L'articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza. Ecco cosa stabilisce e che differenza c'è tra uguaglianza formale e sostanziale
donne e uomini con parola uguaglianza

di Valeria Zeppilli - L'articolo 3 Costituzione contiene uno dei principi fondamentali su cui si fonda il nostro ordinamento: quello di uguaglianza.

Articolo 3 Costituzione: il testo

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Tale articolo si compone di due commi.

Il principio di uguaglianza vero e proprio è sancito al primo comma, ove si legge che:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Il secondo comma, invece, individua il ruolo dello Stato nel garantire la piena applicabilità del predetto principio, stabilendo che:

"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Articolo 3: uguaglianza formale e sostanziale

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Da come emerge dai due commi appena analizzati, l'uguaglianza è innanzitutto formale, ovverosia dinanzi alla legge i diritti di un uomo e di una donna, così come quelli di un cattolico, un ateo o un mussulmano sono i medesimi e non subiscono alcuna discriminazione.

In molti casi, però, non è possibile raggiungere l'uguaglianza senza un intervento dello Stato che la garantisca rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che la limitano. Quando vengono posti in essere tali interventi, si parla di uguaglianza sostanziale.

Articolo 3 Costituzione: uguaglianza sostanziale esempi

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Ad esempio, tutti hanno il diritto di studiare, indipendentemente dalla propria condizione economica (uguaglianza formale), non tutti però hanno la possibilità economica di farlo. Lo Stato, quindi, può intervenire per garantire il diritto allo studio dei meno abbienti mettendo a disposizione delle borse di studio o delle agevolazioni economiche (così garantendo l'uguaglianza sostanziale).

Un altro esempio è quello delle quote rosa riservate alle persone di sesso femminile nell'accesso a certe cariche, che sono istituite proprio per garantire l'uguaglianza sostanziale tra i due sessi e rimuovere gli ostacoli di carattere socio-culturale che impediscono ancora oggi alle donne di essere considerate del tutto eguali agli uomini.

Per approfondimenti vai alla nostra guida di diritto costituzionale

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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(27/02/2020 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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