La querela di falso proposta in via principale e quella presentata in via incidentale costituiscono due strumenti distinti e autonomi. Lo ha ribadito il Tribunale di Roma con la sentenza n. 9761 del 22 giugno 2026, precisando che l'art. 221 del codice di procedura civile non stabilisce alcun rapporto di subordinazione tra le due modalità di proposizione.
Il controllo del giudice cambia a seconda della procedura
Quando la querela è proposta in via principale, il giudice non deve verificare la rilevanza del documento ai fini della decisione, controllo richiesto invece per la querela incidentale dall'art. 222 c.p.c.
In questi casi è sufficiente accertare che il documento sia stato contestato nella sua autenticità, che sia stato utilizzato o possa essere utilizzato come mezzo di prova e che sia idoneo a produrre effetti nei confronti di chi promuove la querela, anche al di fuori di un processo già pendente.
La tutela dell'autenticità dei documenti
Secondo il Tribunale, il legislatore ha attribuito alla certezza dell'autenticità documentale un valore autonomo, consentendo di proporre la querela di falso anche indipendentemente da una causa in corso.
L'obiettivo dell'azione è eliminare l'efficacia probatoria di un atto pubblico o di una scrittura privata riconosciuta quando se ne contesta la genuinità. La querela può essere proposta nei confronti di chiunque possa utilizzare quel documento per far valere una propria pretesa, anche se non è l'autore della presunta falsificazione.
Differenze con il procedimento penale
La decisione evidenzia inoltre la distinzione tra il giudizio civile di falso e il procedimento penale.
Nel processo civile l'accertamento è diretto esclusivamente a verificare se il documento sia autentico o meno, mentre il procedimento penale ha anche la finalità di individuare il responsabile della falsificazione e di accertarne eventuali responsabilità penali.
Quando il documento può essere contestato
La querela di falso riguarda i documenti ai quali la legge attribuisce efficacia di prova legale, come gli atti pubblici e le scritture private riconosciute o legalmente considerate tali.
Infine, il Tribunale ricorda che la pendenza di una querela di falso proposta in via principale non determina automaticamente la sospensione di un altro processo nel quale sia stato prodotto lo stesso documento. La sospensione è necessaria solo quando l'accertamento sulla falsità costituisce un passaggio indispensabile per decidere la controversia principale.




