Cosa sono i contributi figurativi, qual è la loro funzione, quando sono accreditati d'ufficio e quando è invece richiesta la domanda del lavoratore
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di Valeria Zeppilli - I lavoratori, in alcune fasi della propria carriera, possono andare incontro a periodi durante i quali non svolgono la normale attività lavorativa o la svolgono in maniera ridotta.

Si pensi alle ipotesi di malattia, maternità, cassa integrazione e così via.

Durante tali periodi, il datore di lavoro non è tenuto a versare i contributi previdenziali e tale circostanza rischia di penalizzare la copertura assicurativa e il diritto alla pensione del dipendente.

Cosa sono i contributi figurativi

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È proprio per evitare tale rischio che il nostro ordinamento, in alcune ipotesi ritenute meritevoli di tutela, prevede l'istituto dei contributi figurativi.

Si tratta, in sostanza, di contributi che vengono accreditati sul conto dei lavoratori, senza alcun onere né per il lavoratore né per il datore di lavoro e, quindi, senza che gli stessi siano stati effettivamente pagati.

Quando è possibile accreditare i contributi figurativi

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Trattandosi di un istituto eccezionale, i contributi figurativi possono essere accreditati solo in ipotesi tassativamente previste. In alcuni casi d'ufficio, in altri a domanda.

Contributi figurativi accreditati d'ufficio

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In particolare, l'accredito d'ufficio dei contributi figurativi avviene in ipotesi di:

  • cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • contratto di solidarietà;
  • lavori socialmente utili;
  • mobilità;
  • disoccupazione;
  • assistenza antitubercolare a carico dell'Inps.

Contributi figurativi accreditabili a domanda

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È invece necessaria una specifica domanda dell'interessato in ipotesi di:

  • servizio militare;
  • malattia e infortunio;
  • assenza per donazione sangue;
  • congedo di maternità durante il rapporto di lavoro;
  • maternità al di fuori del rapporto di lavoro corrispondente al congedo di maternità;
  • congedo parentale;
  • riposi giornalieri (cd. allattamento);
  • assenze per malattia del bambino;
  • congedo per gravi motivi familiari;
  • permessi ex legge 104;
  • congedo straordinario per handicap grave;
  • aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o per l'assunzione di cariche sindacali.

Contributi figurativi: limiti

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Quando si verificano i predetti eventi, i contributi figurativi possono essere sempre accreditati, non esistendo dei limiti massimi di carattere generale per l'accredito.

Tuttavia, i lavoratori che al 31 dicembre 1992 non vantano alcuna contribuzione possono avere al massimo cinque anni di contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione di anzianità.

Altri limiti possono essere poi previsti per specifici eventi.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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(19/01/2020 - Valeria Zeppilli)
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