Assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza di oggi della prima corte d'assise di Milano scagiona Cappato imputato per aver aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera
Marco Cappato fuori dal tribunale

di Redazione - Assolto perché il fatto non sussiste, tra inusuali applausi dell'aula. Si chiude così il processo nei confronti di Marco Cappato, storico esponente dei Radicali e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, imputato con l'accusa di aver aiutato Dj Fabo, al secolo Fabiano Antonioni, a morire in Svizzera.

Le tappe del processo

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La sentenza di oggi, è resa da Ilio Mannucci Pacini, giudice che presiede la prima corte d'assise di Milano, dopo un'ora di camera di consiglio, a più di 22 mesi dall'invito formulato alla Corte Costituzionale di esprimersi sul fine vita, che porterà alla nota decisione n. 242/2019.

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Su questo sentiero tracciato dalla Consulta, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano riparte per dimostrare che il giovane Fabo, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale, ha scelto consapevolmente di morire.

Pm: "Dj Fabo pienamente consapevole"

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"La medicina attesta inequivocabilmente che la tetraparesi non aveva possibilità di essere sanata. La sofferenza era enorme e spesso non veniva sedata con i farmaci. Aveva un po' di respirazione autonoma, ma la sua possibilità di sopravvivere dipendeva dalla macchina. Era pienamente consapevole e aveva messo in atto lo sciopero della parola contro chi non assecondava il desiderio di mettere fine dignitosamente alla sua vita", spiega il pm in aula.

"Un combattente - che però - ha capito che non c'era più nulla da fare, ha determinato che quella vita non la voleva, ha scelto l'unica strada per lui, quella più dignitosa. Era libero di scegliere? Sì, la libertà gli è stata lasciata" ha aggiunto in aula il rappresentante dell'accusa ribadendo la richiesta di assoluzione per Cappato.

Cappato: altri dopo Fabiano sono stati aiutati ad andare in Svizzera per morire

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Assoluzione invocata tanto dai difensori che dallo stesso Cappato che intervenendo in aula ha spiegato "La mia è una richiesta di assoluzione per il diritto di Fabiano di ottenere ciò che chiedeva e per il diritto delle persone che si trovano nelle sue condizioni. Dalla morte di Fabiano a oggi numerose persone, non sono in grado di quantificare, qualche, poche decine, sono state aiutate ad andare in Svizzera a morire nella piena informazione delle istituzioni del nostro Stato e senza che mai fosse attivata l'azione penale obbligatoria, quindi evidentemente c'è qualcosa che viene considerato almeno di fatto un aiuto legittimo".

Gallo: "ora intervenga il Parlamento"

"La strada che abbiamo intrapreso - ha spiegato il legale Filomena Gallo - era giusta fin dall'inizio, grazie a Fabiano la Corte Costituzionale è intervenuta e oggi è arrivata l'assoluzione per Marco Cappato. Grazie alla Consulta quell'aiuto non è più punibile. Ci aspettiamo dal Parlamento una legge, il nostro lavoro continuerà fino a quando in Italia non saremo liberi fino alla fine".

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(23/12/2019 - Redazione)
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