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Interesse pubblico

Cos'è l'interesse pubblico, la sua evoluzione nel corso degli anni, la differenza con gli interessi privati e la cura degli interessi da parte della P.A.
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di Lucia Izzo - L'interesse pubblico identifica l'interesse proprio della comunità a cui un ordinamento giuridico si riferisce, intesa come pluralità o collettività di individui che costituiscono tale comunità. Si tratta un'espressione assai di frequente utilizzata nel diritto amministrativo e la cui definizione appare difficile, posto che negli anni si sono succedute visioni assai diverse e divisioni tra filosofi, sociologi e studiosi in genere.

  1. La nozione di interesse pubblico
  2. L'interesse pubblico oggi
  3. Interessi pubblici e interessi privati
  4. L'amministrazione e gli interessi pubblici

La nozione di interesse pubblico

La ricostruzione storica dell'evoluzione del concetto di interesse pubblico appare, dunque, complessa. Fino agli anni '80 dello scorso secolo, l'interesse pubblico veniva rintracciato nel fine che ogni pubblica amministrazione avrebbe dovuto perseguire e attuare secondo il principio della massimizzazione dell'interesse primario, a fronte di tutti gli altri interesse cosiddetti secondari (dunque comprimibili e sacrificabili)

La qualificazione di un interesse come "pubblico" era affidata alle sole norme di legge, così come l'attribuzione della sua cura alla Comunità nazionale e alle comunità minori (province, comuni, ecc.) in virtù dei principi di autonomia e decentramento.

Dunque, l'ordinamento qualificava un interesse come pubblico in astratto e si procedeva poi a individuare un centro organizzativo pubblico predisposto alla sua cura a cui venivano conferite le competenze all'uopo necessarie.

L'interesse pubblico oggi

Oggi, invece, è venuta meno l'idea di una nozione unitaria di pubblico interesse: accanto a interessi pubblici "generali", sono emersi anche interessi pubblici "particolari", specifici, ascrivibili a singole amministrazioni e dunque parziali. Essendo interessi di settore, si ritiene che questi debbano essere gerarchicamente subordinati ai primi, non potendo su questi prevalere.

Sebbene appaia evidente come, in un determinato momento storico, assurgano a interessi pubblici alcuni interessi "generali", ovvero comuni a una generalità di persone appartenenti a un certo gruppo di riferimento che non potrebbero essere soddisfatti individualmente, viceversa, non è affatto detto che tutti gli interessi di carattere generale finiscano per essere considerati interessi pubblici.

Nel tempo, dunque, la nozione di interesse pubblico si è dovuta adeguare alla mutazione subita dalla Pubblica Amministrazione: non più complesso autoritativo e burocratico piramidale, ma "rappresentante" della comunità pluriclasse e inserita in un contesto non solo nazionale, bensì comunitario.

Si è giunti a parlare di "diritti di terza generazione" e "interessi pubblici emergenti", concetti correlati alla nuova visione di "Stato Comunità", in cui l'attenzione è spostata dall'ente pubblico alla comunità, e dalla nuova impostazione derivante dal Trattato di Maastricht e dal Trattato di Amsterdam.

Interessi pubblici e interessi privati

Appare evidente come, molto spesso, non sia agevole distinguere tra i interessi pubblici e privati dal punto di vista sociale ed economico: se i primi sono considerati interessi comuni a tutti, i secondi appaiono interessi esclusivamente individuali, contrapposti ai primi.

Tuttavia, nella pratica è difficile rinvenire interessi davvero comuni a tutti i membri di una comunità, dunque sarà ben possibile che vengano qualificati come pubblici interessi che siano a capo della maggioranza dei cittadini, ma non necessariamente di tutti, senza che manchino contrasti (ad esempio, l'interesse alla protezione ambientale può contrapporsi all'interesse all'occupazione).


In sostanza, un interesse pubblico altro non è che un insieme di interessi privati che, si auspicano, siano almeno tendenzialmente generali.

L'amministrazione e gli interessi pubblici

In virtù della difficoltà di rintracciare interessi comuni a tutti i membri della società dal punto di vista giuridico, gli interessi pubblici sono quelli qualificati tali dagli apparati politici e, talvolta, dalle stesse amministrazioni. Tuttavia, in questo secondo caso sarà sempre necessario che i poteri delle amministrazioni abbiano un fondamento giuridico-formale, in sostanza dovranno essere previsti dalla legge.

Deve, tuttavia, rammentarsi come la principale fonte del diritto del nostro ordinamento sia la Costituzione: questa rappresenta l'atto di indirizzo politico fondamentale, della quale bisognerà tenere preminentemente conto nell'operare le scelte politiche riguardanti gli interessi pubblici preminenti.

La cura dell'interesse pubblico

La cura dell'interesse pubblico è un'attività, pubblicistica o privatistica, affidata e posta in essere dalla pubblica amministrazione. Infatti, l'attività amministrativa, come confermato dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (n. 4/1999) si configura, non solo, quando l'amministrazione esercita funzioni e poteri pubblici, ma anche quando l'interesse pubblico concreto, ovvero le proprie finalità istituzionali, è perseguito attraverso un'attività sottoposta, in tutto o in parte, alla disciplina prevista per i rapporti tra i soggetti privati.
Anche se gli apparati politici hanno il compito preminente di definire gli interessi pubblici, ciò non significa essi siano in grado di definire e individuare puntualmente gli interessi da curare in tutte le diverse circostanze concrete nelle quali è richiesto lo svolgimento di un'attività amministrativa, così che questa possa ridursi esclusivamente allo svolgimento di un'attività totalmente vincolata.

Interessi di genere e interesse pubblico in concreto

Al contrario, gli atti di indirizzo politico assumono spesso carattere generale e, anziché individuare specificamente l'interesse pubblico da perseguire nei concreti casi della vita, definiscono interessi di genere (c.d. interessi pubblici primari) cui le amministrazioni dovranno dare particolare rilievo quando saranno chiamate a individuare in concreto l'interesse da preferire (discrezionalità amministrativa).
In pratica, anche se le amministrazioni sono chiamate a rispettare le indicazioni provenienti dagli apparati politici, anch'esse potranno scegliere tra i diversi interessi definendo, in ultima battuta, il c.d."interesse pubblico in concreto": a questo si giunge dopo un confronto tra i diversi interessi in gioco, pubblici e privati, nel caso di specie e conformandosi alle indicazioni concernenti l'interesse pubblico primario nonché ad altri principi e regole giuridiche.

(12/02/2019 - Lucia Izzo)

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