Chiesta la costituzione del comitato di emergenza per la Giustizia con l'obiettivo di elaborare strategie, formulare soluzioni, e chiedere interventi normativi urgenti mirati
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Giudici di pace, le ragioni dello sciopero della fame

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È in atto ormai da più di una settimana lo allo sciopero della fame da parte dei rappresentanti del Coordinamento magistratura giustizi adì pace. Una decisione maturata dopo la risposta del Ministro Bonafede all'interrogazione formulata dall'On.Andrea Del Mastro Delle Vedove secondo cui la magistratura di Pace e quella onoraria esisterebbe con finalità di «contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione delle retribuzioni della magistratura professionale». Affermazioni che, a detta del Coordinamento sono «dirompenti in quanto da un lato adombrano un utilizzo indiscriminato della categoria in contrasto non solo con l'art. 106 Cost, bensì con i principi di tutela dei lavoratori contenute nelle direttive europee; dall'altro affermano il principio secondo cui un potere dello Stato che determina in maniera significativa l'andamento gestionale ed economico dello Stato abbia interessi diversi da quelli precipui a cui è deputato, sicché va "aiutato" con cloni che esplichino in condizioni precarie le stesse mansioni, per le quali i magistrati vengono pagati» (vedi anche Magistrati onorari: le ragioni dello sciopero).

Giudici di pace, lavoro in condizioni discriminatorie

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Lo Stato, chiariscono ancora i giudici «a fronte della protesta pacifica posta in essere dalla categoria, piuttosto che ammettere di aver sbagliato e provvedere a inquadrare la categoria dei Giudici di Pace e dei Magistrati onorari, assume una posizione di minaccia, preferendo affrontare una valanga di ricorsi e una procedura di infrazione da parte dell'Europa con multe salatissime per gli italiani». Prende l'avvio da queste premesse «dal 15 dicembre 2020, in adesione e continuità alla protesta posta in essere dai got e vpo di Palermo e proseguita dai colleghi vpo di Napoli, lo sciopero della fame nelle persone del Giudice di Pace dott.Olga Rossella Barone del Foro di Napoli, dott.Antonella Giugliano del Foro di Barra e dott. Maria Cuomo del Foro di Nola».

Giudici di pace, la costituzione del comitato di emergenza per la Giustizia

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I giudici di pace chiedono inoltre la costituzione del comitato di emergenza per la Giustizia con l'obiettivo di «elaborare strategie, formulare soluzioni, e chiedere interventi normativi urgenti mirati proprio ad intervenire nelle situazioni emergenziali, con cui, purtroppo, dobbiamo cominciare a convivere. Interventi necessari innanzitutto per l'ufficio del Giudice di Pace, da riconsiderarsi nel suo ruolo di Ufficio di Giustizia di Prossimità e che dimostrino la volontà del Legislatore di avere a cuore l'efficienza della Giustizia, la tutela dell'avvocatura e i soprattutto i Diritti dei cittadini».

Giudici di pace, le richieste urgenti al Governo

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Di fronte a questa situazione, le promesse non bastano, così come i messaggi di vicinanza. In base alla sentenza della Corte costituzionale n 267 del 2020 che attesta l'identità di funzione nel giudicare inquadri giuridicamente la categoria dei giudici pace quella dei goti e vpo, nell'ultima nota stampa del 21 dicembre si legge la richiesta al presidente Conte, che intervenga «con decretazione d'urgenza», al riconoscimento dei lavoratori così come accertato. «Non rientriamo nella riforma Orlando - scrivono - chiediamo un intervento immediato e risolutore che ci garantisca una permanenza nel servizio fino all'età pensionabile con analogo trattamento economico e normativo alla magistratura di carriera nel rispetto dei principi costituzionali».

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