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La risoluzione del contratto

In cosa consiste e quali sono le diverse tipologie di risoluzione del contratto: dalla risoluzione per inadempimento, alla risoluzione per impossibilitÓ sopravvenuta e per eccessiva onerositÓ sopravvenuta 

  1. In cosa consiste la risoluzione del contratto
  2. La risoluzione per inadempimento
  3. La risoluzione per impossibilitÓ sopravvenuta
  4. La risoluzione per eccessiva onerositÓ sopravvenuta

In cosa consiste la risoluzione del contratto

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La risoluzione del contratto (cfr. artt. 1453 e ss. codice civile) Ŕ un istituto che si riferisce a una disfunzione del rapporto contrattuale sopravvenuta e causata da una delle fattispecie espressamente indicate dal codice. 

A differenza di quanto accade nei casi di nullitÓ e annullabilitÓ del contratto, la risoluzione opera anche se all'origine, il contratto era stato validamente stipulato ed era esente da vizi. 

In questo caso inoltre, a differenza di quanto abbiamo visto accadere nelle ipotesi di rescissione del contratto, la stipula Ŕ avvenuta in condizioni per cosý dire "normali". 

I tipi di risoluzione del contratto indicati dal codice sono tre:  

La risoluzione per inadempimento

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Il primo tipo di risoluzione Ŕ quella determinata dall'inadempimento di una delle parti (che non deve avere scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altra, ex art. 1455 c.c.) nel caso di contratto a prestazioni corrispettive: in tale evenienza, la parte non inadempiente (ossia quella che ha adempiuto regolarmente le proprie obbligazioni) ha la possibilitÓ scegliere tra la richiesta di adempimento o la risoluzione del contratto

In sostanza chi ha adempiuto la sua prestazione, nel caso di inadempimento dell'altra parte, potrÓ esperire giudizialmente due diversi tipi di azione: quella diretta ad ottenere l'adempimento (Vedi: l'azione per l'adempimento contrattuale)  oppure quella diretta a far dichiarare risolto il contratto con contestuale richiesta di risarcimento del danno

Alla parte adempiente il codice riconosce anche una soluzione diversa: essa pu˛ intimare per iscritto alla parte inadempiente di adempiere entro un congruo termine (che non potrÓ comunque essere inferiore a quindici giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o salvo che, per la natura del contratto o secondo gli usi, risulti congruo un termine minore), con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s'intenderÓ senz'altro risolto. Allo scadere invano di detto termine, il contratto Ŕ risolto di diritto (ossia senza necessitÓ di ulteriore attivazione da parte del contraente diligente). 

Si veda in proposito La diffida ad adempiere

Per quanto concerne gli effetti, la risoluzione del contratto per inadempimento ha effetto retroattivo tra le parti, salvo il caso di contratti a esecuzione continuata o periodica, riguardo ai quali l'effetto della risoluzione non si estende le prestazioni giÓ eseguite. Anche se Ŕ stata espressamente pattuita, inoltre, la risoluzione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di risoluzione (cfr. art. 1458 c.c.). 

La risoluzione per impossibilitÓ sopravvenuta

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Una seconda specie di risoluzione Ŕ quella che, sempre nei contratti con prestazioni corrispettive, avviene allorchÚ una prestazione sia divenuta impossibile (ad esempio Ŕ andata distrutta la cosa oggetto di un negozio traslativo): ebbene, in tale circostanza, "la parte liberata per la sopravvenuta impossibilitÓ della prestazione dovuta non pu˛ chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia giÓ ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito" (cfr. art. 1463 c.c.). 

L'articolo immediatamente successivo si occupa di regolare il caso in cui l'impossibilitÓ sopravvenuta sia solo parziale: l'altra parte avrÓ diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e pu˛ anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all'adempimento parziale. 

La risoluzione per eccessiva onerositÓ sopravvenuta

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L'ultimo tipo di risoluzione, che non Ŕ applicabile ai contratti aleatori, Ŕ quello disciplinato dagli articoli 1467 e seguenti del codice civile. Il legislatore ha previsto, all'uopo, che, quando il contratto sia a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti Ŕ divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione pu˛ domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall'art. 1458". Il codice, comunque, offre alla parte contro la quale Ŕ domandata la risoluzione una possibilitÓ di evitarla del tutto analoga a quella introdotta per la rescissione: pu˛ offrire di modificare equamente le condizioni del contratto.

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