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Attenti al cane: il cartello non basta

Ricorda la Cassazione che si tratta di un mero avviso che certo non esaurisce gli obblighi di custodia del proprietario
cartello attenti al cane su una vecchia porta

di Marina Crisafi - Il cartello "attenti al cane" non salva il padrone dalle sue responsabilità. Si tratta, infatti, di un mero avviso "della presenza del cane, che certo non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l'animale possa recare danni alle persone". Con queste parole la Cassazione (sentenza n. 17133/2017 sotto allegata), ha ribaltato la pronuncia di assoluzione dal reato di lesioni colpose nei confronti del proprietario di un cane di grossa taglia che, sfuggendo alla sua custodia, aveva morso il postino.

La vicenda

Nella vicenda, il giudice di pace di Palermo aveva assolto l'uomo dal reato di lesioni colpose ai danni del portalettere morso dal proprio cane. Secondo la ricostruzione dei fatti, il postino, con casco e divisa, giunto davanti al cancello dell'abitazione dell'imputato, sebbene invitato a non entrare dall'apposito cartello, trovando aperto aveva percorso il viale per porgere una busta nelle mani della figlia dell'imputato, venendo così aggredito dal cane che sfuggiva alla presa della stessa.

Per il giudice di pace, la "colpa" era del postino che pur avvertito di non entrare accedeva comunque alla proprietà privata. Il pm però proponeva ricorso sostenendo che l'ingresso del postino presso l'abitazione fosse un'attività assolutamente ordinaria e prevedibile da parte del proprietario dell'animale, il quale non poteva ritenersi esentato da responsabilità solo per aver apposto il cartello con la scritta "attenti al cane".

Cassazione, la scritta attenti al cane non salva il padrone

Per gli Ermellini il ricorso è fondato. "La pericolosità degli animali – ha affermato anzitutto la corte - non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante. Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l'animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all'interno dell'abitazione".

Per cui, il giudice di pace ha omesso di valorizzare, a carico del proprietario dell'animale, la circostanza che il cane non era stato adeguatamente custodito, tanto che aveva approfittato della momentanea apertura del cancello d'ingresso alla proprietà per liberarsi dalla presa, evidentemente non ferma, della figlia dell'imputato, aggredendo così il postino al braccio.

Inoltre, ad avviso del Palazzaccio, "il proprietario non può dirsi esonerato dal custodire adeguatamente l'animale dal sol fatto di aver apposto un cartello con la scritta 'attenti al cane'. Un tal genere di cartello – infatti - costituisce mero avviso della presenza del cane, che certo non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che l'animale possa recare danni alle persone, obblighi che andavano adempiuti assicurando il cane ad un guinzaglio o ad una catena, ovvero custodendolo in una zona del giardino che non gli consentisse di avvicinarsi agli estranei ovvero di scappare".

Da qui l'annullamento della sentenza. Parola al giudice del rinvio.

Cassazione, sentenza n. 17133/2017
(09/05/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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