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NASpI: guida all'indennità di disoccupazione

Cos'è la NASpI o Assicurazione Sociale per l'Impiego, quali requisiti, a chi spetta, per quanto tempo e come fare domanda. La guida completa sulla misura a sostegno del reddito per i lavoratori disoccupati
parola disoccupazione su carta colorata

di Annamaria Villafrate - La NASpI o indennità di disoccupazione è una misura di sostegno del reddito erogata solo in presenza di determinati requisiti contributivi, lavorativi e reddituali. Prevista per i disoccupati involontari è concessa anche in particolari casi di dimissioni volontarie. La misura può essere concessa solo a soggetti determinati, per periodi di durata variabile. La domanda può essere inoltrata in modi diversi e la data di presentazione incide in modo particolare sull'erogazione della NASpI. Prevista anche per i lavoratori stagionali, la NASpI è compatibile con particolari situazioni lavorative e in determinati casi può essere ridotta, sospesa o revocata.

Indice:


  1. Che cos'è la NASpI
  2. NASpI: i requisiti generali
  3. NASpI anche per dimissioni
  4. NaSpI: i soggetti beneficiari
  5. I soggetti esclusi dalla NASpI
  6. La liquidazione anticipata della NASpI
  7. NASpI: come si calcola
  8. NASpI: quando dura
  9. NASpI per i lavoratori stagionali
  10. NASpI: entro quando richiederla
  11. NASpI: come si chiede
  12. NASpI: il modello SR163 per gli accrediti
  13. NASpI: quando arriva il primo pagamento
  14. Domanda NASpI: vale come dichiarazione di disponibilità
  15. NASpI e assegno di ricollocazione 2018
  16. NASpI: decadenza, sospensione e riduzione
  17. NASpI anche per chi lavora

Che cos'è la NASpI

La NASpI è un'indennità mensile di disoccupazione, una misura di sostegno al reddito del lavoratore che ha perso involontariamente il lavoro. Introdotta dall'art. 1 del dlgs. n. 22 del 4/03/ 2015 ha sostituto l'ASpI e la MiniASpI ed è prevista per i disoccupati involontari a partire dal primo maggio del 2015.

NASpI: i requisiti generali

Per richiedere la NASpI occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver perso involontariamente il lavoro;
  • nei quattro anni antecedenti il periodo di disoccupazione devono essere state versate tredici settimane di contributi;
  • aver svolto almeno 30 giorni di lavoro nei 12 mesi precedenti lo stato di disoccupazione;
  • aver dichiarato al Centro per l'Impiego la propria disponibilità a svolgere attività lavorativa e a partecipare a misure di politica attiva del lavoro.

Il requisito contributivo per la NASpI

Abbiamo visto che per poter chiedere la NASpI è necessario che, nei quattro anni anteriori all'inizio del periodo di disoccupazione, siano state versate 13 settimane di contributi "utili". Sono "utili", ad esempio i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria, se all'inizio del periodo di astensione dal lavoro sono già stati versati. Non sono utili invece, ad esempio, i periodi di assenza per permessi e congedi fruiti dal lavoratore per assistere un soggetto con handicap grave come il coniuge, un genitore, il figlio, o il fratello o sorella conviventi.

Il requisito lavorativo per la NASpI

Altro requisito è quello relativo all'attività lavorativa. Per fare domanda infatti è necessario che il soggetto nei dodici mesi precedenti il periodo di disoccupazione abbia svolto 30 giorni di lavoro effettivo.

Tra gli eventi che possono ampliare l'arco dei dodici mesi all'interno dei quali può rientrare comunque il requisito dei 30 giorni, ci sono ad esempio quelli di:

  • malattia e infortunio sul lavoro;
  • assenza per congedi e/o permessi per assistere un soggetto con handicap grave, purché autorizzato;
  • congedo obbligatorio di maternità, purché nel periodo antecedente siano stati versati i contributi;
  • congedi parentali indennizzati e intervenuti durante il rapporto di lavoro;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria con attività lavorativa azzerata.

NASpI anche per dimissioni

E' possibile fare domanda per la NASpI se ci si trova in uno stato di disoccupazione involontaria. Questa regola subisce un'eccezione in caso di dimissioni. Ci sono infatti dei casi in cui, dopo le dimissioni, il soggetto disoccupato lo è per sua volontà. Questo però non significa che le dimissioni siano sempre frutto di scelta completamente libera. Vediamo quali sono:

  • dimissioni durante il periodo di maternità;
  • dimissioni per giusta causa, quando questa è talmente grave da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria del rapporto di lavoro. Come accade ad esempio quando il datore non paga per mesi la retribuzione al dipendente;
  • risoluzione consensuale del contratto di lavoro nel corso della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
  • licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione proposta dal datore entro i termini concessi per impugnare stragiudizialmente il licenziamento;
  • dimissioni che seguono il rifiuto del lavoratore di trasferirsi ad un'altra sede della stessa azienda distante a più di 50 km dalla sua residenza o che raggiungibile in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblici (Messaggio INPS n. 369 del 26/01/2018).

NaSpI: i soggetti beneficiari

La NASpI spetta ai lavoratori subordinati che si trovano in uno stato involontario di disoccupazione, compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative;
  • personale artistico;
  • dipendenti a tempo determinato delle P.A.

I soggetti esclusi dalla NASpI

Non hanno diritto alla NASpi i lavoratori:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle P.A;
  • agricoli con contratti a tempo determinato e indeterminato;
  • extracomunitari con permesso di soggiorno per svolgere lavoro stagionale;
  • che hanno i requisiti per il pensionamento anticipato o di vecchiaia;
  • titolari di assegno ordinario d'invalidità.

La liquidazione anticipata della NASpI

Chi desidera avviare un'attività lavorativa in forma autonoma o d'impresa o vuole entrare a far parte di una cooperativa che prevede la prestazione lavorativa del socio può chiedere la liquidazione unica e anticipata della NASpI.

NASpI: come si calcola

Per calcolare la NASpI è necessario avere a disposizione il proprio estratto conto previdenziale, disponibile anche sul sito dell'Inps seguendo l'apposita procedura telematica, munirsi di calcolatrice e sommare le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni. Ottenuto l'importo totale lo si deve dividere per il numero delle settimane di contribuzione. Il risultato infine deve essere moltiplicato per il coefficiente 4,33.

  • Se dal calcolo risulta una retribuzione mensile pari o inferiore all'importo annuale fissato dall'INPS, attualmente pari a € 1.208,15 euro, la NASpI è pari al 75% di questo.
  • Se invece il risultato supera questa soglia, al 75% si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione mensile del lavoratore e l'importo di € 1.208,15.

L'importo massimo della NASpI non può comunque superare € 1.314,30 mensili per il 2018.

NASpI: quando dura

La durata di erogazione della NASpI varia in base al trascorso contributivo del lavoratore. Essa può essere corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi. Da precisare però che l'indennità non resta invariata per tutto il periodo, ma dal primo giorno del quarto mese diminuisce della misura percentuale del 3% per ogni mese.

NASpI per i lavoratori stagionali

I lavoratori stagionali hanno diritto alla NASpi, ma in considerazione delle caratteristiche di questi lavori, il periodo di disoccupazione è maggiorato di un mese rispetto agli altri lavoratori.

NASpI: entro quando richiederla

Per ottenere la NASpI si deve presentare domanda, a pena di decadenza, in modalità telematica, entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. La data di presentazione della domanda è molto importante poiché incide sulla decorrenza della NASpI:

  • dall'ottavo giorno successivo a quello di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l'ottavo giorno;
  • dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, se questa viene presentata dopo l'ottavo giorno;
  • in caso di malattia, maternità o infortunio invece decorre dall'ottavo giorno successivo alla fine dell'evento se la domanda è presentata entro l'ottavo giorno;
  • dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda se questa viene presentata dopo l'ottavo giorno, rispettando comunque i termini di legge;
  • in caso di licenziamento per giusta causa la NASpI decorre 30 giorni dopo rispetto ai normali termini di decorrenza.

NASpI: come si chiede

E' possibile presentare domanda per la NASpI nelle seguenti modalità:

  • tramite il servizio telematico dedicato presente sul sito dell'I.N.P.S a cui si accede con un PIN dispositivo personale;
  • avvalendosi della collaborazione di un patronato che verrà pagato trattenendo mensilmente sulla NASpI una somma destinata al pagamento del patronato stesso;
  • tramite il contact center I.N.P.S contattando il numero verde 803164, che è gratuito da fisso o il 06164164, a pagamento da telefono mobile.

NASpI: il modello SR163 per gli accrediti

In ogni caso durante la richiesta della NASpI bisogna ricordare di compilare e inviare all'I.N.P.S il modello SR163 per documentare chi è il titolare del conto corrente sul quale accreditare la NASpI. Questo modello può essere inviato online durante la presentazione della domanda telematica, o in forma cartacea direttamente allo sportello territoriale I.N.P.S competente.

NASpI: quando arriva il primo pagamento

La decorrenza della NASpI è influenzata dalla data in cui si presenta la domanda. A questo però occorre aggiungere altri fattori imprevedibili. La decorrenza infatti varia da sede a sede, dal tempo in cui viene lavorata la richiesta e altro ancora. Indicativamente occorre circa un mese dal momento in cui si presenta la domanda.

Domanda NASpI: vale come dichiarazione di disponibilità

Dal primo dicembre 2017 la domanda con cui il lavoratore disoccupato chiede l'erogazione della NASpI equivale alla D.I.D, ossia alla dichiarazione di immediata disponibilità per il riconoscimento dello status di disoccupato, dalla cui presentazione sul sito A.N.P.A.L sono quindi esonerati.

NASpI e assegno di ricollocazione 2018

La Legge di Bilancio 2018 prevede che i titolari di NASpI disoccupati da almeno 4 mesi, che sottoscrivono un nuovo patto di servizio personalizzato possono accedere anche alla misura dell'assegno di ricollocazione.

Vai alla guida L'Assegno di ricollocazione

NASpI: decadenza, sospensione e riduzione

Il D.Lgs. 150/2015 prevede misure sanzionatorie, come la riduzione o eliminazione della NASpI a carico del disoccupato che non osserva gli obblighi previsti dalla legge.

Si decade dalla NASpI quando:

  • viene meno il requisito della disoccupazione;
  • il disoccupato non partecipa alle attività del patto di servizio;
  • il disoccupato non si presenta agli appuntamenti con il tutor per confermare lo stato di disoccupazione e la stipula del patto di servizio;
  • rifiuta un'offerta di lavoro che sia in linea con la sua professionalità.

La NaspI viene invece sospesa quando:

  • il disoccupato stipula un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi. La sospensione opera d'ufficio e la NaspI riprende quando il contratto a termine giunge a scadenza.

La NaspI viene infine ridotta quando:

  • il beneficiario inizia a svolgere attività lavorativa autonoma o subordinata da cui ricava un reddito inferiore al limite di quello stabilito per conservare lo stato di disoccupazione. In questo caso il lavoratore, entro un mese dall'inizio dell'attività deve obbligatoriamente comunicare all'I.N.P.S il reddito dell'attività. La NaspI viene così ridotta nella misura dell'80% dei redditi presunti, riferiti al tempo intercorrente tra l'inizio e la fine dell'attività.

NASpI anche per chi lavora

La Circolare INPS n. 174/2017 ha precisato che la NASpI è compatibile con :

  • il reddito derivante da un nuovo lavoro subordinato;
  • lo svolgimento di 2 o più lavori part-time (con cessazione di uno dei due);
  • un lavoro autonomo preesistente e una nuova attività;
  • un lavoro accessorio o in forma flessibile;
  • borse di studi;
  • stage e tirocini professionali;
  • attività sportiva dilettantistica.

Regole particolari sono previste per:

  • gli iscritti ad albi professionali e liberi professionisti;
  • i possessori di Partita IVA;
  • attività svolte in ambito societario, funzioni di Amministratore, Consigliere e Sindaco.

La circolare INPS infine ha previsto che la NASpI può essere corrisposta anche a coloro che si trovano all'estero per cercare una nuova occupazione o per altri motivi.

(24/05/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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