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Dis–coll: la disoccupazione per i collaboratori

Guida alla Dis-coll, la misura di sostegno prevista per i co.co.co e altri tipi di lavoratori precari, in caso di disoccupazione involontaria
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di Annamaria Villafrate - Quando si parla di misure di sostegno per i lavoratori, si pensa subito e solo a quelli subordinati. La realtà italiana, però, come tutti ben sanno, è formata da diverse categorie di lavoratori, molti dei quali con posizioni contrattuali instabili, che non fanno altro che alimentare il precariato. Tra questi figurano i co.co.co, gli assegnisti, i dottorandi universitari e, limitatamente ai contratti in essere prima dell'abrogazione, i lavoratori a progetto. Per queste categorie il legislatore ha previsto la Dis-coll, un'indennità spettante in caso di disoccupazione involontaria per un periodo massimo di sei mesi.

Vediamo quindi in dettaglio cos'è la Dis-coll, chi ne ha diritto, come funziona, a quanto ammonta, come viene pagata e quando si perde:

  1. Cos'è la Dis-coll
  2. Chi ne ha diritto
  3. Condizioni
  4. Chi ne è escluso?
  5. Dis-coll: quando e come fare domanda
  6. Decorrenza della Dis-coll
  7. Come funziona
  8. A quanto ammonta la Dis-coll
  9. Sospensione e cessazione

Cos'è la Dis-coll

La Dis-coll che sta per disoccupazione collaboratori, è una misura di sostegno al reddito prevista per tutti coloro che, assunti, con contratti atipici, a un certo punto si trovano senza lavoro. Introdotta nel 2015 (dall'art. 15 del dlgs. n. 22/2015), la misura è stata confermata nel 2016 e nel 2017 fino a stabilizzarsi per i collaboratori coordinati e continuativi.

La Dis–coll è quindi diventata una tutela strutturale per i lavoratori "atipici", che non sono stati assunti con un normale contratto di lavoro subordinato.

Chi ne ha diritto

Hanno diritto alla Dis-coll i collaboratori coordinati e continuativi assunti anche con un contratto a progetto, che sono in disoccupazione volontaria dal primo gennaio 2015 e iscritti alla gestione separata Inps.

I collaboratori coordinati e continuativi, si ricorda, sono dei lavoratori che, pur in assenza di un contratto di assunzione, sono soggetti alle direttive dell'azienda a cui solo legati. Si tratta in sostanza di una categoria di lavoratori a metà strada tra il dipendente e l'autonomo.

Il comma 2 art. 15 dlgs n. 22/2015 recita in particolare: "La Dis-coll e' riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1 che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

  • a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
  • b) possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
  • c) possano far valere, nell'anno solare in cui si verifica l'evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla meta' dell'importo che da' diritto all'accredito di un mese di contribuzione."

Dal primo luglio del 2017, in virtù dell'art. 7 della legge n. 81/2017, che ha aggiunto all'art. 15 del dlgs n. 22/2015, alcuni commi, la Dis-coll è stata estesa anche ai dottorandi di ricerca titolari di borsa di studio e agli assegnisti relativamente agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere da questa data.

Dis-coll per contratti a progetto

Abbiamo detto che la Dis-coll è prevista per i lavoratori assunti con contratto a progetto, anche se questa tipologia contrattuale è stata abolita dal Jobs Act, ossia dal dlgs n. 81/2015. In realtà poiché la legge non può avere effetti retroattivi, i contratti a progetto in essere al momento dell'entrata in vigore del Jobs Act continuano a esistere.

Per loro quindi la Dis-coll è prevista, nell'ipotesi in cui chi in passato è stato assunto con questo tipo di contratto, dovesse rimanere senza lavoro.

Condizioni

Come previsto dal comma 10 dell'art. 15 dlgs n. 22/2015 l'erogazione della Dis-coll e' condizionata:

  • dalla permanenza dello stato di disoccupazione;
  • e dalla "regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti".

Chi ne è escluso?

Dalla Dis-coll sono esclusi i collaboratori coordinati e continuativi che percepiscono una pensione, i titolari di partita Iva, coloro che ricoprono il ruolo di sindaco, amministratore e revisore di società e infine le associazioni e gli enti in possesso o privi di personalità giuridica.

Dis-coll: quando e come fare domanda

L'istanza per ottenere la Dis-coll deve essere presentata telematicamente attraverso il sito dell'Inps, nel termine di 68 giorni dalla data in cui viene a cessare il contratto di collaborazione/assegno/dottorato.

Decorrenza della Dis-coll

La decorrenza della Dis-coll varia in base al momento in cui viene presentata la domanda:

  • se essa è presentata entro otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, dall'ottavo giorno decorre la Dis-coll, mentre se viene avanzata dopo otto giorni dalla cessazione del rapporto, allora la Dis-coll decorre dal giorno successivo;
  • se invece la domanda è presentata durante la maternità o la degenza ospedaliera indennizzati la Dis-coll decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione di detto periodo, mentre se viene presentata dopo che la maternità o la degenza sono cessati, ma sempre nei termini di legge, la Dis-coll decorre dal giorno successivo.

Come funziona

La Dis-coll viene riconosciuta mensilmente per un numero di mensilità pari alla metà di quelle contributive, da calcolare a partire dal primo gennaio dell'anno precedente a quello in cui il rapporto di lavoro è cessato e la cessazione stessa, nel limite massimo di sei mesi. Dei mesi in cui il lavoratore percepisce la Disc-coll non si tiene conto ai fini pensionistici, poiché la Dis-coll non da diritto a contributi figurativi.

A quanto ammonta la Dis-coll

L'ammontare della Dis-coll corrisponde al 75% del reddito medio mensile, determinato ai fini previdenziali, se esso è inferiore a 1.195,00 euro per gli anni 2015, 2016 e 2017, rivalutato annualmente in base agli indici Istat. Invece, se il reddito medio mensile è superiore a 1.195,00 euro l'importo della Dis-coll è pari al 75% di 1195,00 euro maggiorato del 25% da calcolarsi sulla differenza tra reddito medio mensile e 1195,00 euro. In ogni caso per gli anni dal 2015 al 2017 l'importo mensile non può superare 1.300,00 euro da rivalutarsi annualmente, precisando che dal quarto mese la Dis-coll si riduce del 3% al mese.

Come viene corrisposta

Le pubbliche amministrazioni non possono, in virtù della legislazione vigente, effettuare pagamenti in contati per cifre superiori ai 1000.00 euro, per questo la Dis-coll deve essere corrisposta con mezzi di pagamento tracciabili, ovvero:

  • bonifico presso lo sportello domiciliato dell'ufficio postale sito nel luogo di residenza o domicilio dell'avente diritto;
  • accredito su conto corrente postale o bancario;
  • versamento su libretto postale.

Sospensione e cessazione

Nel momento in cui all'Inps giunge la comunicazione di assunzione del soggetto beneficiario della Dis-coll, la prestazione viene sospesa d'ufficio.

Il diritto alla Dis-coll invece viene meno nel momento in cui:

  • cessa lo stato di disoccupazione in virtù di un contratto di assunzione;
  • il beneficiario avvia un'attività autonoma, anche in forma di impresa, senza dare comunicazione all'Inps entro 30 giorni dall'inizio dell'attività o, se questa esisteva già nel momento in cui è presentata la domanda, non ha comunicato il reddito presunto ricavabile dalla stessa;
  • al percettore viene riconosciuto il diritto all'assegno d'invalidità ordinario, a meno che costui non preferisca la Dis-coll;
  • il lavoratore non partecipa regolarmente al percorso di riqualificazione professionale previsto dai servizi competenti.
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(06/11/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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