coronavirus.
Una delle maggiori problematiche è stata quella relativa tematica delle c.d. locazioni commerciali. Infatti, nonostante il lockdown, molti commercianti hanno dovuto comunque continuare a pagare gli affitti dei propri locali pur non potendo svolgere la propria attività.
Già con il D.L. Cura Italia la materia, particolarmente "sensibile", è stata oggetto di una norma ad hoc.
Il legislatore ha previsto un credito d'imposta per botteghe e negozi, pari al 60% del canone di locazione, relativo al mese di marzo. Tale credito d'imposta, riservato agli esercenti attività d'impresa, è stato concesso per l'anno 2020 per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Il nuovo "bonus" presente nel D.L. Rilancio, invece, appare potenziato sia dal punto di vista dei soggetti che possono beneficiarne, sia dal punto di vista delle tipologie di immobili che consentono di accedere al bonus. Ma non mancano anche dei "paletti".

Pertanto, i crediti d'imposta di natura agevolativa, introdotti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, sono i seguenti:
a) un credito d'imposta per canoni di locazione relativi a botteghe e negozi, di cui all'articolo 65 del D.L. 18/2020;
b) un credito d'imposta per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda, di cui all'articolo 28 del D.L. 34/2020.

Il nuovo bonus affitti 2020

Il nuovo credito d'imposta spetterà per i canoni di locazione non più dei soli immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Nel dettaglio, il nuovo credito d'imposta spetterà nella misura del 60% dell'ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo.

A chi spetta il bonus

Il bonus spetta ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Il credito di imposta spetta anche alle strutture alberghiere indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d'imposta precedente, nonché agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività istituzionale.

Infine, il credito d'imposta spetta nella misura del 30% dei relativi canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo.

Nell'elenco dei beneficiari, ha chiarito l'Agenzia delle Entrate (cfr. Circolare n. 14/E), rientrano anche:
- imprenditori individuali e società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d'impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
- enti e società indicati nell'articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;
- stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lettera d), 5 del comma 1, dell'articolo 73 del TUIR;
- persone fisiche e associazioni di cui all'articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell'articolo 53 del TUIR;
- soggetti in regime forfetario di cui all'articolo 1, commi 54 e seguenti della legge n. 190/2014;
- imprenditori e imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d'impresa.

Diminuzione del fatturato

Ulteriore e necessaria condizione per fruire del credito d'imposta commisurato all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio, è che i soggetti locatari, se esercenti un'attività economica, abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente. Pertanto, il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese.

Utilizzo del credito

Il credito d'imposta sarà utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni. Ancora, il D.L. prevede che il credito d'imposta non concorra alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive.

In luogo dell'utilizzo diretto dello stesso, il soggetto avente diritto al credito d'imposta potrà optare per la cessione del credito d'imposta al locatore o al concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare. Ancora, è ammessa anche la cessione ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.
Al fine di evitare una duplicazione del beneficio in capo ad alcuni soggetti, viene disposta la non cumulabilità in relazione ai medesimi canoni per il mese di marzo del credito d'imposta previsto dal D.L. Rilancio con il credito d'imposta previsto dal D.L. Cura Italia.

Cessione credito d'imposta e utilizzo in compensazione

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che i beneficiari dei crediti d'imposta introdotti dai decreti-legge 18/2020 (Cura Italia) e n. 34/2020 (Rilancio) potranno comunicare l'opzione per la cessione dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 utilizzando l'apposito modulo diffuso dall'Agenzia stessa. La comunicazione andrà effettuata direttamente dal beneficiario, esclusivamente in via telematica, mediante il servizio web disponibile nell'area riservata del sito internet dell'Agenzia delle entrate.


Ancora, sempre le Entrate hanno attivato la possibilità di utilizzare in compensazione il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda previsto dall'art. 28 del D.L. n. 34/2020. All'uopo, sono stati istituiti i codici tributo da utilizzare in sede di compilazione del modello F24 (leggi anche: Via al bonus affitti).
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Foto: 123rf.com
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