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Il domicilio

Cos'è il domicilio, come può essere classificato, in cosa si distingue dalla residenza e dalle accezioni date dal codice penale e dalla Costituzione
casa su sfondo giallo

di Valeria Zeppilli - Il domicilio, nel linguaggio giuridico, è il luogo in cui un soggetto ha fissato la sede principale dei propri affari e interessi.

Indice:

  1. Cos'è il domicilio
  2. Differenza tra domicilio e residenza
  3. Domicilio: elemento soggettivo e oggettivo
  4. Come si stabilisce il domicilio
  5. Le tipologie di domicilio
  6. Il domicilio digitale
  7. Altre nozioni di domicilio

Cos'è il domicilio

Si tratta, sostanzialmente, del luogo in cui per legge si presume di trovare un soggetto, indipendentemente dal fatto che egli vi si trovi effettivamente.

Il codice civile se ne occupa agli articoli 43 e seguenti.

Differenza tra domicilio e residenza

Sebbene nel linguaggio comune i due termini sono spesso utilizzati indistintamente, in realtà, tecnicamente, il domicilio non va confuso con la residenza, che è invece il luogo in cui una persona ha la sua dimora abituale.

Chiaramente, nonostante tale distinzione, la residenza e il domicilio possono anche coincidere

Per approfondimenti leggi: "Che differenza c'è tra domicilio e residenza?".

Domicilio: elemento soggettivo e oggettivo

Classicamente, si suole affermare che la nozione civilistica di domicilio si compone di due elementi:

- l'elemento oggettivo, che fa riferimento ai rapporti economici, sociali, morali, familiari che si svolgono nel domicilio;

- l'elemento soggettivo, che fa riferimento all'intenzione del soggetto cui il domicilio si riferisce di fissare in quel determinato luogo la sede principale dei propri affari e interessi.

Come si stabilisce il domicilio

I presupposti per poter stabilire il domicilio sono quindi due:

  • che il soggetto si trovi in un determinato luogo con una certa stabilità,
  • che egli intenda far sì che quel luogo divenga la sede principale dei propri affari e interessi.

Le tipologie di domicilio

Del domicilio possono essere fatte diverse classificazioni.

Domicilio volontario e legale

Innanzitutto è possibile distinguere tra domicilio volontario e domicilio legale.

Il primo è quello ordinario, scelto liberamente dall'individuo cui si riferisce.

Il domicilio legale, invece, è quello che è stabilito dalla legge ed è quindi sottratto alla libera scelta dell'interessato.

Si pensi al domicilio del minore, che è fissato presso la residenza della famiglia o del tutore, o al domicilio dell'interdetto, che coincide con il domicilio del tutore.

Domicilio generale e speciale

Un'altra distinzione che si può fare è quella tra domicilio generale e domicilio speciale

Il primo è il luogo che rappresenta in via generale il centro di tutti gli affari e interessi di un certo soggetto.

Il domicilio speciale, invece, è il luogo designato per essere la sede di affari o atti specifici. Per produrre effetti giuridici deve essere eletto espressamente per iscritto.

Il domicilio digitale

Oggi si sente parlare spesso anche di domicilio digitale. Si tratta del luogo virtuale in cui un soggetto può essere rintracciato e coincide con un indirizzo di posta elettronica certificata, iscritto negli appositi registri.

Altre nozioni di domicilio

Il domicilio compare anche nella Costituzione e nel diritto penale, ma con significati più ampi di quelli civilistici.

Nel diritto penale, è domicilio l'abitazione e ogni altro luogo di privata dimora. Ed è a tale significato che si avvicina, più che alla nozione civilistica, la libertà di domicilio riconosciuta dall'articolo 14 della Costituzione.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(14/02/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

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