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L'annullamento del matrimonio civile

Disciplina normativa, cause e conseguenze
coppia di sposi con manette che chiede liberazione simbolo divorzio consensuale

Avv. Daniele Paolanti - Con l'espressione annullamento del matrimonio si intende un procedimento volto a far perdere efficacia al vincolo non per il venir meno della c.d. affectio coniugalis quanto piuttosto per la presenza di vizi.

Le cause di invalidità sono quattro: la presenza di impedimenti (siano essi assoluti o relativi), l'incapacità naturale di un coniuge, i vizi della volontà e la simulazione.

Gli impedimenti

Come già accennato gli impedimenti possono essere di due tipi, assoluti o relativi. Si parla di impedimenti assoluti se la persona a cui ci si riferisce non può contrarre matrimonio con alcuno, si parla invece di impedimenti relativi se la persona non può contrarre matrimonio con un soggetto determinato.

Gli impedimenti a loro volta possono essere distinti in dispensabili ed indispensabili, a seconda che possano essere superati, o meno, dalla contrazione del vincolo.

È impedimento assoluto l'età, dal momento che chi intende sposarsi deve aver compiuto il diciottesimo anno di età o, se minorenne (ma almeno deve aver compiuto il sedicesimo anno di età) abbia ottenuto l'autorizzazione del Tribunale dei minorenni (in tal caso diviene emancipato). Sono altresì impedimenti assoluti l'interdizione giudiziale (provvedimento scaturente da una gravissima infermità di mente), la non libertà di stato (esistenza di un vincolo coniugale) e il c.d. lutto vedovile che preclude alle donne di poter contrarre il vincolo entro trecento giorni dall'evento estintivo del precedente matrimonio.

Si parla di impedimenti relativi laddove sussistano dei rapporti familiari tra i coniugi o se l'uno abbia commesso omicidio (anche tentato) e non possa sposare il coniuge della sua vittima.

Incapacità naturale

Non solo l'interdizione esclude la validità del vincolo, ma finanche uno stato di mente tale da escludere la capacità di intendere e di volere, qualunque ne sia la causa (permanente o transitoria) se sussistente al momento del vincolo.

I vizi della volontà

Non sono molto dissimili rispetto a quelli di un contratto (non dimentichiamo che il matrimonio è un negozio giuridico senza connotati patrimoniali, parametro che lo differisce dal contratto) e sono l'errore, il timore di eccezionale gravità e la violenza. L'errore riguarda qualità personali del coniuge ed assume rilievo a condizione che sia essenziale, ovvero in assenza di esso un coniuge non avrebbe contratto il vincolo. La violenza è rilevante se esercitata da un coniuge per indurre l'altro a sposarsi mentre il timore di eccezionale gravità è quella condizione che induce un coniuge, sottoposto a pressioni intense sia famigliari che sociali, a sposarsi.

La simulazione

Nasce da un accordo intercorrente tra i coniugi e diretto ad impedire che il matrimonio produca i suoi effetti. Con l'accordo simulatorio le parti addivengono al vincolo ma mirano ad escluderne tutti gli effetti. La simulazione assume rilievo solo se esiste un accordo tra ambedue i coniugi.

La proposizione della domanda

Ai fini della legittimazione attiva si fa riferimento al disposto dell'art. 117 c.c. che qui di seguito si riporta: "Il matrimonio contratto con violazione degli articoli 86, 87 e 88 può essere impugnato dai coniugi, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano per impugnarlo un interesse legittimo e attuale. Il matrimonio contratto con violazione dell'articolo 84 può essere impugnato dai coniugi, da ciascuno dei genitori e dal pubblico ministero. La relativa azione di annullamento può essere proposta personalmente dal minore non oltre un anno dal raggiungimento della maggiore età. La domanda, proposta dal genitore o dal pubblico ministero, deve essere respinta ove, anche in pendenza del giudizio, il minore abbia raggiunto la maggiore età ovvero vi sia stato concepimento o procreazione e in ogni caso sia accertata la volontà del minore di mantenere in vita il vincolo matrimoniale. Il matrimonio contratto dal coniuge dell'assente non può essere impugnato finché dura l'assenza. Nei casi in cui si sarebbe potuta accordare l'autorizzazione ai sensi del quarto comma dell'articolo 87, il matrimonio non può essere impugnato dopo un anno dalla celebrazione. La disposizione del primo comma del presente articolo si applica anche nel caso di nullità del matrimonio previsto dall'articolo 68".

Vedi anche: La nullità del matrimonio concordatario

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(16/02/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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