Pos obbligatorio per tutte le partite Iva

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Il decreto fiscale e la bozza della legge di bilancio 2020 introducono sanzioni ma anche incentivi per favorire il ricorso ai mezzi di pagamento elettronici
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di Annamaria Villafrate - L'esecutivo con il decreto fiscale n. 124/2019 e la nuova legge di bilancio ha tutta l'intenzione di far emergere il sommerso e contrastare l'evasione anche grazie all'incentivo dei mezzi di pagamento elettronici. L'obbligo del Pos in Italia vige dal 2012, ma senza sanzioni o incentivi in questi anni non ha avuto molto successo. Per questo si è deciso d'introdurre sanzioni per chi non accetta la carta, credito di imposta per gli esercenti che utilizzano mezzi di pagamento elettronici e rimborso in contanti per chi acquista e paga abitualmente come privato con sistemi tracciabili.

  1. Il Pos è obbligatorio dal 2012
  2. Dal primo luglio 2020 sanzioni per chi non ha il Pos
  3. Per chi accetta i pagamenti elettronici credito d'imposta del 30%
  4. Rimborsi in denaro per chi acquista con la carta

Il Pos è obbligatorio dal 2012

Il Pos obbligatorio non è certo una novità nel nostro panorama normativo. Introdotto dal Governo Monti con il decreto crescita n. 179/2012 l'obbligo dal primo gennaio 2014 di accettare i pagamenti elettronici per commercianti e professionisti, di fatto è rimasto lettera morta. L'assenza di sanzioni per chi non avesse rispettate tale obbligo e di incentivi per chi invece lo avesse adottato, non hanno permesso a questo istituto di riscuotere un gran successo.

Dal primo luglio 2020 sanzioni per chi non ha il Pos

Proprio per porre rimedio a uno questi vuoti normativi, il decreto fiscale n. 124/2019 all'art 23, va a modificare l'art 15 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 disponendo, attraverso l'aggiunta del comma 4, l'applicazione di una sanzione di 30 euro, maggiorata del 4 per cento del valore della transazione, nei confronti dei soggetti che obbligati per legge ad accettare la carta, se si rifiutano di riceverla in pagamento. "Per le sanzioni relative alle violazioni di cui al presente comma, si applicano le procedure e i termini previsti dalle disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689."

Competenti ad accertare dette violazioni saranno gli organi che, come prevede l'art 13 comma 1, della legge n. 689 del 1981, devono far rispettare le disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro e gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria.

Per chi accetta i pagamenti elettronici credito d'imposta del 30%

Il primo meccanismo premiale previsto dal decreto fiscale invece per incentivare il ricorso agli strumenti di pagamento elettronico prevede il riconoscimento del credito di imposta del 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli operatori finanziari.

Credito d'imposta che spetta per le commissioni dovute in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020, purché i ricavi e i compensi relativi all'anno d'imposta precedente non superino i 400.000 euro.

Il credito può essere utilizzato solo in compensazione, a partire dal mese successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa e deve essere indicato "nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo."

Al Direttore dell'Agenzia delle Entrate, il compito di definire, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, termini, modalità e contenuto delle comunicazioni da parte degli operatori che mettono a disposizione i sistemi di pagamento elettronico all'Agenzia delle Entrate la fine di verificare se il credito d'imposta spetta oppure no.

Rimborsi in denaro per chi acquista con la carta

La legge di bilancio, nella sua versione attuale, prevede il rimborso in denaro nei modi e nei termini che dovranno essere individuati da un decreto del Ministero delle Finanze, per le persone fisiche di maggiore età che, come privati e quindi al i fuori di un'attività di tipo commerciale o professionale, acquistano abitualmente beni e servizi utilizzando strumenti di pagamento elettronico. Per realizzare questo obiettivo è stato istituito un fondo che annualmente potrà disporre di 3 miliardi di euro per il 2020 e il 2021 e che verrà integrato dalle maggiori entrate derivanti dalla emersione di nuova base imponibile.

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(09/11/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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