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Eutanasia

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Cos'è l'eutanasia, differenza con il suicidio assistito, la recente sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita, l'eutanasia nell'ordinamento italiano
uomo cammina verso la luce

Avv. Marco Sicolo - L'eutanasia, letteralmente "buona morte" o decesso indolore, rappresenta uno dei temi più sentiti a livello sociale negli ultimi anni.

L'esigenza principale, in proposito, è quella di consentire a persone affette da patologie irreversibili e dolorose di avvalersi, a determinate condizioni, dell'ausilio di personale medico per porre fine alla propria vita, senza che alcuno possa essere accusato di aver commesso un reato.

  1. Eutanasia, la sentenza della Corte Costituzionale
  2. Differenza tra eutanasia e suicidio assistito
  3. Il suicidio assistito nell'ordinamento italiano
  4. Eutanasia in Italia, cosa aspettarsi adesso

Eutanasia, la sentenza della Corte Costituzionale

In effetti, allo stato attuale, il nostro ordinamento prevede che chi offra il proprio aiuto in tal senso a un paziente terminale, sia soggetto all'accusa di istigazione o aiuto al suicidio, reato che l'art. 580 c.p. punisce con la reclusione da cinque a dodici anni.

Le cose, però, sono destinate a cambiare in seguito alla recente sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita, che ha sancito come non sia sempre punibile chi "agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli".

La decisione della Consulta è stata adottata nell'ambito di un procedimento penale a carico di un noto esponente politico italiano, che aveva offerto il proprio aiuto a un paziente perché quest'ultimo si sottoponesse a procedura di suicidio assistito in una clinica svizzera.

Differenza tra eutanasia e suicidio assistito

Va precisato che la ricostruzione della fattispecie, operata dalla Consulta, appare più vicina al concetto di suicidio assistito che a quello di eutanasia in senso stretto.

Sebbene, infatti, le due figure condividano il medesimo fine e gli stessi motivi di fondo - in primis il rispetto della dignità umana - esse si differenziano per alcuni aspetti ben precisi.

In particolare, nell'eutanasia è il medico, o comunque una persona diversa dal paziente, a compiere in concreto l'atto che pone fine alla vita del malato (ad es. un'iniezione), mentre nel suicidio assistito tale estrema azione è compiuta, per quanto possibile, dal paziente stesso.

Il suicidio assistito nell'ordinamento italiano

La distinzione non è di poco conto, se è vero che tra i Paesi europei siano pochissimi quelli che hanno reso legittima l'eutanasia vera e propria, mentre sono più numerosi quelli che hanno ammesso nel proprio ordinamento il suicidio assistito.

Si può dire che tra questi ultimi rientri, ormai, anche l'Italia, sebbene, per ora, soltanto in forza di una sentenza delle Corte Costituzionale e non ancora di una organica disciplina normativa in materia.

Sul punto, si registra l'auspicio della Consulta riguardo a un immediato "indispensabile intervento del legislatore".

Eutanasia in Italia, cosa aspettarsi adesso

Si tratta, evidentemente, di un tema su cui non c'è uniformità di vedute tra le forze politiche del nostro Paese, e che deve scontare anche le comprensibili perplessità da parte degli esponenti clericali.

Di certo, però, la recente sentenza ha rimesso la questione dell'eutanasia al centro dell'agenda politica italiana, e appare probabile che nel prossimo futuro verrà elaborata una disciplina completa in merito.

È presumibile che un imprescindibile punto di riferimento, nel percorso legislativo da affrontare, sarà rappresentato dalla normativa sul testamento biologico, questa sì, già presente nel nostro ordinamento.

Come suggerito dalla Corte Costituzionale, infatti, sarà opportuno che la disciplina del fine vita sia rispettosa delle modalità indicate dalla legge sul consenso informato n. 219/17, c.d. legge sul testamento biologico o biotestamento, in tema di disposizioni anticipate di trattamento, le cosiddette DAT.

Inoltre, la verifica delle modalità di esecuzione andrà affidata a strutture del Servizio Sanitario Nazionale, con il coinvolgimento del comitato etico competente.

(23/10/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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