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Il congedo di maternità

Cos'è e come funziona il congedo di maternità, ossia l'obbligo delle lavoratrici di astenersi obbligatoriamente dal lavoro durante gravidanza e puerperio
Il rapporto di lavoro: indice della guida

di Valeria Zeppilli - Il nostro ordinamento prevede che, durante il periodo di gravidanza e puerperio, le lavoratrici debbano obbligatoriamente astenersi dal lavoro per un determinato arco temporale. Si parla, a proposito, di congedo di maternità

  1. Congedo maternità: quando e a chi spetta
  2. Periodo di astensione obbligatoria
  3. Congedo anticipato
  4. Ricovero del bambino
  5. Trattamento economico della maternità
  6. Trattamento previdenziale

Congedo maternità: quando e a chi spetta

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Tale congedo spetta anche in caso di adozione o affidamento di minori e dà inoltre diritto a un'indennità economica che sostituisce la retribuzione normalmente corrisposta.

Beneficiano del congedo di maternità tutte le lavoratrici dipendenti e le parasubordinate, nonché le socie lavoratrici di società cooperative e le donne assunte con contratto di apprendistato. 

Periodo di astensione obbligatoria

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Più nel dettaglio, la lavoratrice deve obbligatoriamente astenersi dal lavoro nei due mesi antecedenti la data presunta del parto, nel periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto (ove questa sia posteriore) e nei tre mesi successivi al parto.

Se vi è il consenso del medico curante è possibile lavorare sino all'ottavo mese completo di gestazione e quindi astenersi dal lavoro per quattro mesi successivi al parto anziché per tre.

Nel caso di parto fortemente prematuro, ovverosia avvenuto prima dei due mesi antecedenti la data presunta, la madre ha diritto al congedo di maternità per tutti i giorni intercorrenti tra la data effettiva del parto e la data di inizio del congedo e per i cinque mesi generalmente previsti per le gravidanze che abbiano avuto un normale decorso. 

Congedo anticipato

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In alcuni casi, su richiesta della lavoratrice e sulla base di un accertamento medico, è possibile anticipare il congedo di maternità.

Ci si riferisce, in primo luogo, alle ipotesi di complicanze gravi della gestazione o di malattie preesistenti che la gravidanza potrebbe aggravare. La decisione in proposito spetta alla ASL.

Il congedo anticipato è inoltre possibile se le condizioni ambientali o di lavoro sono da reputarsi pregiudizievoli per la salute della donna o del nascituro e se la lavoratrice è addetta a mansioni pesanti, pericolose o insalubri e non possa essere addetta ad altre mansioni.

In tali ultime due ipotesi, la decisione spetta alla Direzione Provinciale del Lavoro. 

Ricovero del bambino

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In una precisa ipotesi è possibile sospendere il congedo di maternità: il ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata.

Si tratta di una facoltà che può essere esercitata una sola volta per ogni figlio e solo se lo stato di salute della donna risulti da certificazione medica compatibile con la ripresa dell'attività lavorativa

Trattamento economico della maternità

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Il congedo di maternità da diritto alla lavoratrice a un'indennità pari all'80% della retribuzione che, in determinati casi, è innalzata dai contratti collettivi al 100%.

Esso, inoltre, è considerato come periodo lavorato ai fini della progressione di carriera e va computato a tutti gli effetti (anche economici) nell'anzianità di servizio

Trattamento previdenziale

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Ai fini previdenziali, il congedo di maternità è conteggiato interamente e dà luogo all'accredito di contributi figurativi nella posizione pensionistica della lavoratrice interessata. 

Leggi anche Il congedo di paternità

Aggiornamento guida: ottobre 2018

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