L'Ape volontaria è stata un prestito che i lavoratori dipendenti potevano chiedere alla banca per il tramite dell'Inps per uscire in anticipo dal lavoro
salvadanaio con calcolatrice

Cos'è l'Ape volontaria

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L'Ape volontaria - anticipo finanziario a garanzia pensionistica - era commisurato alla pensione di vecchiaia e da essa garantito ed era erogato in quote mensili, per 12 mensilità, alla maturazione del diritto. Non riguardava i professionisti iscritti alle Casse professionali, ma i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e gli iscritti alla Gestione separata

I requisiti per accedere all'Ape volontaria

Più nel dettaglio, i requisiti richiesti per accedere all'Ape volontaria erano:

  • avere almeno 63 anni di età anagrafica
  • aver maturato un'anzianità contributiva di almeno 20 anni
  • aver un importo della futura pensione che, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito, è almeno pari a 1,4 volte il trattamento minimo dell'Assicurazione Generale Obbligatoria
  • non essere titolare di pensione diretta né di assegno ordinario di invalidità.

I soggetti il cui primo accredito contributivo è successivo al 1° gennaio 1996, dovevano avere un importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6, della legge numero 335/1995.

Tutti i predetti requisiti dovevano sussistere al momento della domanda.

Non era necessario, in nessun caso, aver cessato la propria attività lavorativa.

Ape volontaria 2020

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L'Ape volontaria ha operato in via sperimentale nel nostro ordinamento dal 1° maggio 2017 sino al 31 dicembre 2019 e ha cessato di esistere dal 1° gennaio 2020.

La legge di bilancio 2020, infatti, ha deciso di non prorogare tale istituto, mantenendo in vita, invece, l'Ape social, sulla quale leggi: "Ape social: cos'è e come funziona". Nel 2020 ha cessato di esistere anche la terza versione dell'Ape, ovverosia l'Ape aziendale, sulla quale leggi: "Ape aziendale".

Leggi anche: "Pensioni 2020: cosa cambia"

L'importo dell'Ape volontaria

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L'importo minimo della quota di Ape che poteva essere richiesto dal lavoratore era pari a 150 euro, mentre l'importo massimo variava a seconda delle circostanze. In particolare esso non poteva essere superiore:

  • al 75% dell'importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell'APE supera i 36 mesi;
  • all'80% dell'importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell'APE supera i 24 mesi ma è pari o inferiore a 36 mesi;
  • all'85% dell'importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell'APE è compresa tra i 12 e i 24 mesi;
  • al 90% dell'importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell'APE è inferiore ai 12 mesi.

In ogni caso, tale ammontare massimo doveva comunque determinare una rata di ammortamento mensile non superiore al 30% dell'importo del trattamento pensionistico, comprese le eventuali rate per prestiti con periodo di ammortamento residuo superiore alla durata di erogazione dell'APE e al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorzili, di separazione, di mantenimento dei figli.

Leggi anche: "Pensioni: Ape volontario quanto costa?"

Ape volontaria: come funziona

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Le somme che il lavoratore ha ricevuto a titolo di Ape volontaria non concorrono a formare il suo reddito ai fini Irpef. Tuttavia ad esse si applica sia il tasso di interesse che il premio assicurativo dell'assicurazione di copertura del rischio di premorienza previsti dagli appositi accordi quadro.

A fronte di tale ultima circostanza, al lavoratore che ha avuto accesso al prestito è riconosciuto un credito di imposta annua pari a massimo il 50% di 1/20 degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti, che non concorre a formare il reddito Irpef e che l'Inps riconosce per tutto l'importo rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione.

Restituzione del prestito Ape

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Il prestito ottenuto usufruendo dell'Ape volontaria deve essere restituito dal beneficiario in 240 rate da pagare in un periodo di 20 anni attraverso trattenuta su ciascun rateo pensionistico a partire dal primo pagamento della futura pensione.

Una volta completata la restituzione (che può avvenire anche totalmente o parzialmente in maniera anticipata), la pensione è corrisposta senza alcuna riduzione.

Rispetto al rischio di premorienza, il prestito è assicurato da imprese assicurative scelte tra quelle che aderiscono agli accordi quadro stipulati tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e, rispettivamente, l'ABI, l'ANIA e altre imprese assicurative primarie.

Se l'interessato muore prima di aver restituito l'intero debito, l'assicurazione versa alla banca finanziatrice il debito residuo e sull'eventuale pensione ai superstiti non sono applicate decurtazioni.

Leggi anche: "Estinzione anticipata Ape: come fare"

Come fare domanda di Ape volontaria

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La domanda di Ape volontaria poteva essere presentata dal lavoratore solo dopo aver richiesto all'Inps, direttamente o tramite un intermediario autorizzato, la certificazione del diritto all'Ape attraverso il proprio pin o utilizzando l'identità digitale Spid almeno di secondo livello.

Ricevuta tale richiesta, l'Inps, dopo aver verificato il possesso dei requisiti di legge, certificava il diritto e comunicava al richiedente gli importi minimo e massimo che poteva ottenere come prestito.

Solo a questo punto era possibile presentare, sempre in maniera telematica, la domanda di Ape volontaria, che comprendeva necessariamente anche la domanda di pensione di vecchiaia, la domanda di finanziamento, la domanda di assicurazione e l'istanza di accesso al fondo, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. In essa andavano indicati sia il finanziatore cui richiedere il prestito, sia l'impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura per il rischio di premorienza.

Una volta presentata, la domanda non era più revocabile salvo che per esercizio del diritto di recesso nei termini previsti dal codice del consumo e dalla legge in materia bancaria e creditizia.

Il contratto di prestito era quindi trasmesso all'Inps dall'istituto finanziatore.

In caso di rifiuto vi era decadenza della domanda di Ape volontaria e di tutte le domande in essa comprese.

Decorrenza dell'Ape volontaria

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Il prestito erogato come Ape volontaria decorreva dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la relativa domanda e sino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. La sua durata minima era di sei mesi.

Ape volontaria: il simulatore Inps

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L'Inps ha messo a disposizione sul proprio sito web un simulatore, al quale possono accedere tutti i cittadini e attraverso il quale, inserendo alcuni dati, è possibile calcolare:

  • l'importo mensile dell'Ape
  • la durata dell'Ape
  • la rata di rimborso mensile decurtata dall'importo di pensione.
Si tratta di uno strumento oggi superato, vista la cessata operatività del beneficio, ma il cui funzionamento può essere comunque utile da ricordare.

La prima schermata

Operativamente, se si accede al simulatore, nella prima schermata viene chiesto di indicare la propria data e il proprio luogo di nascita, la gestione previdenziale di appartenenza e l'importo della pensione lorda mensile maturata.

A tale ultimo proposito, si segnala che l'Inps ha predisposto un apposito strumento, il simulatore di pensione, che permette di eseguire il calcolo.

Con questi primi dati, il simulatore Ape verifica il possesso dei requisiti fondamentali per l'accesso al prestito.

La seconda schermata

Nella seconda schermata vanno inseriti i dati relativi alla propria situazione finanziaria e quelli relativi alla propria residenza.

Viene chiesto inoltre di indicare se si è gravati di eventuali assegni di mantenimento o di rate per debiti erariali e se si hanno prestiti in corso.

In un apposito riquadro di questa seconda schermata, viene segnalata la data di maturazione della pensione di vecchiaia e la prima decorrenza dell'Ape.

Infine, va indicato se si intende chiedere anche gli arretrati ai quali si ha diritto e la data in cui si prevede di chiedere il prestito.

La terza schermata

Andando avanti, appare una nuova schermata in cui l'interessato viene informato dell'importo minimo e massimo che poteva chiedere a titolo di Ape, con un riepilogo delle informazioni sino ad ora inserite.

In un'apposita casella va quindi inserita la cifra che si ha intenzione di chiedere.

La quarta schermata

Una volta inserita la cifra, si accede alla schermata finale con la quale si viene finalmente a conoscenza di tutte le informazioni utili, ovverosia:

  • il numero di rate
  • l'importo della rata di restituzione applicata sulla pensione
  • il credito di imposta applicabile
  • la rata netta sulla pensione.

Leggi anche Pensioni: Ape volontaria, il simulatore Inps

Vedi anche:
Novità pensioni: ultime notizie
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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