In ultima analisi, chiedono di «dotare ciascun seggio elettorale di un numero di mascherine chirurgiche congruo rispetto al numero di elettori iscritti nelle conferenti liste»

Mascherine e igienizzanti al voto, la diffida di Avvocati liberi

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Da Avvocati Liberi - United Lawyers for freedom - arriva la diffida e messa in mora al ministero dell'Interno e al ministero della Salute sull'utilizzo delle mascherine nei seggi elettorali. Secondo la normativa vigente domenica 12 giugno al voto per il referendum si dovrà andare indossando ancora la mascherina e igienizzando le mani.

La norma infatti, letteralmente prescrive: «Al momento dell'accesso nel seggio, l'elettore dovrà procedere alla igienizzazione delle mani con gel idroalcolico, messo a disposizione in prossimità della porta. Quindi l'elettore, dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l'identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, provvederà ad igienizzarsi nuovamente le mani. Completate le operazioni di voto, è consigliata una ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio».

La mancanza dei presupposti di legge

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Secondo Avvocati liberi, in particolare: «la data di svolgimento delle elezioni amministrative e quella, concomitante, dei referendum, erano note, rispettivamente, sin dal 31 marzo e dal 7 aprile c.a.; in quel periodo - come nell'attuale - non vi erano - né vi sono - particolari esigenze di cautela che impongano l'uso obbligatorio del dispositivo sanitario delle mascherine chirurgiche; anzi, l'evidente, noto scemare della pandemia da Sars Cov-2 ha preteso il netto affievolimento delle misure restrittive prima imposte, al punto da abolirne l'obbligatorietà finanche in contesti sociali e lavorativi connotati dalla contemporanea presenza di numeri spropositati di persone e, quindi, da evidenti situazioni di assembramento; conseguentemente, non si riescono a comprendere le ragioni che hanno indotto il governo all'adozione di un decreto legge in totale assenza dei conferenti presupposti di legge: lo stato di straordinaria necessità ed urgenza».

Le norme da non applicare

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La circolare n. 48/2022 «risulta palesemente discriminatoria ed ingiusta laddove, nell'imporre l'uso delle mascherine chirurgiche agli elettori che si recano ai seggi, non ne prevede la distribuzione gratuita, differentemente da quanto stabilisce, invece, con riguardo alla egualmente imposta igienizzazione delle mani». A ciò si aggiunga «che l'uso delle mascherine chirurgiche, oltre ad essere dannoso per la salute umana (come hanno dimostrato molteplici, recenti studi effettuati, per lo più, sulla popolazione scolastica) impedisce a coloro che non la tollerano per molteplici ragioni (anche -e specie- di carattere medico), l'esercizio del diritto di voto in conformità ai citati principi costituzionali che lo pretendono "personale, libero e segreto"» ed ancora «ulteriori studi scientifici, ormai pubblicati da tempo su riviste specializzate, hanno accertato finanche la inefficacia del dispositivo medico della mascherina chirurgica ai fini della prevenzione del virus da Sars-CoV-2».

Dunque «alla luce di tali ultime evidenze, non è superfluo rammentare alcuni, consolidati principi giurisprudenziali fissati dalla Suprema Corte, secondo i quali "L'elemento oggettivo del reato di attentato contro i delitti politici del cittadino, previsto dall'art.294 c.p., consiste in una condotta connotata da violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio dei diritti politici in senso stretto, correlati al diritto di elettorato attivo e passivo"».

Le richieste ai ministeri

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Gli Avvocati Liberi chiedono ai ministeri di: «Revocare, annullare e/o dichiarare inefficace, in autotutela, la Circolare n. 48/2022 - in via subordinata, comunque ferme le richieste che precedono, predisporre (e/o installare) in prossimità di ciascun sito elettorale, unitamente alle sezioni "interne", almeno un seggio "esterno" (all'aperto) i cui elettori non siano obbligati all'uso di alcun dispositivo sanitario, men che meno della mascherina chirurgica. O, in ultima analisi, a dotare ciascun seggio elettorale di un numero di mascherine chirurgiche congruo rispetto al numero di elettori iscritti nelle conferenti liste e porle gratuitamente a loro disposizione, al pari del "gel idroalcolico" così evitando il danno economico che, altrimenti, deriverebbe loro dall'acquisto del dispositivo sanitario».

Vedi anche:
- La diffida ad adempiere

Foto: 123rf.com
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