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Il contratto di leasing

Definizione, profili normativi e giurisprudenziali del contratto di leasing
uomo che vende automobile ad un altro

Avv. Daniele Paolanti

Che cosa è il contratto di leasing

Il leasing è un contratto che consente ad un determinato soggetto, denominato utilizzatore, di poter usufruire, dietro versamento di un canone periodico, di un bene strumentale alla propria attività di cui può acquisirne la proprietà (ovviamente al termine del contratto) e previo pagamento di una quota di riscatto di valore inferiore al prezzo di mercato del bene. In alternativa il bene può essere restituito o il contratto rinnovato.

Secondo parte della dottrina il contratto di leasing scaturirebbe dalla combinazione di due istituti, ovvero la vendita con patto di riservato dominio (di cui all'art. 1523 c.c.) e del contratto di locazione (art. 1571 c.c.).

Con la legge sulla concorrenza e sul mercato numero 127/2017, il leasing è divenuto un contratto tipico (leggi: "Il leasing diventa contratto tipico")

Caratteri del contratto di leasing

Come sopra esposto il contratto di leasing consente al cliente di poter accedere al godimento di un bene funzionale all'esercizio della propria attività o professione e al termine del contratto questi può ottenerne la proprietà mediante il pagamento di un prezzo di riscatto o, alternativamente, può riconsegnare il bene. Il canone iniziale è normalmente di importo considerevolmente superiore rispetto agli altri e, all'uopo, viene comunemente denominato maxirata iniziale. Il prezzo di riscatto, al contrario, assume la denominazione di maxirata finale. Non è da escludere, inoltre, che al termine del rapporto il soggetto utilizzatore (o cliente) invece che restituire il bene (sia esso un veicolo o qualsiasi altra cosa) può scegliere finanche di rinnovare il contratto sostituendo il bene concesso.

Il leasing finanziario

Accanto al leasing tradizionale, nella prassi, ha trovato ampia diffusione il leasing finanziario. Mentre nel tradizionale contratto di leasing un soggetto utilizza un bene corrispondendo un canone periodico al proprietario (e riservandosi la facoltà di restituirlo al termine del contratto o finanche di rinnovare il contratto o esercitare il riscatto) nel leasing finanziario l'utilizzatore/cliente indica al soggetto concedente il bene di cui questi intende acquisire il godimento. Il concedente ne acquista la proprietà e lo concede in godimento a fronte del pagamento di un canone periodico. Così come per il leasing tradizionale, anche il leasing finanziario consente all'utilizzatore di poter, alla scadenza del termine pattuito, rinnovare il contratto, riscattare il bene o restituirlo al concedente.

Il lease back

Con l'espressione lease back (o sale and lease back) si intende un'operazione complessa che consiste nella vendita di un soggetto di un bene eseguita da un soggetto che intende essere finanziato dall'ente finanziatore e nella stipulazione successiva di un contratto di leasing in forza del quale questi rimane nel pieno godimento del bene e nella disponibilità. Alcuni autori hanno addirittura prospettato l'ipotesi che il contratto di sale and lease back sia in qualche modo assimilabile alla vendita con patto di riscatto.

La risoluzione del contratto di leasing

In generale, la risoluzione anticipata di un contratto è possibile se si verifica una delle seguenti ipotesi:

  • mutuo consenso delle parti
  • inadempimento di uno dei contraenti
  • impossibilità sopravvenuta della prestazione dovuta
  • eccessiva onerosità.

Tutte le predette ipotesi legittimano anche la risoluzione anticipata del contratto di leasing, sebbene la risoluzione per eccessiva onerosità per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, pur astrattamente ammessa, non sia frequente con riferimento a tale tipologia contrattuale.

Il contratto di leasing è quindi pacificamente risolvibile anche per mutuo consenso (senza necessità per l'utilizzatore di risarcire il danno al concedente), per inadempimento (che, generalmente, si manifesta a carico dell'utilizzatore, sebbene possa riguardare entrambe le parti) e per impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Per quanto riguarda in particolare l'inadempimento, gli interpreti hanno posizioni differenti in merito all'individuazione della normativa di riferimento, in quanto alcuni ritengono che debba farsi applicazione delle norme di cui all'articolo 1526 del codice civile (che si occupa della risoluzione del contratto di compravendita con riserva di proprietà), mentre altri preferiscono ricorrere all'articolo 1458 del codice civile che disciplina la risoluzione dei contratti di durata.

La conclusione alla quale sembra preferibile giungere, in proposito, è quella di applicare l'articolo 1458 al leasing di godimento e l'articolo 1526 al leasing traslativo.

La cessione del contratto di leasing

Il contratto di leasing, prima della sua scadenza, può anche essere oggetto di cessione, in forza della quale il cessionario, pagando il corrispettivo pattuito, succede nella posizione giuridica attiva e passiva del cedente e acquisisce il diritto a utilizzare il bene oggetto del contratto e a divenirne proprietario se deciderà di esercitare il riscatto.

La cessione si perfeziona, tuttavia, solo se vi è il consenso della società di leasing.

L'articolo 1406 del codice civile, infatti, sancisce che "ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purché l'altra parte vi consenta".

La giurisprudenza più significativa sul contratto di leasing

Da ultimo, a conclusione della dissertazione, può rivestire qualche utilità una rapida disamina delle pronunce giurisprudenziali di maggior interesse pertinenti l'argomento che ci occupa. Le Sezioni Unite in particolare sono state interessate della questione circa la possibilità di esperire un'azione di risoluzione del contratto di fornitura per mancanza delle qualità promesse nell'ambito di un contratto di leasing finanziario (che ha una struttura bipartita, poiché abbiamo da un lato il leasing e dall'altro la fornitura). Dunque: l'utilizzatore può richiedere la risoluzione del contratto di fornitura intercorrente tra la società di leasing e il fornitore? Le SS.UU., premesso che "il contratto di leasing è un contratto meramente bilaterale stipulato tra concedente ed utilizzatore e collegato ad altro contratto bilaterale stipulato tra concedente e fornitore per l'acquisizione del bene oggetto del contratto a favore dell'utilizzatore" hanno rilevato che in realtà "sul punto occorre concordare con quell'autorevole dottrina la quale osserva che, dal punto di vista economico, l'operazione di leasing è sicuramente trilaterale, nel senso che i rapporti tra fornitore, concedente ed utilizzatore costituiscono un tutto unitario. Eppure, dal punto di vista giuridico, le cose stanno diversamente, siccome ci si trova al cospetto di due contratti (quello di compravendita e quello di locazione finanziaria) che, come s'è visto in precedenza, conservano la rispettiva distinzione, pur essendo tra loro legati da un nesso che difficilmente può essere considerato di collegamento negoziale in senso tecnico. Un collegamento tale, cioè, da comportare che la patologia di un contratto comporti la patologia anche dell'altro. È pur vero che questi contratti sono legati da un nesso obiettivo (economico o teleologico), ma quel che manca, perché possa ravvisarsi il collegamento tecnico, è il nesso soggettivo, ossia l'intenzione delle parti di collegare i vari negozi in uno scopo comune" (Corte di Cassazione - Sezioni Unite Civili, Sentenza 5 ottobre 2015, n. 19785).

Vedi anche: Il leasing diventa contratto tipico

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(29/01/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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