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Il regime forfettario

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Cos'è il regime forfettario e come funziona la nuova disciplina 2019. Tutto quello che c'è da sapere con guida per il calcolo della flat tax
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di Valeria Zeppilli - Il regime forfettario è un regime fiscale che prevede delle notevoli semplificazioni contabili e ai fini IVA, che può sostituire a determinate condizioni il regime ordinario e che è destinato agli operatori economici di dimensioni ridotte.

Con il regime forfettario, il reddito imponibile è determinato a forfait e l'imposta alla quale è assoggettato è unica e sostituisce quelle ordinarie. Alle imprese che vi aderiscono è data la possibilità di accedere a un regime contributivo opzionale.

Introdotto per la prima volta dalla legge di stabilità 2015, esso è stato modificato già dalla legge di stabilità 2016 e più di recente, in maniera significativa, dalla legge di stabilità 2019, con la disciplina della flax tax.

Indice:

  1. Cos'è il regime forfettario
  2. Regime forfettario 2019: come funziona
  3. Regime forfettario 2019: requisiti
  4. Regime forfettario: tassazione
  5. Regime forfettario: i vecchi limiti
  6. Regime forfettario: i vantaggi
  7. Regime forfettario: gli obblighi
  8. Regime forfettario e regime dei minimi

Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è il regime contabile naturale delle persone fisiche che esercitano un'attività di impresa, un'arte o una professione in forma individuale e che sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge, purché non incorrano in una causa di esclusione.

Al contrario di quanto stabilito per il regime dei minimi, non è prevista una scadenza per il regime forfettario, che, se permangono le condizioni, continua a essere applicato a prescindere dall'anzianità di iscrizione e dall'età anagrafica del titolare.

Regime forfettario 2019: come funziona

Come accennato, il regime forfettario è stato sottoposto a rilevanti modifiche a opera della legge di stabilità 2019, che ne ha ridisegnato i connotati prevedendo dei nuovi requisiti per l'accesso e la permanenza nel regime e nuove modalità di tassazione.

Rimandando ai successivi paragrafi per ulteriori approfondimenti, può già dirsi sinteticamente che possono accedere al regime forfettario tutti coloro che nell'anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 65mila euro. Scompaiono quindi i limiti massimi di fatturato differenziati in base al codice ATECO, previsti sino al 2018.

Caratteristica principale del regime è l'applicazione della flax tax, ovverosia un'imposta fissa che riduce la tassazione per coloro che vi aderiscono.

Chi applica il regime forfettario 2019 ha poi diritto a una riduzione del 35% della contibuzione dovuta a fini previdenziali (della quale deve fare specifica richiesta all'Inps).

Regime forfettario 2019: requisiti

Prima di chiarire meglio il funzionamento del regime forfettario, specifichiamo più nel dettaglio quali sono i requisiti richiesti per accedervi e permanervi.

In particolare, possono beneficiare del regime forfettario 2019 coloro che, nell'anno precedente:

  • hanno conseguito ricavi o percepito compensi per un importo non superiore a 65mila euro,
  • non partecipano in società di persone, associazioni o imprese familiari,
  • non controllano srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività che sono connesse, direttamente o indirettamente, a quelle svolte.

Non possono invece mai accedere al regime forfettario coloro che:

  • non risiedono in Italia, salvo il caso in cui la loro residenza si trovi in altro paese UE o facente parte dello spazio economico europeo e il 75% del loro reddito sia prodotto in Italia,
  • partecipano, contemporaneamente, a società di persone, associazioni, imprese familiari o srl che svolgono attività che possono essere ricondotte alle proprie,
  • effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili e di mezzi di trasporto nuovi,
  • esercitano la propria attività, in via prevalente, nei confronti di soggetti con i quali nei due periodi di imposta precedenti erano in corso dei rapporti di lavoro o nei confronti di soggetti che possono essere ricondotti a questi.

Regime forfettario: tassazione

Si è detto che la caratteristica principale del nuovo regime forfettario 2019 è rappresentata dalla flat tax, che ha in parte modificato l'imposta applicabile ai soggetti interessati e ha rivisto, unificandoli, i limiti di fatturato da non superare per permanere nel regime.

In particolare, i titolari di partita IVA il cui fatturato è minore o pari a 65mila euro sono soggetti a una tassazione pari al 15%.

Dal 2020, coloro il cui fatturato annuo avrà superato i 65mila euro ma non i 100mila euro saranno assoggettati a una tassazione pari al 20%.

Per le start up, l'aliquota è del 5%.

I coefficienti

Le diverse tipologie di attività sono assoggettate a diversi coefficienti di redditività da applicare ai ricavi e ai compensi per il calcolo del reddito imponibile.

In particolare:

  • 40% - alloggio e ristorazione, commercio al dettaglio e all'ingrosso, commercio di alimenti e bevande, industrie alimentari e delle bevande
  • 54% - commercio ambulante non alimentare,
  • 62% - intermediari del commercio,
  • 67% - altre attività economiche,
  • 78% - attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi,
  • 86% - costruzione e attività immobiliari.

Dal risultato si detraggono i contributi previdenziali obbligatori e si ricava, così, la base imponibile.

Regime forfettario: i vecchi limiti

Fino al 2018, chi aderiva al regime forfettario era assoggettato, tra le altre cose, ai seguenti limiti di costo:

  • 5mila euro lordi per lavoro dipendente e accessorio, co.co.pro, lavoro prestato dai familiari, associazione in partecipazione,
  • 20 mila euro per beni mobili strumentali,
  • 30 mila euro per redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell'anno precedente.

Dal 2019, tutti i predetti limiti sono stati aboliti.

Regime forfettario: i vantaggi

I vantaggi del regime forfettario non si esauriscono nell'applicazione di un'aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria.

Chi, infatti, aderisce a tale regime:

  • non è tenuto al versamento dell'IVA,
  • non deve rendere le dichiarazioni e le comunicazioni IVA,
  • non deve registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti,
  • non deve tenere e conservare i registri,
  • non deve comunicare i dati delle fatture, la black list e le dichiarazioni di intento che ha ricevuto,
  • è esonerato dalla fatturazione elettronica.

Regime forfettario: gli obblighi

Chiaramente, vi sono comunque degli obblighi, ovverosia quelli di:

  • certificare i corrispettivi e conservarli,
  • presentare gli elenchi che riepilogano le operazioni intracomunitarie,
  • numerare e conservare le fatture di acquisto,
  • numerare e conservare le fatture emesse,
  • numerare e conservare le bollette doganali,
  • certificare e conservare i corrispettivi,
  • versare l'IVA relativa agli acquisti di beni effettuati all'interno dell'Unione europea e quella relativa ai servizi ricevuti da soggetti non residenti in Italia,
  • presentare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie.

Regime forfettario e regime dei minimi

Il regime forfettario ha sostituito il regime dei minimi, che era il regime fiscale agevolato che si applicava prima del 2015.

Tuttavia, coloro che oggi si trovano nel regime nei minimi, non hanno superato i cinque anni di applicazione e sono sotto i 35 anni di età, in presenza dei presupposti di applicazione, possono permanere nel vecchio regime senza trovarsi costretti a optare per il regime forfettario.

Leggi anche Regime dei minimi com'era e com'è

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(18/02/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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