La maternità anticipata è l'astensione dal lavoro della lavoratrice incinta che inizia prima del momento in cui scatterebbe la maternità obbligatoria

Cos'è la maternità anticipata

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La maternità anticipata è quella situazione in cui si trova la lavoratrice incinta che si astiene dal lavoro in maniera anticipata rispetto alla data in cui avrebbe inizio il congedo obbligatorio.

Se, di norma, il congedo obbligatorio va da due mesi prima della data presunta del parto a tre mesi dopo il parto (e può essere posticipato, se le condizioni di salute della donna lo consentono), in caso di maternità anticipata la lavoratrice inizia ad astenersi dal lavoro prima del tempo, mantenendo comunque i suoi diritti alla conservazione del posto di lavoro e al pagamento di un'indennità sostitutiva della retribuzione.

Chi può accedere alla maternità anticipata

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Alla maternità anticipata possono accedere tutte le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, oltre che le libere professioniste, le associate in partecipazione e le autonome iscritte alla gestione separata Inps, purché si trovino nelle condizioni specificamente individuate dalla legge.

Maternità anticipata: presupposti

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I presupposti che possono dare accesso alla maternità anticipata, in particolare, sono i seguenti:

  • gravi complicanze della gravidanza;
  • forme morbose preesistenti che possono essere aggravate dalla gestazione;
  • condizioni di lavoro che mettono a rischio la salute della donna e/o del nascituro;
  • mansioni che prevedono il trasporto e il sollevamento di pesi, con impossibilità di spostare la donna ad altre mansioni compatibili con lo stato di salute;
  • mansioni pericolose, faticose e insalubri, con impossibilità di spostare la donna ad altre mansioni compatibili con lo stato di salute.

Per le lavoratrici libere professioniste e autonome iscritte alla gestione separata, la maternità anticipata è possibile solo in caso di gravi complicanze della gravidanza o di forme morbose preesistenti che rischiano un aggravamento.

Maternità anticipata: quanto spetta

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Durante il periodo di maternità anticipata, la lavoratrice ha diritto a un'indennità pari all'80% della retribuzione media normale giornaliera, calcolata tenendo conto di quanto percepito il mese precedente l'inizio dell'astensione. Tale percentuale, in caso di lavoratrici iscritte alla gestione separata, è calcolata tenendo conto di 1/365 del reddito.

Eventualmente, se la contrattazione collettiva o individuale lo prevede, il datore di lavoro integra tale somma fino alla concorrenza dell'intero importo della retribuzione (e, quindi, aggiunge il 20% mancante).

Domanda di maternità anticipata

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Per accedere alla maternità anticipata occorre presentare apposita domanda.

Le formalità da espletare e la documentazione da allegare variano a seconda delle ragioni per le quali si chiede l'anticipo dell'astensione.

Ad esempio, in caso di gravi complicazioni della gravidanza occorre consegnare al servizio ispezione dell'ispettorato del lavoro territorialmente competente:

  • la domanda di interdizione anticipata dal lavoro,
  • il certificato medico di gravidanza redatto dal medico della ASL,
  • il certificato medico del ginecologo che attesti le gravi complicanze o le preesistenti condizioni morbose che rischiano di essere aggravate.

In genere la risposta arriva entro sette giorni, decorrenti dal giorno successivo a quello in cui l'ispettorato ha ricevuto la documentazione.

Maternità anticipata e maternità obbligatoria

Chi ha chiesto di accedere alla maternità anticipata deve ricordarsi di domandare anche la maternità obbligatoria, dato che la domanda di anticipo non estende i suoi effetti anche su quest'ultima.

Maternità anticipata e visita fiscale

Anche se la maternità anticipata è concessa per particolari condizioni di salute della gestante, quest'ultima è comunque libera di uscire in qualsiasi momento della giornata, dato che non sono previste visite fiscali.

Maternità anticipata e parto prematuro

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La maternità anticipata è concessa anche in caso di parto prematuro che si verifica prima dell'ottavo mese, ovverosia prima che inizi il periodo di astensione obbligatoria. In tal caso, la domanda va presentata alla ASL telematicamente o tramite patronato.

Si tratta di una soluzione che evita illegittime disparità di trattamento basate sulla data di nascita del figlio, dato che in caso di parto prematuro la donna non ha diritto a cinque mesi complessivi, ma ai cinque mesi oltre al numero di giorni compresi tra la data effettiva del parto e l'inizio del congedo obbligatorio.

Vai alle guide:

- Il congedo di maternità

- Il congedo parentale

Valeria Zeppilli

Foto: 123rf.com
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