L'indennità di disoccupazione è l'istituto riconosciuto dal nostro ordinamento a coloro che si trovano in uno stato di disoccupazione involontaria
disoccupati in coda davanti a centro per impiego

Disoccupazione Inps

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L'indennità di disoccupazione si presenta come un sussidio, teso a compensare il mancato guadagno dei lavoratori che hanno perso il loro impiego contro la loro volontà.

Materialmente, è erogata dall'Inps e il suo importo varia a seconda del reddito da lavoro percepito quando il beneficiario era occupato.

Disoccupazione in Italia

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Attualmente, in Italia sono riconosciute due principali tipologie di indennità di disoccupazione, che si differenziano per la natura dei lavoratori ai quali sono destinate e per le loro insite caratteristiche.

Si tratta, nel dettaglio, della Naspi e della Dis-coll. Possiamo poi ricordare la disoccupazione agricola.

La Naspi

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La Naspi è l'indennità di disoccupazione della quale hanno diritto i lavoratori subordinati con rapporto di lavoro cessato involontariamente a partire dal 1° maggio 2015. Essa è stata introdotta con decreto legislativo numero 22/2015.

Disoccupazione: a chi spetta

Tra i lavoratori dipendenti che possono beneficiare della Naspi sono ricompresi anche:

  • gli apprendisti,
  • i lavoratori pubblici con contratto a tempo determinato,
  • i lavoratori artistici subordinati,
  • i soci lavoratori di cooperative legati con queste ultime da un rapporto di lavoro subordinato.

Sono invece esclusi dalla Naspi:

A quanto ammonta la disoccupazione Naspi

L'ammontare della disoccupazione Naspi è calcolato in maniera differente a seconda che la retribuzione del lavoratore, quando occupato, fosse inferiore o superiore a un importo di riferimento, stabilito dalla legge e rivalutato annualmente.

Se era inferiore, la Naspi si calcola considerando il 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni; se era superiore, l'importo della disoccupazione è pari al 75% dell'importo di riferimento al quale va aggiunto il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e tale importo di riferimento.

In alcuni casi specifici, individuati dalla legge, l'indennità di disoccupazione così come sopra determinata è ridotta.

L'ammontare mensile non può in ogni caso superare un determinato importo, stabilito dalla legge e rivalutato annualmente. Inoltre, dal quarto mese di fruizione l'indennità si riduce mensilmente del 3%.

Disoccupazione: dopo quanto arriva

La decorrenza della Naspi varia a seconda dei casi. Prima si procede alla domanda, prima la stessa verrà erogata, secondo delle tempistiche variabili ma ben definite dalla legge. Ad esempio, se la domanda è presentata entro l'ottavo giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro, la Naspi spetta dall'ottavo giorno successivo a tale cessazione; se la domanda è presentata entro il trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, la Naspi spetta dal trentottesimo giorno successivo al recesso e così via.

In ogni caso, una volta che la domanda è andata a buon fine, l'Inps provvederà al pagamento con regolare cadenza mensile (per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive degli ultimi quattro anni).

Per approfondimenti leggi NASpi: guida all'indennità di disoccupazione

Disoccupazione agricola

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Abbiamo visto che tra i lavoratori esclusi dal godimento della Naspi rientrano anche gli operai agricoli.

In effetti, a tali soggetti è riconosciuta la speciale indennità di disoccupazione agricola, dedicata:

  • agli operai agricoli a tempo determinato iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli dipendenti,
  • agli operai agricoli a tempo indeterminato assunti o licenziati nel corso dell'anno civile,
  • ai piccoli coloni,
  • ai piccoli coltivatori diretti che integrano con versamenti volontari le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi (fino a 51),
  • ai compartecipanti familiari.

Quanto dura la disoccupazione agricola

La disoccupazione agricola è riconosciuta per un numero di giornate pari a quelle lavorate, detratte alcune di esse, come ad esempio quelle indennizzate a titolo di malattia, maternità o infortunio.

A quanto ammonta la disoccupazione agricola

La misura della disoccupazione agricola è pari al 40% della retribuzione. Dall'importo così determinato viene detratto, per massimo 150 giorni, il 9% dell'indennità giornaliera a titolo di contributo di solidarietà.

Il calcolo è diverso per gli operai agricoli a tempo indeterminato (30% della retribuzione effettiva, senza trattenuta).

La Dis-coll

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La Dis-coll è invece l'indennità di disoccupazione riconosciuta a:

  • collaboratori coordinati e continuativi,
  • assegnisti di ricerca,
  • dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Tali soggetti, per poterne beneficiare, devono essere iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps e devono aver perso la propria occupazione involontariamente.

A quanto ammonta la Dis-coll

Il calcolo della Dis-coll è analogo a quello sopra visto per la disoccupazione Naspi. Anche in questo caso, l'importo mensile non può superare una determinata somma, stabilito dalla legge e rivalutato annualmente, e dal quarto mese di fruizione l'indennità si riduce mensilmente del 3%.

Durata della Dis-coll

La durata della Dis-coll è pari alla metà dei mesi di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell'anno civile precedente la cessazione del rapporto e tale evento. Ciò posto, essa, tuttavia, può durare al massimo sei mesi.

Per approfondimenti leggi: Dis-coll: la disoccupazione per i collaboratori

L'indennità di mobilità

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Fino al 31 dicembre 2016, era prevista anche la cd. indennità di mobilità, riconosciuta al lavoratore che restava coinvolto in una procedura di mobilità e poteva vantare almeno dodici mesi di anzianità aziendale, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

A norma del decreto legislativo n. 22/2015, dal 1° gennaio 2016 i lavoratori licenziati non possono essere più collocati in mobilità ordinaria e, in presenza dei presupposti di legge, possono beneficiare solo della Naspi.

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Foto: 123rf.com
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