La Dis-coll è una misura di sostegno al reddito prevista per tutti coloro che, assunti con contratti atipici, a un certo punto si trovano senza lavoro
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Chi ha diritto alla Dis-coll

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Hanno diritto alla Dis-coll i collaboratori coordinati e continuativi, che sono in disoccupazione volontaria e risultano iscritti alla gestione separata Inps.

I collaboratori coordinati e continuativi, si ricorda, sono dei lavoratori che, pur in assenza di un contratto di assunzione, sono soggetti alle direttive dell'azienda a cui solo legati. Si tratta in sostanza di una categoria di lavoratori a metà strada tra il dipendente e l'autonomo.

Dal primo luglio del 2017, in virtù dell'art. 7 della legge n. 81/2017, che ha aggiunto all'art. 15 del dlgs n. 22/2015, alcuni commi, la Dis-coll è stata estesa anche ai dottorandi di ricerca titolari di borsa di studio e agli assegnisti relativamente agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere da questa data.

Requisiti

I requisiti indispensabili affinché i predetti soggetti possano beneficiare della Dis-coll sono sanciti dal comma 2 dell'art. 15 del d.lgs n. 22/2015, che così recita:

"La Dis-coll e' riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1 che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

  • a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;
  • b) possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
  • c) possano far valere, nell'anno solare in cui si verifica l'evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla meta' dell'importo che da' diritto all'accredito di un mese di contribuzione."

Chi ne è escluso?

Dalla Dis-coll sono esclusi i collaboratori coordinati e continuativi che percepiscono una pensione, i titolari di partita Iva, coloro che ricoprono il ruolo di sindaco, amministratore e revisore di società e infine le associazioni e gli enti in possesso o privi di personalità giuridica.

Condizioni

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Come previsto dal comma 10 dell'art. 15 del d.lgs n. 22/2015, l'erogazione della Dis-coll e' condizionata:

  • dalla permanenza dello stato di disoccupazione;
  • e dalla "regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti".

Dis-coll: quando e come fare domanda

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L'istanza per ottenere la Dis-coll deve essere presentata telematicamente attraverso il sito dell'Inps, nel termine di 68 giorni dalla data in cui viene a cessare il contratto di collaborazione/assegno/dottorato.

Se non si è pratici dei servizi online dell'Inps è comunque possibile chiamare il Contact center (al numero 803164 gratuito da rete fissa o lo 06164164 (da rete mobile). In alternativa ci si può rivolgere a un ente di patronato o a un intermediario Inps.

Dis-coll: dopo quanto arriva

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La decorrenza della Dis-coll varia in base al momento in cui viene presentata la domanda:

  • se essa è presentata entro otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, dall'ottavo giorno decorre la Dis-coll, mentre se viene avanzata dopo otto giorni dalla cessazione del rapporto, allora la Dis-coll decorre dal giorno successivo;
  • se invece la domanda è presentata durante la maternità o la degenza ospedaliera indennizzati la Dis-coll decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione di detto periodo, mentre se viene presentata dopo che la maternità o la degenza sono cessati, ma sempre nei termini di legge, la Dis-coll decorre dal giorno successivo.

Come funziona

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La Dis-coll viene riconosciuta mensilmente per un numero di mensilità pari alla metà di quelle contributive, da calcolare a partire dal primo gennaio dell'anno precedente a quello in cui il rapporto di lavoro è cessato e la cessazione stessa, nel limite massimo di sei mesi. Dei mesi in cui il lavoratore percepisce la Disc-coll non si tiene conto ai fini pensionistici, poiché la Dis-coll non dà diritto a contributi figurativi.

Dis-coll: calcolo

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L'ammontare della Dis-coll corrisponde al 75% del reddito medio mensile, determinato ai fini previdenziali, se esso è inferiore a 1.221,44 euro dal 2019, rivalutato annualmente in base agli indici Istat. Invece, se il reddito medio mensile è superiore a 1.221,44 euro l'importo della Dis-coll è pari al 75% di 1.221,44 euro maggiorato del 25% da calcolarsi sulla differenza tra reddito medio mensile e 1.195,00 euro. In ogni caso, l'importo mensile non può superare 1.328,76 euro da rivalutarsi annualmente, precisando che dal quarto mese la Dis-coll si riduce del 3% al mese.

Come viene corrisposta

Le pubbliche amministrazioni non possono, in virtù della legislazione vigente, effettuare pagamenti in contati per cifre superiori ai 1000.00 euro, per questo la Dis-coll deve essere corrisposta con mezzi di pagamento tracciabili, ovvero:

  • bonifico presso lo sportello domiciliato dell'ufficio postale sito nel luogo di residenza o domicilio dell'avente diritto;
  • accredito su conto corrente postale o bancario;
  • versamento su libretto postale.

Sospensione e cessazione

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Nel momento in cui all'Inps giunge la comunicazione di assunzione del soggetto beneficiario della Dis-coll, la prestazione viene sospesa d'ufficio.

Il diritto alla Dis-coll invece viene meno nel momento in cui:

  • cessa lo stato di disoccupazione in virtù di un contratto di assunzione;
  • il beneficiario avvia un'attività autonoma, anche in forma di impresa, senza dare comunicazione all'Inps entro 30 giorni dall'inizio dell'attività o, se questa esisteva già nel momento in cui è presentata la domanda, non ha comunicato il reddito presunto ricavabile dalla stessa;
  • al percettore viene riconosciuto il diritto all'assegno d'invalidità ordinario, a meno che costui non preferisca la Dis-coll;
  • il lavoratore non partecipa regolarmente al percorso di riqualificazione professionale previsto dai servizi competenti.
Leggi anche:

- La disoccupazione involontaria

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Foto: 123rf.com
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