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Pensioni: cos'è l'isopensione e qual è la convenienza

La misura prevista dalla Fornero si scontra con le ultime novità in tema di anticipo pensionistico. Vediamo in cosa consiste l'isopensione e cosa conviene di più a lavoratori e imprese
anziana che conta soldi della pensione
di Lucia Izzo - Tra le modalità di accompagnamento al pensionamento, la riforma Fornero ha previsto la c.d. isopensione, ossia uno scivolo pensionistico, detto anche esodo anticipato dei lavoratori dei lavoratori anziani.

Cos'è l'isopensione

Tale strumento è utilizzato in caso di eccedenza del personale, per gestire gli esuberi e facilitare il pensionamento dei prossimi alla pensione, dalle imprese che occupano mediamente più di 15 dipendenti e che abbiano stipulato apposito accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative a livello aziendale. Tale accordo andrà poi validato dall'Inps che verificherà il rispetto delle condizioni, ad esempio la consistenza organica dell'azienda.

Isopensione: come funziona e quanto dura

In base all'accordo stipulato, l'azienda si impegna al versamento a favore del lavoratore, per tutto il periodo di esodo fino a un massimo di 4 anni, di un assegno d'importo corrispondente a quello del trattamento di pensione maturato in base alle regole vigenti, sia essa di vecchiaia o anticipata, fino a che non si siano perfezionati definitivamente i requisiti per il pensionamento.

Le novità della legge di bilancio 2018 sulla durata dell'isopensione

La manovra di bilancio 2018 (leggi: Manovra 2018 è legge: dalle pensioni agli avvocati, le novità) è tuttavia intervenuta sul periodo di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92 stabilendo, per il triennio 2018-2020, la possibilità di estendere la durata massima dell'isopensione da 4 a 7 anni.

Scopo della modifica, come precisa la legge 205/2017, è quello di fornire misure rafforzate per affrontare gli impatti occupazionali derivanti dalla transizione dal vecchio al nuovo assetto del tessuto produttivo senza che ciò comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e aggravi sull'attuale sistema previdenziale.

Isopensione: tasse e tredicesima

Dall'importo dell'assegno è esclusa la contribuzione figurativa correlata che dovrà essere versata dall'azienda per il periodo di "esodo" utile per raggiungere il diritto all'assegno pensionistico definitivo.

Sull'importo dell'assegno tuttavia, non verrà attribuita la perequazione automatica, non spetteranno i trattamenti per il nucleo familiare (ANF) e si applicherà l'Irpef. Inoltre, verrà erogata la tredicesima mensilità e non si effettueranno sull'importo trattenute per il pagamento di oneri come riscatti e ricongiunzioni.

La prestazione, inoltre, è soggetta a tassazione ordinaria e non è reversibile, fatto salvo il diritto dei beneficiari di riscuotere la pensione indiretta in caso di decesso del beneficiario. Al maturare dei requisiti per il pensionamento, l'assegno viene ricalcolato in ragione dell'ulteriore contribuzione versata dall'azienda nel corso dell'isopensione.

Isopensione: le penalizzazioni

Tramite l'assegno di isopensione, dunque, il lavoratore non subisce alcuna penalità sulla pensione, se sono rispettate tutte le condizioni per accedere al trattamento.
L'operazione si rivela, a contrario, molto onerosa per l'azienda nella fase di "accompagnamento" del lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti ordinariamente previsti per accedere alla pensione.
Al momento, infatti, per i datori di lavoro risulterebbe maggiormente conveniente il ricorso all'anticipo pensionistico (Ape) aziendale: per incentivare l'esodo dei lavoratori più anziani, infatti, i datori di lavoro del settore privato, gli enti bilaterali e i fondi di solidarietà, possono intervenire con dei finanziamenti che incrementano l'importo dell'assegno che il lavoratore percepirà all'accesso alla pensione.

Isopensione e Ape aziendale: cosa conviene di più

L'Ape aziendale, più economico rispetto alle misure previste dalla Fornero, permetterà "alle imprese di partecipare all'anticipo pensionistico riducendo il peso del piano di ammortamento fino a neutralizzarlo, in accordo con il lavoratore".
L'accordo tra lavoratori e datori di lavoro, consentirà ai primi di godere di un incremento dell'assegno pensionistico che il lavoratore percepirà all'atto di accesso alla pensione. La provvista contributiva aggiuntiva, correlata alla retribuzione percepita nell'ultimo anno, sarà versata dal datore all'Inps in unica soluzione entro il medesimo termine fissato per il pagamento dei contributi del mese di percezione dell'APE.
L'ape aziendale è esente da imposizione fiscale e potrà essere utilizzata a condizione che il lavoratore abbia compiuto 63 anni e manchino non oltre tre anni e sette mesi per l'accesso alla pensione. È il lavoratore che, tuttavia, sosterrà parte del costo dell'operazione: a fronte dell'impegno dell'azienda a incrementare il montante contributivo individuale con una contribuzione aggiuntiva per rendere meno gravosi gli effetti dell'uscita anticipata, il lavoratore dovrà restituire l'anticipo nel corso degli anni di pensione tramite una rata ventennale.
(15/01/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com

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