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Pensioni: l'Ape aziendale

Cos'è e come funziona l'Ape aziendale, la misura sperimentale che consente l'anticipo pensionistico dei lavoratori privati attraverso un accordo con il datore di lavoro
ape con bacchetta indica lavagna concetto pensione
di Lucia Izzo - L'anticipo pensionistico (cd. Ape) volontario è ormai una realtà in consolidamento, assieme a tutte le altre tipologie di anticipo pensionistico pensate per i lavoratori.

  1. Ape aziendale: cos'è e chi può richiederlo
  2. Ape aziendale: come funziona?
  3. L'accordo individuale tra lavoratore e datore
  4. Ape aziendale: quanto costa e come pagare
  5. Ape Aziendale: i vantaggi
  6. Le alternative all'Ape aziendale

Ape aziendale: cos'è e chi può richiederlo

Tuttavia, in questo "alveare" di opzioni (leggi: Pensioni: l'alveare dell'Ape), emerge il c.d. Ape Aziendale che è rivolto ai lavoratori e datori di lavoro del settore privato e volto a favore l'accompagnamento alla pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima rispetto ai requisiti ordinari.
Si tratta di una misura sperimentale per le aziende, in particolare quelle coinvolte in processi di ristrutturazione o crisi, con lavoratori in esubero, sulla quale l'Inps ha fornito importanti istruzioni operative nella sua circolare n. 28/2018 (qui sotto allegata).
Viene, in sostanza, consentito di anticipare il pensionamento dei lavoratori che abbiano i requisiti necessari, analoghi, quanto a età e anzianità contributiva, a quelli dell'Ape Volontaria, ovverosia almeno 63 anni e 20 anni di contributi.


La sostanziale differenza, rispetto all'Ape Volontaria, è rappresentata dal fatto che sarà il datore di lavoro, previo accordo con il dipendente, ad accollarsi i costi dell'uscita anticipata, anche compensando il montante contributivo individuale del lavoratore attraverso un versamento Inps.

Ape aziendale: come funziona?

Tramite l'Ape aziendale, introdotto dall'articolo 1, comma 172, della legge n. 232/2016, è consentito anche ai lavoratori dipendenti di accedere all'anticipo pensionistico volontario il cui costo sarà sostenuto integralmente dai datori di lavoro.

Infatti, la misura si sostanzia in un accordo tra il datore e il dipendente richiedente l'anticipo (irreversibile e da stipulare per iscritto) tramite il quale l'azienda si impegnerà di versargli un importo contributivo aggiuntivo per ogni anno di anticipo il cui importo dovrà essere pari almeno al minimo annuale previsto per legge

La norma, infatti, chiarisce che i datori di lavoro del settore privato (quindi con esclusione delle amministrazioni pubbliche), nonché gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà (artt. 26 e 27 d.lgs. n. 148/2015), potranno, previo accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante contributivo individuale maturato da quest'ultimo, versando un contributo all'INPS, in un'unica soluzione e alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell'APE.

Ad esempio, se la prima mensilità APE viene erogata a marzo 2018, l'adempimento del datore di lavoro o di altro soggetto obbligato dovrà avvenire entro il 16 aprile 2018.

Con tale disposizione, dunque, il legislatore ha previsto la possibilità, da parte dei soggetti richiamati, di incrementare il montante contributivo individuale del lavoratore che accede all'Ape versando all'Inps in un'unica soluzione, alla scadenza indicata, un contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia (di norma 33% della retribuzione imponibile delle ultime 52 settimane lavorate) da calcolare per l'intera durata dell'anticipo, a copertura, dunque, di un periodo che va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni 7 mesi.

L'accordo individuale tra lavoratore e datore

Non sarà necessario alcun intervento sindacale per l'accordo, individuale e a forma libera, stipulato tra lavoratore e datore di lavoro il quale dovrà, tuttavia, rispettare i requisiti di legge e quelli previsti dalla circolare n. 28/2018 dell'Inps.

Tale accordo, alla formulazione del quale l'Inps non sarà coinvolto, comporterà il sorgere di un'obbligazione irrevocabile in capo al datore di lavoro, fondata su un titolo estraneo al rapporto di lavoro.

L'accordo potrà essere validamente stipulato anche in caso di lavoratore in aspettativa ovvero assente a motivo di un evento tutelato. L'unico requisito è che il rapporto sia attuale ed esistente, ancorché sospeso.

In caso di part-time plurimo, vale a dire più rapporti che insistono nello stesso arco temporale con datori di lavoro diversi, indipendentemente dalla modalità di articolazione dell'orario, l'accordo potrà essere stipulato esclusivamente con un datore, a prescindere dalla misura dell'orario ridotto di lavoro contemplata nel contratto

L'Istituto sarà comunque chiamato a vigilare sull'accordo e a verificare il rispetto delle scadenze di pagamento o dell'entità del minima del dovuto: infatti, in caso di inadempimento totale, parziale ovvero adempimento oltre la scadenza, il legislatore ha richiamato espressamente il recupero coattivo e la disciplina sanzionatoria propria della contribuzione obbligatoria (articolo 116, comma 8, lettera a), legge n. 388 del 2000).

L'Istituto darà comunicazione al soggetto versante dell'esito dell'istruttoria con evidenza, nel caso di accoglimento dell'istanza, del mese di erogazione della prima mensilità di APE.

Ape aziendale: quanto costa e come pagare

L'Inps sottolinea come l'importo dell'incremento del montante contributivo, calcolato applicando l'aliquota di finanziamento prevista per la contribuzione obbligatoria alla gestione pensionistica di riferimento, comprensiva dell'aliquota aggiuntiva (1,0%) e comunque nel rispetto del minimale ex art. 7, comma 1, D.L. n. 463/1983 (e successive modificazioni, costituirà il dovuto annuo teorico e non incrementerà l'anzianità contributiva del dipendente.
La determinazione di tale dovuto minimo prevede che nel conteggio si faccia riferimento "all'importo medio della retribuzione imponibile percepita nell'anno di contribuzione precedente la data della domanda".
Qualora nell'anno contemplato siano presenti periodi non lavorati, ovvero accrediti figurativi, sarà necessario procedere a ritroso fino a ricostruire 52 settimane di lavoro retribuito. I periodi coperti da indennità sostitutiva di preavviso si intendono di lavoro effettivo.
In caso di rapporto di lavoro part-time dovrà essere considerata la retribuzione media riferita alle ultime 52 settimane utili per la misura (pertanto l'arco temporale considerato sarà più ampio di un anno).
Si segnala, infine, che l'Inps provvederà a controllare che l'importo indicato nella domanda sia coerente con il rispetto dei parametri di calcolo della contribuzione volontaria e che il versato coincida con quanto indicato nell'accordo.
Il versamento dovrà essere effettuato con F24 ELIDE utilizzando la causale dedicata APEV introdotta con Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 155/E del 20/12/2017.

Ape Aziendale: i vantaggi

Lo strumento dell'Ape aziendale, flessibile e modulabile in base alle esigenze dell'impresa, consentirà di fatto di agevolare l'uscita dal mondo del lavoro dei lavoratori, soprattutto in momenti particolari della vita dell'azienda (ristrutturazione aziendale o turn over). Inoltre, dal punto di vista economico, l'Ape aziendale, allo stesso modo di quella volontaria, potrà beneficiare di una detrazione fiscale, pari al 50% della quota interesse della rata.

Dal punto di vista del lavoratore dipendente, invece, questi non avrà alcun onere o anticipo da dover restituire, potendo addirittura l'accordo stipulato con il datore di lavoro prevedere condizioni migliori e più vantaggiose rispetto al minimo previsto dalla legge.

Le alternative all'Ape aziendale

Tra le possibili alternative allo strumento dell'anticipo pensionistico aziendale va segnalata la c.d. isopensione, l'assegno di accompagnamento previsto dall'art. 4 della legge 92/2012 che continuerà a funzionare nella forma attualmente in vigore.


Nonostante l'isopensione consenta l'uscita dal mondo del lavoro fino a sette anni prima (leggi: In pensione 7 anni prima: come funziona) l'Ape aziendale (esente da imposizione fiscale) appare maggiormente vantaggiosa ed economica rispetto all'isopensione che presenta costi rilevanti per le imprese esodanti. L'anticipo pensionistico, invece, permetterà "alle imprese di partecipare all'anticipo pensionistico riducendo il peso del piano di ammortamento fino a neutralizzarlo, in accordo con il lavoratore".
Inoltre, l'Ape aziendale, coinvolgendo tutti i lavoratori dipendente del settore privato, prevede un raggio d'azione più ampio rispetto all'isopensione, la quale, invece, può essere utilizzata solo dalle imprese che occupano mediamente oltre 15 dipendenti e richiederà un apposito accordo sindacale.
INPS Circolare n. 28/2018
(11/03/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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