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Querela di falso in via incidentale

Che cos'è la querela di falso in via incidentale, come è disciplinato il procedimento, che cosa dispone la sentenza, come può essere impugnata
querela di falso fascicolo con martello
di Annamaria Villafrate - La querela di falso è un'istanza che ha lo scopo di accertare la falsità di un atto pubblico o di una scrittura privata riconosciuta o giudizialmente accertata. La finalità del procedimento è quindi di privare un documento della sua rilevanza probatoria, per annullare la possibilità che il giudice possa fondare la propria decisione su una prova falsa.

Querela di falso: finalità, proposizione e ruolo del PM

L'art. 221 c.p.c prevede che la querela di falso possa proporsi in via incidentale, ossia "in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato."

Riguardo alla proposizione della querela di falso in via incidentale proposta in appello, la Cassazione, con la sentenza n. 14153/2014 ha sancito il seguente principio di diritto: "il giudizio sulla querela di falso proposta in via incidentale nel giudizio di appello ai sensi dell'art. 355 c.p.c., che il giudice d'appello - se ritenga rilevante il documento impugnato di falso - deve rimettere al tribunale, dev'essere considerato come giudizio di primo grado. Ne discende che la sentenza resa su di esso è impugnabile in appello ai sensi dell'art. 339 c.p.c. e non con il ricorso per cassazione, con la conseguenza che il ricorso per cassazione contro di essa proposto dev'essere dichiarato inammissibile".

Dal punto di vista formale, la querela deve contenere, a pena di nullità, gli elementi e le prove della falsità. Essa inoltre deve essere proposta dalla parte personalmente o a mezzo procuratore speciale, con dichiarazione da unire al verbale di udienza. Nel processo deve intervenire obbligatoriamente il Pubblico Ministero perché nella fase di accertamento del falso è coinvolto l'interesse generale all'intangibilità della pubblica fede dell'atto.

Recente Cassazione, con ordinanza n. 22979/2017 ha spiegato i motivi per i quali l'intervento del Pubblico Ministero è necessario solo nella sola fase di accertamento, "poiché soltanto con l'effettiva promozione di accertamenti della falsificazione denunciata si coinvolge il generale interesse all'intangibilità della pubblica fede dell'atto, che l'organo requirente è chiamato a tutelare, tant'è che, a norma dell'art. 222 c.p.c., quando è proposta querela di falso in corso di causa, deve essere interpellata la parte che ha prodotto il documento, non anche le altre parti del giudizio" (Cass. n. 12444/2000; Cass. n. 5902/2002).

Il procedimento per querela di falso in via incidentale

L'art. 222 del c.p.c. disciplina la fase di ammissione della querela di falso, in cui il giudice, prima di esprimersi sulla querela di falso, è tenuto a consultare la parte che ha prodotto il documento, per sapere se costui intende utilizzarlo in giudizio. In caso di risposta negativa, il documento non può essere utilizzato a fini probatori in giudizio. In caso di risposta positiva, invece, il giudice, se ritiene il documento rilevante, accoglie l'istanza della querela di parte con ordinanza istruttoria che, come tale, è sottoposta alle regole delle ordinanze che decidono sulla ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova. Nel corso della stessa udienza o in quella successiva il giudice emette il provvedimento con cui si ammette la querela di falso e stabilisce altresì quali prove ammettere e le modalità e i termini della loro assunzione.

L'art. 223 c.p.c. prevede invece le formalità da adempiere nel corso dell'udienza in cui la querela di falso è presentata. La norma prevede infatti che è necessario formare specifico processo verbale di deposito del documento impugnato nelle mani del cancelliere, che deve essere redatto in presenza del pubblico ministero e delle parti, e "deve contenere la descrizione dello stato in cui il documento si trova, con indicazione delle cancellature, abrasioni, aggiunte, scritture interlineari e di ogni altra particolarità che vi si riscontra. Il giudice istruttore, il pubblico ministero e il cancelliere appongono la firma sul documento. Il giudice può anche ordinare che di esso sia fatta copia fotografica."

In merito alle conseguenze derivanti dalla mancato rispetto di alcune formalità previste dal procedimento di querela in via incidentale si è espressa la Cassazione, con la sentenza n. 19727/2003, stabilendo che: "… sia il processo verbale di deposito del documento, con le firme del G.I., del P.M. e del Cancelliere, sia il provvedimento di sequestro del documento relativamente al quale sia stata proposta querela di falso sono rimessi alla discrezionalità del giudice che deve adottarli, ove ne ravvisi la necessità, in relazione alla peculiarità del caso concreto, senza peraltro che dalla legge siano comminate sanzioni di nullità per il mancato adempimento di tali incombenti, essendo questi posti in funzione della attività ordinatoria da esplicarsi per giungere alla soluzione della controversia (Cass. 16.5.1990 n. 4236; 7.3.1984 n. 1593)."

Può accadere che, il documento impugnato di falso si trovi presso un depositario, e non sia quindi nella materiale disponibilità di chi intende avvalersene. In questo caso, ai sensi dell'art. 224 c.p.c. il giudice istruttore può disporne il sequestro con le modalità previste dal codice di procedura penale, dopo di che si redige il processo verbale.

Può inoltre verificarsi che il documento non possa essere depositato in cancelleria. In questo caso il giudice dispone le necessarie cautele per la sua conservazione e redige il processo verbale alla presenza del depositario, nel luogo in cui si trova il documento.

La sentenza sulla querela di falso: competenza e contenuto

Conclusa la fase istruttoria, poiché la competenza a decidere sulla querela di falso spetta al Tribunale in composizione collegiale, il comma 2 dell'art. 225 c.p.c. prevede che, proprio nel rispetto di questa regola procedurale, il giudice istruttore:

  • sospende il giudizio e rimette le parti al collegio per la decisione finale sulla querela di falso;
  • rimette la causa al collegio per la decisione sulla querela e per il merito;
  • scinde il merito della causa proseguendo il giudizio solo sulle domande che non dipendono dalla decisione sul documento falso e rimettendo la decisione sulla querela al collegio.

La Cassazione, Civile, con ordinanza n. 12035 del 16/05/2017, si è pronunciato sulla controversa questione dei rapporti tra giudizio incidentale e processo principale, ossia per quanto tempo si protrae la sospensione del procedimento principale: se fino al passaggio in giudicato della sentenza di falso o fino alla sentenza di primo grado. La Corte ha risposto al quesito sancendo il seguente principio di diritto: "una volta intervenuta la decisione del collegio in ordine alla querela di falso proposta in via incidentale, il giudizio sulla causa di merito, sospeso ex lege, deve riprendere e il giudice ha facoltà di disporne la sospensione solo se la sentenza sul falso venga impugnata".

Per quanto riguarda il contenuto della sentenza che decide sulla querela di falso, l'art. 226 c.p.c dispone che, in caso di rigetto della querela di falso, il collegio con sentenza

  • ordina la restituzione del documento e dispone che il cancelliere faccia menzione della sentenza sull'originale del documento o sulla copia prodotta al suo posto;
  • condanna il querelante a una pena pecuniaria non inferiore a due euro e non superiore a venti euro.

Se invece la la sentenza ha accertato la falsità del documento il collegio, anche d'ufficio,"dà le disposizioni di cui all'articolo 537 del codice di procedura penale", il quale dispone che:

  • la falsità dell'atto o del documento, deve essere dichiarata nel dispositivo della sentenza di condanna;
  • sia ordinata con il dispositivo la cancellazione totale o parziale,
  • secondo le circostanze e, se è il caso, la ripristinazione,
  • la rinnovazione
  • o la riforma dell'atto o del documento, con la indicazione anche del modo con cui deve essere eseguita.

A queste attività però la norma pone un limite: esse infatti non possono essere ordinate se c'è la possibilità di pregiudicare interessi di terzi che non sono intervenuti, in qualità di parti, nel procedimento.

Il comma 4 dell'art 537 c.p.p dispone inoltre che :"Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso di sentenza di proscioglimento."

I mezzi di impugnazione

La sentenza che si pronuncia sulla querela di falso può essere impugnata con i normali mezzi di impugnazione, essa inoltre, ai sensi del comma 3 art. 537 c.p.p. " … è impugnabile, anche autonomamente, con il mezzo previsto dalla legge per il capo che contiene la decisione sull'imputazione. "

Spese del giudizio in via incidentale

Recente Cassazione, con la sentenza n. 15642/2017 ha sancito importanti principi di diritto in tema di spese del giudizio incidentale per querela di falso:

  • "il giudice della querela di falso in via incidentale, proposta contro una scrittura privata precedentemente verificata nel giudizio principale con una c.t.u. quanto alla provenienza della sottoscrizione, legittimamente procede, statuendo sulle spese del procedimento incidentale, alla liquidazione delle spese di detta c.t.u., in quanto l'attività svoltasi con la verificazione ed il suo risultato risultano ex post comunque strumentali al procedimento incidentale e, quindi, la liquidazione è giustificata dall'applicazione del principio di causalità";
  • "il valore della causa incidentale di querela di falso deve ritenersi indeterminabile, perché il "valore" connesso ad una controversia sulla falsità di un documento non risulta determinabile, giacché esso è connaturato: a) sia al significato del risultato finale che la controversia di falso è diretta a raggiungere, che è quello di eliminare la verità del documento anche al di là dell'utilizzo nella controversia in cui la querela è incidentalmente insorta; b) sia alle possibili implicazioni al di fuori del processo dell'accertamento della falsità, che sono immaginabili nonostante che la sentenza che accerta la falsità non metta capo all'accertamento dell'autore del falso a o meno della falsità".
Leggi anche la guida La querela di falso

(13/01/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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