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Il conflitto di interessi

Guida completa al conflitto di interessi dei titolari di una carica di governo. Quale legge lo regola, cosa prevede e quali sono le riforme attese
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di Valeria Zeppilli - Il conflitto di interessi indica una condizione in cui un soggetto al quale viene affidata una forte responsabilità decisionale è al tempo stesso titolare di interessi, siano essi di natura personale o professionale, che rischiano di compromettere l'imparzialità che invece lo stesso è tenuto a garantire. Nel nostro ordinamento è espressamente disciplinato il conflitto di interessi dei titolari di cariche di governo.

Indice:

  1. Cos'è il conflitto di interessi
  2. La normativa sul conflitto di interessi
  3. Conflitto di interessi e incompatibilità
  4. Conflitto di interessi: le dichiarazioni degli interessati
  5. Il ruolo dell'AGCM nei conflitti di interesse
  6. Il ruolo dell'AGCOM nei conflitti di interesse
  7. Il conflitto di interessi nel contratto di governo Lega/M5S

Cos'è il conflitto di interessi

Più nel dettaglio, il conflitto di interessi si estrinseca in due diversi modi: per incompatibilità o per incidenza sul patrimonio.

Il primo fa riferimento alle ipotesi in cui il titolare di una carica di governo che si trova in situazione di incompatibilità, nell'esercizio della funzione di governo, adotta un atto od omette un atto dovuto.

Il conflitto di interessi per incidenza sul patrimonio si ha invece quando il titolare di una carica di governo, adottando o partecipando all'adozione di atti collegiali, favorisce se stesso, il proprio coniuge o i propri parenti entro il secondo grado o le imprese o le società da tali soggetti controllate e, in tal modo, crea danno all'interesse pubblico.

La normativa sul conflitto di interessi

Il conflitto di interessi trova la propria fonte di regolamentazione nella legge numero 215/2004 che detta le norme per la sua risoluzione assicurando che i titolari di cariche governative, nell'esercizio delle loro funzioni, abbiano come unico obiettivo quello della cura e della tutela degli interessi pubblici.

Conflitto di interessi e incompatibilità

La predetta legge stabilisce quindi quali sono le incompatibilità che, se non rispettate, rischiano di determinare un conflitto di interessi.

In particolare si stabilisce che, nello svolgimento del proprio incarico, il titolare di una carica di governo non può:

"a) ricoprire cariche o uffici pubblici diversi dal mandato parlamentare, di amministratore di enti locali, come definito dall'articolo 77, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e da quelli previsti dall'articolo 1 e non inerenti alle medesime funzioni, ad esclusione delle cariche di cui all'articolo 1, secondo comma, della legge 13 febbraio 1953, n. 60;

b) ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate in enti di diritto pubblico, anche economici;

c) ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale;

d) esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati; in ragione di tali attività il titolare di cariche di governo può percepire unicamente i proventi per le prestazioni svolte prima dell'assunzione della carica; inoltre, non può ricoprire cariche o uffici, o svolgere altre funzioni comunque denominate, né compiere atti di gestione in associazioni o società tra professionisti;

e) esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico;

f) esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro privato".

I titolari delle cariche di governo

Si precisa che sono titolari delle cariche di governo, rispetto ai quali trova quindi applicazione la legge numero 215/2004:

- il Presidente del Consiglio dei ministri,

- i Ministri,

- i Vice Ministri,

- i sottosegretari di Stato,

- i commissari straordinari del Governo.

Conflitto di interessi: le dichiarazioni degli interessati

Una volta assunta la carica di governo, il titolare ha trenta giorni di tempo per dichiarare le situazioni di incompatibilità all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Entro i successivi sessanta giorni deve poi trasmettere i dati relativi alle proprie attività patrimoniali, che vanno aggiornati entro venti giorni in caso di variazione.

Se la situazione di incompatibilità riguarda i settori delle comunicazioni, sonore e televisive, della multimedialità e dell'editoria, anche elettronica, e quando i dati patrimoniali sono attinenti a tali settori le comunicazioni vanno rese all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il ruolo dell'AGCM nei conflitti di interesse

La legge assegna all'AGCM il compito di vigilare sul rispetto dei divieti conseguenti alla sussistenza di una situazione di incompatibilità e, in caso di inosservanza, di promuovere la rimozione o la decadenza dalla carica o dall'ufficio ad opera dell'Amministrazione competente o di quella vigilante l'ente o l'impresa; la sospensione del rapporto di impiego o di lavoro pubblico o privato e la sospensione dall'iscrizione in albi e registri professionali.

Il ruolo dell'AGCOM nei conflitti di interesse

L'AGCOM, invece, accerta che le imprese che agiscono nel settore del sistema integrato delle telecomunicazioni e che fanno capo al titolare di cariche di governo, al coniuge e ai parenti entro il secondo grado, o sono sottoposte al controllo dei medesimi soggetti, non pongano in essere comportamenti che forniscono un sostegno privilegiato al titolare di cariche di governo.

Il conflitto di interessi nel contratto di governo Lega/M5S

La problematica del conflitto di interessi, nonostante sia oggetto di un'apposita legge, è tuttavia ancora oggi oggetto di ampi dibattiti che la hanno portata a essere uno dei punti del contratto di Governo stipulato da Lega e Movimento 5 Stelle a seguito delle elezioni del 2018.

Il primo obiettivo enunciato in tale documento, in particolare, è quello di cambiare l'ambito di applicazione della disciplina del conflitto di interessi andando oltre il solo interesse economico sul presupposto che l'interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, idonea a influenzare l'esercizio obiettivo, indipendente o imparziale di una funzione pubblica si possa avere anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario.

L'altro fine esplicitato nel contratto di governo con riferimento al conflitto di interessi è di estendere l'applicazione della relativa disciplina a incarichi non governativi, interessando delle sue previsioni anche coloro che non ricoprono ruoli governativi ma che hanno comunque il potere e la capacità di influenzare decisioni politiche o decisioni che riguardano la gestione della cosa pubblica. Il riferimento va, ad esempio, ai sindaci delle grandi città e ai dirigenti delle società partecipate dallo Stato.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(06/08/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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