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A che età si può andare in pensione: guida con tabelle semplificative

I requisiti di età per poter accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria o anticipata
anziana che conta soldi della pensione

di Lucia Izzo - La pensione è un trattamento previdenziale che coincide, sostanzialmente, con un "salario differito" da godere nell'età avanzata, che deriva dalla rinuncia del lavoratore, durante la sua vita lavorativa attiva, a una quota della retribuzione che gli garantirà una rendita per quando non sarà più in grado di lavorare.

Questa prestazione economica viene erogata, a domanda, ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata, che abbiano raggiunto l'età anagrafica stabilita dalla legge e abbiano perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

I contributi versati nel corso della vita lavorativa determinano, alla fine di questa, una rendita mensile il cui importo dipende dal numero e dall'entità dei contributi.

Nel corso degli anni si sono susseguite diverse riforme che hanno coinvolto il mondo delle pensioni e modificato i requisiti per potervi accedere, ossia quello anagrafico (il raggiungimento di un'età determinata) e quello contributivo (il raggiungimento di un minimo di anni di contributi versati alla gestione di appartenenza). Vediamo, secondo la normativa vigente, cosa è necessario per poter andare in pensione.

Quando andare in pensione con la pensione di vecchiaia

Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

A decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un'anzianità contributiva minima pari a 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo.

L'età anagrafica richiesta, invece, è stata fissata dalla Legge Fornero (D.L. 201/2011) e varia a seconda delle categorie di lavoratori nei modi che seguono:

a) lavoratrici dipendenti assicurate al FPLD dell'AGO, nonché assicurate al Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012

62 anni

dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013

62 anni e 3 mesi

dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015

63 anni e 9 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017

65 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018

66 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2019

67 anni (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

b) lavoratrici autonome e gestione separata:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012

63 anni e 6 mesi

dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013

63 anni e 9 mesi

dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015

64 anni e 9 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017

66 anni e 1 mese

dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018

66 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2019

67 anni (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

c) lavoratori dipendenti iscritti all'AGO ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012

66 anni

dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015

66 anni e 3 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

66 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2019

67 anni (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

d) lavoratori autonomi e gestione separata:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012

66 anni

dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015

66 anni e 3 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018

66 anni e 7 mesi

dal 1° gennaio 2019

67 anni (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

Adeguamento alla speranza di vita

Il requisito anagrafico, nei prossimi, anni è destinato ad aumentare in automatico: infatti, secondo le regole attuali, i requisiti minimi per il pensionamento dovranno essere adeguati periodicamente alla speranza di vita. Il prossimo adeguamento riguarderà il 2019 - 2020 per poi passare alla cadenza biennale. In caso vi fossero decrementi nella speranza di vita, lo scatto biennale potrebbe essere bloccato e, al contrario, se gli incrementi di vita risultano superiori alle previsioni, lo scatto potrebbe essere maggiore di quello previsto dalla Legge. Ad esempio, i dati dell'ultima indagine Istat, hanno registrato a febbraio un abbassamento dell'aspettativa di vita per gli Italiani nel 2019, dato che potrebbe determinare un mancato aumento dei requisiti di età previsti dalla Legge Fornero per raggiungere la pensione.

Soggetti con primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995

I soggetti con primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995, invece, maturano il diritto a godere della pensione di vecchiaia in due casi:
1) 20 anni di contributi e requisito anagrafico previsto per i soggetti in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995, purché l'importo della pensione non sia inferiore a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale;
2) 70 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria o da riscatto ma non figurativa), indipendentemente da quale sia l'importo della pensione. Il requisito anagrafico è stato stabilito in relazione al requisito delle aspettative di vita e, più in particolare, era di:
  • 70 anni dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012,
  • 70 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015,
  • 70 anni e 7 mesi dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018.
Sono possibili ulteriori adeguamenti dal 2019.

Quando andare in pensione con la pensione anticipata

Anche la pensione anticipata è una prestazione economica erogata, a domanda, ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata.

Essa richiede requisiti meno rigidi rispetto a quelli della pensione di vecchiaia ordinaria, che restano ancora oggi differenti tra donne e uomini ma che non conoscono alcuna distinzione tra lavoratori autonomi, dipendenti o del pubblico impiego.

Pensione anticipata donne

Per le donne, in particolare, i requisiti richiesti sono i seguenti:

1) Anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Requisiti contributivi

  • 41 anni e 1 mese - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 41 anni e 5 mesi - dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 41 anni e 6 mesi - dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 41 anni e 10 mesi - dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 41 anni e 10 mesi (da adeguare alle aspettative di vita) - dal 1° gennaio 2019

2) Primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995

Requisiti contributivi

  • 41 anni e 1 mese - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 41 anni e 5 mesi - dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 41 anni e 6 mesi - dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 41 anni e 10 mesi - dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 41 anni e 10 mesi (da adeguare alle aspettative di vita) - dal 1° gennaio 2019

Requisiti anagrafici

  • 63 anni di età - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014
  • 63 anni e 3 mesi - dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
  • 63 anni e 7 mesi di età - dal 1° gennaio 2016 (da adeguare alle aspettative di vita)

purché siano stati versati e accreditati contributi effettivi per almeno 20 anni e l'ammontare mensile della prima rata di pensione non sia inferiore a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale.

Pensione anticipata uomini

Per gli uomini, in particolare, i requisiti richiesti sono i seguenti:

1) Anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Requisiti contributivi

  • 42 anni e 1 mese - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 42 anni e 5 mesi - dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 42 anni e 6 mesi - dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 42 anni e 10 mesi - dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 42 anni e 10 mesi (da adeguare alle aspettative di vita) - dal 1° gennaio 2019

2) Primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995

Requisiti contributivi

  • 42 anni e 1 mese - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 42 anni e 5 mesi - dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 42 anni e 6 mesi - dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 42 anni e 10 mesi - dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 42 anni e 10 mesi (da adeguare alle aspettative di vita) - dal 1° gennaio 2019

Requisiti anagrafici

  • 63 anni di età - dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014
  • 63 anni e 3 mesi - dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
  • 63 anni e 7 mesi di età - dal 1° gennaio 2016 (da adeguare alle aspettative di vita)

purché siano stati versati e accreditati contributi effettivi per almeno 20 anni e l'ammontare mensile della prima rata di pensione non sia inferiore a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale.

Età pensionabile nella pensione di anzianità

La pensione di anzianità è un istituto che, a partire dal 2012, è stato superato dalla Riforma Fornero, che lo ha sostituito on la pensione anticipata. Tuttavia, per alcuni lavoratori (cd. lavoratori salvaguardati), la stessa continua a trovare applicazione.

Entro il 31 dicembre 2011, il diritto alla pensione di anzianità si perfezionava al raggiungimento di una determinata quota derivante dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi. Le quote sono rimaste, per i salvaguardati, anche per gli anni successivi, in maniera differenziata tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Pensione di anzianità per i lavoratori dipendenti

  • dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 - 60 anni di età, 35 ani di contributi, quota 96
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 - 61 anni e 3 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 97,3
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 - 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 97,6
  • dal 1° gennaio 2019 - quota 98 (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

Finestra: 12 mesi

Pensione di anzianità per i lavoratori autonomi

  • dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 - 61 anni di età, 35 ani di contributi, quota 97
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 - 62 anni e 3 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 98,3
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 - 62 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 98,6
  • dal 1° gennaio 2019 - quota 99 (con successivi adeguamenti alla speranza di vita)

Finestra: 18 mesi

Avvocati: quando in pensione?

La Cassa Forense prevede tre tipologie di pensione: la pensione di vecchiaia retributiva, la pensione di vecchiaia contributiva e la pensione di anzianità.

Per la pensione di vecchiaia, la riforma del sistema previdenziale forense ha previsto un graduale aumento dei requisiti minimi di età e di contribuzione per fruire del trattamento di pensione di vecchiaia, fino ad arrivare ad una situazione di regime, a partire dal 2021 dove sarà necessario il concorso dei due requisiti: 70 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva.

Potranno accedere alla pensione di vecchiaia gli avvocati iscritti alla Cassa Forense che abbiano maturato

- fino al 31 dicembre 2010:
65 anni di età con almeno 30 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2013:
66 anni di età con almeno 31 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016:
67 anni di età con almeno 32 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018:
68 anni di età con almeno 33 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020:
69 anni di età con almeno 34 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2021:
70 anni di età con almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione.

A questi si aggiungono anche i cancellati dalla Cassa, che abbiano i requisiti, di cui sopra, e non abbiano chiesto il rimborso dei contributi soggettivi, di cui all'art. 21 della legge n. 576/80, nel periodo di vigenza della norma.

È ammessa la possibilità di anticipare il pensionamento al raggiungimento di una età compresa tra il 65° ed il 70°, previa applicazione di un coefficiente di riduzione dell'importo di pensione pari allo 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto all'età anagrafica prevista, fermo restando la maturazione del requisito minimo di anzianità contributiva prevista, in via ordinaria, dallo scaglione di pensionamento. Il pensionamento anticipato, in presenza di 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa e comunque non prima del 65° anno di età, non comporta alcuna riduzione dell'importo della pensione.

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia con calcolo contributivo, si tratta di un istituto residuale a cui si può far ricorso qualora, maturata l'età pensionabile, non sia stata raggiunta la necessaria anzianità contributiva, fermo restando almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione.

Alla pensione di vecchiaia contributiva potranno accedere gli iscritti alla Cassa, che abbiano maturato il requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia senza aver raggiunto l'anzianità contributiva prevista:

- dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016:
67 anni di età con almeno 5 ma meno di 32 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;

- dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018:
68 anni di età con almeno 5 ma meno di 33 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;

- dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020:
69 anni di età con almeno 5 ma meno di 34 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;

- dal 1° gennaio 2021:
70 anni di età con almeno 5 ma meno di 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa.

Per quanto riguarda, infine, i requisiti minimi per il pensionamento di anzianità, questi sono gradualmente aumentati dl 58 a 62 anni di età e da 35 a 40 di effettiva iscrizione e contribuzione.

Per la corresponsione della pensione di anzianità è necessario provvedere alla cancellazione dagli albi forensi (albo ordinario e albo speciale per il patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori) poiché, ai sensi dell'art. 3 della legge n. 576/80, la corresponsione della pensione di anzianità è incompatibile con l'iscrizione a qualsiasi albo di avvocato. Verificandosi uno dei casi di incompatibilità la pensione viene sospesa con effetto dal momento in cui si verifica l'incompatibilità.

Potranno ottenere la pensione di anzianità gli iscritti alla Cassa che abbiano maturato i seguenti requisiti:

- dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017:
60 anni di età con almeno 38 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019:
61 anni di età con almeno 39 anni di effettiva iscrizione e contribuzione;

- dal 1° gennaio 2020:
62 anni di età con almeno 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione.


Vedi anche:
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(13/12/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com

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