Competenza per territorio

L'art. 413 c.p.c., al comma 2 e ss., disciplina la competenza per territorio relativamente alle controversie in materia di lavoro. I diversi commi in questione indicano una serie di criteri da applicare per individuare il giudice territorialmente competente.

Il giudice competente a trattare una causa di lavoro è quello nella cui circoscrizione è sorto il rapporto di lavoro oppure dove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore al momento della controversia o presso cui prestava la sua opera al momento in cui il rapporto è cessato (art. 413, comma 2, c.p.c.). Questi sono due fori alternativi. Il ricorrente, infatti,

può a sua scelta optare per l'uno o per l'altro secondo la propria convenienza. Tale competenza permane anche dopo un eventuale trasferimento dell'azienda o dopo la sua cessazione, sempre che il ricorso giudiziale sia proposto entro 6 mesi dal trasferimento o dalla cessazione suddette.

Per le controversie indicate al numero 3) dell'art. 409 c.p.c. ossia riguardanti i rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale e di collaborazione, è competente per territorio il giudice nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell'agente, del rappresentante di commercio o del titolare del rapporto di collaborazione (art. 413, comma 4, c.p.c.).

Per le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni è competente, invece, il giudice nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio a cui il lavoratore è addetto o lo era nel momento della cessazione del rapporto (art. 413, comma 5, c.p.c.).

L'ultimo comma dell'art. 413 c.p.c. specifica che sono nulle eventuali clausole che abbiano lo scopo di derogare alle norme sulla competenza per territorio. Infatti la competenza per territorio, così come disciplinata dall'art. 413 c.p.c., è esclusiva rispetto ai fori generali indicati dagli artt. 18 e ss. c.p.c. Ciò si desume dallo stesso art. 413 c.p.c. dove si specifica che le disposizioni dell'art. 18 c.p.c. si applicano solo se non trovano applicazione le norme del 413 ossia quando sono decorsi i sei mesi di cui al comma 3.

Per quanto riguarda l'inderogabilità delle norme relative alla competenza territoriale, va precisato che si tratta di una inderogabilità sui generis in quanto non accompagnata dalla possibilità di rilevare l'eventuale incompetenza in ogni stato e grado del giudizio, ma solo entro i limiti considerati all'art. 428 c.p.c. La dichiarazione dell'incompetenza viene poi effettuata con la sentenza prevista al comma 4 dell'art. 420 c.p.c. emessa dal giudice per la risoluzione delle questioni di competenza.

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