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Il congedo di maternità

di Valeria Zeppilli - Il congedo di maternità è l'astensione obbligatoria dal lavoro durante il periodo di gravidanza e puerperio. In tale periodo alla donna spetta un'indennità economica che sostituisce la retribuzione

Indice:

Calcolo maternità obbligatoria

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Durante il periodo di gravidanza e puerperio, le lavoratrici devono obbligatoriamente astenersi dal lavoro per un determinato arco temporale. Si parla, a proposito, di congedo di maternità. Più nel dettaglio, la lavoratrice deve obbligatoriamente astenersi dal lavoro nei due mesi antecedenti la data presunta del parto, nel periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto (ove questa sia posteriore) e nei tre mesi successivi al parto.

Se vi è il consenso del medico curante è possibile lavorare sino all'ottavo mese completo di gestazione e quindi astenersi dal lavoro per quattro mesi successivi al parto anziché per tre.

Nel caso di parto fortemente prematuro, ovverosia avvenuto prima dei due mesi antecedenti la data presunta, la madre ha diritto al congedo di maternità per tutti i giorni intercorrenti tra la data effettiva del parto e la data di inizio del congedo e per i cinque mesi generalmente previsti per le gravidanze che abbiano avuto un normale decorso. 

Le novità della legge di bilancio 2019

La legge di bilancio 2019, con il cd. pacchetto famiglia, con una modifica dell'articolo  ha introdotto la possibilità, per le lavoratrici, di posticipare il congedo obbligatorio dal lavoro e di goderne, quindi, integralmente nei cinque mesi successivi al parto.

A tal fine, è richiesta in ogni caso l'attestazione medica che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.Tale congedo spetta anche in caso di adozione o affidamento di minori e dà inoltre diritto a un'indennità economica che sostituisce la retribuzione normalmente corrisposta.

Beneficiano del congedo di maternità tutte le lavoratrici dipendenti e le parasubordinate, nonché le socie lavoratrici di società cooperative e le donne assunte con contratto di apprendistato. 

Periodo di astensione obbligatoria

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Beneficiano del congedo di maternità tutte le lavoratrici dipendenti e le parasubordinate, nonché le socie lavoratrici di società cooperative e le donne assunte con contratto di apprendistato. 

Tale congedo spetta anche in caso di adozione o affidamento di minori.

Maternità anticipata

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In alcuni casi, su richiesta della lavoratrice e sulla base di un accertamento medico, è possibile anticipare il congedo di maternità e, quindi, astenersi dal lavoro già da prima dei due mesi antecedenti il parto.

Ci si riferisce, in primo luogo, alle ipotesi di complicanze gravi della gestazione o di malattie preesistenti che la gravidanza potrebbe aggravare.

La decisione in proposito spetta alla ASL.

Il congedo anticipato è inoltre possibile se le condizioni ambientali o di lavoro sono da reputarsi pregiudizievoli per la salute della donna o del nascituro e se la lavoratrice è addetta a mansioni pesanti, pericolose o insalubri e non possa essere addetta ad altre mansioni.

In tali ultime due ipotesi, la decisione spetta alla Direzione Provinciale del Lavoro. 

Sospensione congedo maternità

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In una precisa ipotesi è possibile sospendere il congedo di maternità: il ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata.

Si tratta di una facoltà che può essere esercitata una sola volta per ogni figlio e solo se lo stato di salute della donna risulti da certificazione medica compatibile con la ripresa dell'attività lavorativa. 

Maternità: quanto spetta

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Il congedo di maternità da diritto alla lavoratrice a un'indennità pari all'80% della retribuzione che, in determinati casi, è innalzata dai contratti collettivi al 100%.

Esso, inoltre, è considerato come periodo lavorato ai fini della progressione di carriera e va computato a tutti gli effetti (anche economici) nell'anzianità di servizio. 

Contributi maternità

Ai fini previdenziali, il congedo di maternità è conteggiato interamente e dà luogo all'accredito di contributi figurativi nella posizione pensionistica della lavoratrice interessata. 

Domanda maternità obbligatoria

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La domanda di maternità obbligatoria va inoltrata all'Inps prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto. All'Istituto va anche fatto pervenire il certificato di gravidanza, tramite un medico del SSN, che provvederà all'invio telematico.

Entro 30 giorni dal parto, poi, bisogna comunicare all'Inps la data di nascita del figlio e le relative generalità.

Come fare domanda di maternità

La domanda di maternità può essere presentata all'Inps tramite il servizio dedicato presente sul portale dell'Istituto o, in alternativa, tramite un patronato o un altro intermediario autorizzato o tramite Contact center (chiamando il numero verde gratuito 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile).

Documenti maternità obbligatoria patronato

Se si decide di fare domanda tramite un patronato o un altro intermediario autorizzato, occorrerà produrre i seguenti documenti:

  • documento di identità e codice fiscale
  • certificato telematico di gravidanza, dal quale emerga anche la data presunta del parto
  • dichiarazione del medico aziendale, se è chiesta la flessibilità del congedo
  • ultima busta paga.

In caso di astensione anticipata precedente, occorre produrre anche l'autorizzazione rilasciata dalla DTL o dalla ASL.

Domanda maternità obbligatoria in ritardo

Chi presenta la domanda di maternità obbligatoria in ritardo non decade dal diritto all'indennità che, tuttavia, si prescrive se la domanda è presentata dopo oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

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Aggiornamento guida: febbraio 2020