Bonus bebè 2017: la guida

Guida al bonus bebè 2017, la misura introdotta con la legge di stabilità 2015 per le famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo
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di Marina Crisafi - Tra gli aiuti messi in campo dal legislatore per il sostegno della natalità e delle famiglie, figura il cosiddetto bonus bebè. Vediamo in cosa consiste, a chi è rivolto e come fare domanda:

  1. Cos'è il bonus bebè
  2. A chi è rivolto
  3. A quanto ammonta il bonus bebè
  4. Come e quando fare domanda
  5. Quando si perde il diritto al bonus bebè

Cos'è il bonus bebè

La misura destinata alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un ISEE non superiore a 25mila euro, è stata istituita dalla legge di stabilità 2015 (art. 1 commi 125-129 legge 190/2014) e ha trovato attuazione con il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 27.2.2015.

La misura consiste in un assegno annuale corrisposto mensilmente a partire dal mese della nascita o di ingresso del figlio adottato o affidato e fino al terzo anno di vita del bambino (o dell'ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato).

A chi è rivolto

Possono beneficiare del bonus i nuclei familiari con un Isee in corso di validità non superiore a 25mila euro, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio.

Tra gli altri requisiti che occorre possedere da parte del genitore che presenta la domanda rilevano inoltre:

  • la cittadinanza italiana, di uno stato dell'Unione europea o il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero la carta di soggiorno per familiare di cittadino dell'Unione europea (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membro, o ancora, la carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro di cui all'art. 17, d. lgs. n. 30/2007;
  • la residenza in Italia;
  • la convivenza con il figlio (nello specifico, figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune).

A quanto ammonta il bonus bebè

L'importo del bonus bebè dipende dall'Isee del nucleo familiare:

  • 960 euro annui (80 euro al mese per 12 mesi) per chi ha un Isee superiore a 7mila euro annui e non superiore a 25mila;
  • 1.920 euro annui (160 euro al mese per 12 mesi) per chi ha un Isee non superiore a 7mila euro annui.

Il pagamento dell'assegno è effettuato mensilmente dall'Inps al richiedente a mezzo bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente. Qualora, la domanda è stata presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace di agire, il mezzo di pagamento prescelto deve comunque essere intestato al genitore.

Il pagamento è effettuato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se la domanda è stata presentata entro i 90 giorni previsti dalla legge, il primo pagamento comprende anche l'importo delle mensilità maturate fino a quel momento.

Come e quando fare domanda

La domanda per l'erogazione del bonus bebè va presentata dal genitore online all'Inps, di regola, una sola volta per ogni figlio (in caso di nascita o adozione di due o più minori occorre presentare una domanda per ciascuno) attraverso il servizio dedicato sul nuovo portale Inps, che permette di visualizzarne anche l'esito (accolta o respinta) nell'apposita sezione "Consultazione domande".

Per chi indica il proprio indirizzo pec all'atto della compilazione della domanda, il provvedimento di accoglimento o rigetto della stessa può essere ricevuto direttamente nella propria casella di posta elettronica certificata.

In alternativa, la domanda può essere presentata tramite:

  • contact center Inps al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Quanto ai termini, la domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso del minore affidato o adottato nel nucleo familiare.

Per poter richiedere l'assegno, inoltre, è necessario presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che va rinnovata l'anno successivo, a pena di sospensione dell'assegno finchè non ne viene presentata una nuova.

Quando si perde il diritto al bonus bebè

L'erogazione del bonus a favore del richiedente termina quando:

  • il figlio compie tre anni o si raggiungono tre anni dall'ingresso in famiglia;
  • il figlio raggiunge i 18 anni di età;
  • il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio in caso di trasferimento della residenza all'estero; Isee superiore a 25mila euro annui, revoca dell'affidamento; ecc.).

Altre cause di decadenza possono essere: il decesso del figlio; la revoca dell'adozione; la decadenza dall'esercizio della responsabilità genitoriale; l'affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda; ecc.

La perdita di uno dei requisiti per avere diritto al bonus deve essere comunicata dal genitore richiedente entro 30 giorni all'Inps. In caso di decadenza, da parte del richiedente, la domanda di assegno può essere presentata per lo stesso figlio dall'altro genitore, ovvero, nell'ipotesi di affidamento temporaneo, dall'affidatario.

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(18/09/2017 - Marina Crisafi)
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