Le discussioni in Commissione Lavoro alla Camera per l'introduzione di nuovi meccanismi di flessibilità per la riforma delle pensioni
tre anziani su tre pile di soldi

Riforma pensioni, le discussioni in atto

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Per la riforma delle pensioni inizia ora il vero conto alla rovescia. Termina intanto la sperimentazione Quota 100 durata tre anni e che saluterà gli utenti a fine anno. Avanti tutta allora con i cambiamenti nel sistema previdenziale prestando attenzione al cosiddetto "scalone". L'obiettivo dell'Esecutivo è inserire la questione nella prossima legge di Bilancio, mentre si va avanti in commissione Lavoro. si cercherà di trovare una sintesi fra le posizioni dei diversi soggetti, per arrivare alla manovra con un occhio di riguardo alle nuove forme di flessibilità in uscita.

Riforma pensioni, proposte in campo

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A riportare una sintesi delle proposte è il Sole 24 Ore, che parte dal leghista Claudio Durigon che ha pensato al pensionamento anticipato al raggiungimento di 41 anni di contributi (compresi quelli figurativi) a prescindere dall'età (Quota 41). Si potrà rinunciare a questa opzione solo dovesse essere prorogata di un anno Quota 100 o sia attivato un fondo ad hoc per i pensionamenti anticipati con requisiti uguali o molto simili.

Soglia minima di 62 anni e una "massima" di 70 anni

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Serracchiani e Cantone (firmano invece una differente idea che punta alla "stabilizzazione" dell'Ape sociale, da estendere a nuove categorie di lavori gravosi, a rendere permanente Opzione donna, al ricorso a una "delega" per introdurre la pensione di garanzia per i giovani e alla riduzione della "soglia" di vecchiaia per le lavoratrici madri. L'idea di Renata Polverini (Fi) prevede di accedere al pensionamento per i lavoratori con almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi, a condizione che l'importo del trattamento non sia inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale e con una riduzione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto al limite dei 66 anni.

Dall'opposizione, con Rizzetto, arriva una ricetta simile: una soglia minima di 62 anni e una "massima" di 70 anni, oltre ad almeno 35 anni di contributi, con l'importo mensile dell'assegno non inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale e con penalizzazioni decrescenti sotto i 66 anni.

Tutte le proposte però dovranno fare i conti con i fondi necessari per sostenerle.

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