Sei in: Home » Articoli
 » Contratti

Diritto di recesso: cos'è e come si esercita

La disciplina del codice del consumo relativa al diritto di recesso ossia alla alla facoltà concessa al consumatore di recedere dal contratto
donna che si libera da catene con contratto strappato evoca recesso contratto

Cos'è il diritto di recesso

Il diritto di recesso è il diritto riconosciuto dal codice del consumo in capo al consumatore di recedere da un contratto stipulato con un professionista senza pagare penali, semplicemente cambiando idea e quindi senza dover addurre una motivazione specifica.

Va sin da subito precisato che, quando si parla di consumatore e di professionista, si allude alle qualifiche così come definite dal codice del consumo, in forza del quale è consumatore colui che agisce per scopi estranei all'attività commerciale o professionale e si premura di acquistare beni o servizi, mentre è professionista colui che agisce per fini professionali o commerciali.

Il diritto di recesso del consumatore è chiaramente una facoltà eccezionale, che deroga alle regole generali e che è posta a tutela della parte contraente che, in ragione delle particolari circostanze in cui è stato stipulato il contratto, si trova in una posizione di debolezza rispetto all'altra. Come vedremo più avanti, infatti, il diritto di recesso disciplinato dal codice del consumo è esercitabile solo in casi particolari, predeterminati dalla legge.

Differenze con il diritto di recesso del codice civile

Il diritto di recesso del quale ci stiamo occupando, come detto, è quello regolamentato dal codice del consumo, che se ne occupa agli articoli 52 e seguenti. Esso va tenuto distinto dal diritto di recesso unilaterale previsto dal codice civile, che va espressamente pattuito tra le parti contrattuali e che è disciplinato dall'art. 1373, in forza del quale: "1. Se a una delle parti è attribuita la facoltà di recedere dal contratto, tale facoltà può essere esercitata finché il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione. 2. Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, tale facoltà può essere esercitata anche successivamente, ma il recesso non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione. 3. Qualora sia stata stipulata la prestazione di un corrispettivo per il recesso, questo ha effetto quando la prestazione è eseguita. 4. È salvo in ogni caso il patto contrario".

Quando esercitare il diritto di recesso

Il diritto di recesso unilaterale disciplinato dal codice del consumo, come accennato, non può essere esercitato con riferimento a qualsiasi contratto ma solo in due specifiche ipotesi:

  • se il contratto viene concluso a distanza (es. acquisti via internet, a mezzo televendite)
  • se il contratto viene concluso al di fuori dei locali commerciali (es. acquisti effettuati per strada, porta a porta)

Come esercitare il diritto di recesso

Le modalità tramite le quali il consumatore può esercitare il diritto di recesso sono quelle di cui all'articolo 54 del codice del consumo, che gli consente, alternativamente, di:

a) utilizzare il modulo tipo di recesso di cui all'allegato I, parte B, del codice stesso,

b) presentare una qualsiasi altra dichiarazione esplicita della sua decisione di recedere dal contratto.

In ogni caso, la comunicazione relativa all'esercizio del diritto di recesso deve essere inviata prima della scadenza del periodo di recesso.

In alternativa, il professionista può offrire al consumatore l'opzione di compilare e inviare elettronicamente il modulo di recesso tipo riportato all'allegato I, parte B, o una qualsiasi altra dichiarazione esplicita sul sito web del professionista, comunicandogli poi senza indugio la conferma di ricevimento su supporto durevole.

L'onere di provare di aver correttamente esercitato il diritto di recesso incombe sul consumatore.

Quando esercitare il diritto di recesso

Il termine entro il quale esercitare il diritto di recesso da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, ai sensi dell'articolo 52 del codice del consumo, è di quattordici giorni decorrenti, in caso di contratti di servizi, dalla conclusione del contratto o, in caso di contratti di vendita, dall'acquisto da parte del consumatore del possesso fisico dei beni (o, nelle ipotesi particolari contemplate dallo stesso articolo 52, dell'ultimo bene, dell'ultimo lotto o prezzo, del primo bene, o dalla conclusione del contratto). In caso di contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità (che non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata), di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, il termine di quattordici giorni decorre dal giorno della conclusione del contratto.

In alcuni casi il diritto di recesso si estende per una durata più ampia di quella prevista in generale. L'articolo 49 del codice del consumo, infatti, pone in capo al professionista dei precisi obblighi di informazione in caso di contratti a distanza e di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, tra i quali quello inerente alle condizioni, ai termini e alle procedure per esercitare il diritto di recesso e al modulo tipo di recesso di cui all'allegato I, parte B del codice stesso.

Orbene: ai sensi dell'articolo 53, se il professionista non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il periodo per esercitare tale diritto termina dopo dodici mesi dalla fine del periodo di recesso iniziale; se, invece, il professionista fornisce le informazioni entro dodici mesi dalla data di decorso iniziale del periodo ordinario di recesso il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo il giorno in cui il consumatore ha ricevuto le informazioni.

Qui la guida completa con il fac-simile di lettera per il recesso

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(22/11/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Privacy: da oggi in vigore il Gdpr, ecco la guida per gli avvocati
» Affido condiviso: sì alla shared custody dei figli
» Cassazione: lo screenshot vale come prova
» Le misure cautelari personali coercitive
» Telefono: i costi di disattivazione sono illegittimi


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss