Bonus facciate 2020

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Come funziona e a quali interventi si applica il bonus facciate 2020 che consente una detraibilità dall'imposta lorda del 90% delle spese documentate
facciate di case
di Lucia Izzo - La manovra 2020, ai commi da 219 a 224, ha introdotto il c.d. "bonus facciate", un'agevolazione nei confronti dei contribuenti che effettuano determinati interventi per il decoro architettonico.
In conseguenza delle norme in esame, è stato disposto un incremento del Fondo per interventi strutturali di politica economica pari a 0,5 milioni di euro per l'anno 2020, 5,8 milioni di euro per l'anno 2021 e 3,6 milioni di euro annui dall'anno 2022 all'anno 2030.
Il bonus facciate rappresenta una detrazione aggiuntiva rispetto a tutte le altre sinora in vigore (ad esempio per le ristrutturazioni, ecobonus e bonus mobili).

Ecco come funziona:

Bonus facciate: di cosa si tratta

Sarà possibile beneficiare di una detraibilità dall'imposta lorda del 90% delle spese documentate, sostenute nell'anno 2020, relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici ubicati in specifiche zone.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Quali zone

Per quanto riguarda le zone, potranno beneficiare della detrazione gli interventi su edifici presenti nelle zone A o B del piano regolatore ai sensi del decreto ministeriale n. 1444 del 1968.

Nel dettaglio, la zona A include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

La zona B include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate (diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Quali interventi

Ferme rimanendo le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia edilizia e di riqualificazione energetica, sono ammessi al beneficio in esame esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Qualora i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio, gli interventi devono soddisfare specifici requisiti previsti dal D.M. del 26 giugno 2015 e del D.M. del 26 gennaio 2010.

Il primo reca un complesso di disposizioni in materia di certificazione, raccolta dei dati, monitoraggio sugli stessi, tra cui elementi essenziali e disposizioni minime comuni del sistema nazionale e regionale di attestazione della prestazione energetica degli edifici (comprese norme sull'APE e la relativa durata).

Il secondo, invece, ha riguardo ai valori di trasmittanza termica e ha aggiornato il decreto 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici, disponendo la revisione dei requisiti tecnici di ammissibilità.
(31/12/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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