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M5S e Lega: ecco il contratto di governo

Nei punti di accordo siglati tra il M5S e la Lega c'è il reddito di cittadinanza, ma con un limite di 2 anni, la flat tax con due aliquote e la revisione della legge Fornero, la lotta al business dell'immigrazione. In allegato la bozza del contratto
i lavori per il contratto di govenro tra m5s e lega

di Gabriella Lax - Trenta i punti per un contratto di governo che dovrebbe sancire un accordo storico per il Paese, tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord.

Nei contenuti c'è il reddito di cittadinanza, ma con un limite di 2 anni, la flat tax con due aliquote e la revisione della legge Fornero, la lotta al business dell'immigrazione, non mancano nemmeno le norme sul conflitto di interessi e le misure anti-corruzione. Non c'è il blocco dei lavori per la Tav (ma solo la sospensione con la promessa di ridiscuterne) né la legge sull'eutanasia o sui diritti.

Adesso tocca ai cittadini manifestare dissensi o consensi: la Lega nord raccoglierà le opinioni nei gazebo in piazza, per il M5S il risultato del voto tramite la piattaforma Rousseau è stato un plebiscito, con oltre 94% di sì.

Ecco i contenuti principali:

  1. Comitato di conciliazione
  2. Reddito di cittadinanza
  3. Flat Tax
  4. Immigrazione
  5. Pensioni, stop alla legge Fornero
  6. Superamento della "Buona scuola"
  7. Politiche europee
  8. Salario minimo orario
  9. Tagli ai costi della politica

Comitato di conciliazione

Certamente il punto che sta sollevando più interrogativi (circa la conciliabilità con le norme della Costituzione) è il comitato di conciliazione. Lega e M5S saranno insieme responsabili di tutta la politica dell'Esecutivo, impegnandosi a stabilire «insieme il lavoro in ambito parlamentare e governativo». Se dovessero esserci contrasti su applicazione o interpretazione dell'accordo, in primis, «le parti si impegnano a discuterne con la massima sollecitudine e nel rispetto dei principi di buona fede e di leale cooperazione». Nel caso in cui le divergenze non fossero sciolte, ecco allora la previsione del comitato di conciliazione, composto dal presidente del Consiglio, dal capo politico del Movimento 5 Stelle, dal segretario federale della Lega, dai presidenti di gruppo parlamentare di Camera e Senato di Lega e M5S e dal ministro competente per materia. Il Comitato delibera a maggioranza dei due/terzi dei componenti.

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza entra invece a pieno titolo nel contratto di governo, ma, come aveva chiesto la Lega, con il limite temporale di due anni e contemporaneamente al potenziamento dei centri dell'impiego assieme alla pensione di cittadinanza. Un investimento per due miliardi di euro per 780 euro mensili per persona. Diritto che si perde se si rifiuta lo svolgimento di un'attività lavorativa richiesta.

Flat Tax

Riguardo al Fisco, il contratto prevede sterilizzazione di Iva e accise e detassazione e semplificazione per famiglie, imprese e partite Iva. Da qui l'importanza della flat tax con due aliquote fisse al 15 per cento e al 20 per cento "per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie". Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito familiare.

Immigrazione

Su "Immigrazione: rimpatri e stop al business", vince la linea dura della Lega. «La questione migratoria attuale – secondo il contratto - risulta insostenibile per l'Italia, visti i costi da sopportare e il business connesso, alimentato da fondi pubblici nazionali spesso gestiti con poca trasparenza e permeabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata». Previsto il «ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell'Ue», e la previsione di «specifiche fattispecie di reato che comportino, qualora commessi da richiedenti asilo, il loro immediato allontanamento dal territorio nazionale».

Necessario, nelle previsioni, «scardinare il business degli scafisti che ha causato sbarchi e morti nel mar Mediterraneo e smantellare le organizzazioni criminali internazionali per la tratta degli esseri umani».

Pensioni, stop alla legge Fornero

Un altro punto fermo del contratto è il superamento della Legge Fornero. La bozza prevede lo stanziamento di 5 miliardi per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. A questi si aggiungono l'introduzione della quota 100, sulla base della quale potrà ritirarsi, aderendo al regime contributivo, chi totalizzerà cento dalla somma di età anagrafica e anni di contributi. In alternativa, con 41 anni di anzianità contributiva, si potrà andare in pensione comunque. Tra gli obiettivi anche l'opzione donna che consente alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. La misura sperimentale sarà prorogata, utilizzando le risorse disponibili.

Superamento della "Buona scuola"

Prevista la revisione della legge sulla "Buona scuola". Con particolare attenzione riservata al problema delle maestre diplomate. Prevista anche «una revisione del sistema di reclutamento dei docenti», il superamento della 'chiamata diretta' e dell'alternanza scuola-lavoro, un sistema messo in atto che, al momento si è rivelato inefficace.

Politiche europee

Il contratto si sofferma sulla necessità di una ridiscussione dei trattati Ue per quanto riguarda le politiche sul deficit, per ottenere «una programmazione pluriennale volta ad assicurare il finanziamento delle proposte oggetto del presente contratto attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato e limitato ricorso al deficit».

Salario minimo orario

Per le politiche del lavoro il contratto prevede l'introduzione di una legge sul salario minimo orario «per tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva», ma anche una riduzione strutturale del cuneo fiscale e ancora una revisione del 'libretto famiglia' che ha sostituito i vecchi voucher.

Tagli ai costi della politica

Uno degli obiettivi del contratto di governo punta a ridurre i costi della politica. «Occorre partire dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori». E ancora «ricondurre il sistema previdenziale (dei vitalizi o pensionistico) dei parlamentari, dei consiglieri regionali e di tutti i componenti e i dipendenti degli organi costituzionali al sistema previdenziale vigente per tutti i cittadini, anche per il passato». Nello stesso paragrafo dedicato al taglio degli eletti c'è anche la discussa introduzione del vincolo di mandato popolare contro i cambi di casacca. Un rimedio «al sempre più crescente fenomeno del trasformismo».

Testo completo del contratto di Governo M5s-lega
(19/05/2018 - Gabriella Lax) Foto: Ansa
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