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BRICIOLE DI DIRITTO: Seconda settimana di settembre. Dal ristoratore che deve risarcire il cliente inciampato sul gradino rotto alla condanna per ingiuria di chi dice a una donna 'sei una nave scuola'

BRICIOLE DI DIRITTO: aggiornamenti flash sulle novità giurisprudenziali della settimana
A cura dell'Avv. Barbara Pirelli del Foro di Taranto; email: barbara.pirelli@gmail.com

Di questa autrice vedi la fan page Diritto & Photo dedicata all'associazione tra l'informazione giuridica e l'arte pittorica e fotografica.

Immagine di copertina: opera d'arte di Giampaolo Casarini- Bologna-

Questa settimana: etilometro, attenzione a non usare prodotti contenenti alcool; ad una donna non si può dire "sei una nave scuola"; una rana ritrovata nell'impasto del salame? Il produttore condannato a risarcire i danni non patrimoniali ad una famiglia.
Ed ancora: Il ristoratore deve risarcire il cliente che inciampa sul gradino rotto; Off limit le parole "sei una nave scuola"; Chi compra un computer non è obbligato ad accettare il sistema operativo della "casa madre"; Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere: basta un preventivo per risarcire i danni del mezzo; Cassazione: l'assegno di mantenimento va versato al giusto indirizzo; Tribunale di Catanzaro: illegittima la cartella esattoriale se non è stata notificata la sentenza di rigetto della opposizione alla contravvenzione.

Qui di seguito 39 micro sentenze.

1.Anche la Corte Europea dice no ai pignoramenti delle "prime case".
Il diritto di abitazione  e' un diritto intangibile e tutelato anche dall'Unione Europea la quale con una recente sentenza  ha disposto che: il giudice può bloccare provvisoriamente la Banca o la Finanziaria che mette all'asta la casa se nel contratto sono presenti delle clausole abusive".
Le clausole abusive sono sostanzialmente quelle che la banca fa firmare al cliente ma che sono comunque  vietate dalle direttive UE.
Prima della Corte Europa anche il nostro Parlamento con il decreto del fare, (decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito, con modifiche, in legge 9 agosto 2013, n. 98, ieri 10.09.2014) si è attivato mettendo un freno ai pignoramenti sulle prime case.
Corte di Giustizia Europea n. C-34/13

2.Non serve l'autorizzazione del giudice tutelare per riscuotere le somme derivanti da "indennità di frequenza" in favore del minore disabile.
Nel caso affrontato dal Tribunale di Milano una coppia di genitori si era rivolta al giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione all'incasso delle somme derivanti dall'indennità di frequenza in favore del figlio minore disabile.
Il giudice ha ritenuto, leggendo il termine "capitali"contenuto nella disposizione di cui all'art. 320 c.c., che per capitali devono intendersi le a somme versate una tantum e destinate a produrre frutti nel lungo periodo.
Invece, le somme erogate periodicamente, come quelle relative all'indennità di frequenza o di accompagnamento sono utilizzate direttamente per l'assistenza e la cura dei figli minori portatori di handicap.
Questa indennità è finalizzata per legge a consentire ai minori disabili di frequentare corsi scolastici o di formazione o di svolgere  trattamenti terapeutici o riabilitativi, quindi, non è neppure richiesta la prescrizione sul reimpiego delle somme da parte del Giudice.
Tribunale di Milano decreto del 31 ottobre 2013

3.I dipendenti ritardatari non hanno "più tempo per recuperare".
La nostra vita frenetica ci porta a fare continuamente i conti con l'orologio che guardiamo in continuazione soprattutto quando abbiamo appuntamenti o orari lavorativi da rispettare.
C'è gente invece che non ha la cognizione del tempo e anche per andare a lavoro dilata il tempo arrivando spesso in ritardo.
Bene questo tipo di atteggiamento non può più essere perdonato, cioè il dipendente che arriva in ritardo non potrà più recuperare il ritardo trattenendosi,oltre l'orario di lavoro, per recuperare il tempo perso.
Una bella bacchettata arriva dalla Corte di Cassazione che stabilisce che il ritardo non può più essere scusato e comporterà la diminuzione della retribuzione in proporzione alla prestazione lavorativa non espletata.
Nel caso de quo nei confronti di un dipendente delle Poste Italiane e' stata confermata la legittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio inflitta per il mancato rispetto dell'orario di lavoro nonché la condanna dello stesso alla restituzione della somma percepita per l'orario non osservato.
Corte di Cassazione sentenza n. 18462 del 29 agosto 2014

4.Etilometro: attenzione a non usare prodotti contenenti alcool.
Un ragazzo fermato da una pattuglia all 'uscita di una discoteca veniva sottoposto al test dell'etilometro risultando positivo. 
In sede di giudizio veniva sottolineato che il ragazzo aveva usato uno spray contenente etanolo.
In questo caso la tesi difensiva non ha retto mentre si è salvato da una condanna per intervenuta 
prescrizione. 
Corte di Cassazione sentenza n. 36885 del 4 settembre 2014

5.L'assegno divorzile può essere determinato sulla base della durata del matrimonio senza considerare analiticamente I criteri indicati dall'art. 5 della l. n. 898/1970.
Nella vicenda in oggetto la moglie ricorreva in Cassazione avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma che le aveva riconosciuto un assegno mensile di appena 200 euro.
La donna lamentava che tra lei e il marito c'era una sproporzione dei redditi, il marito infatti aveva un reddito 16 volte superiore al suo.
La Suprema Corte però ha ritenuto congruo l'assegno di mantenimento considerando la breve durata del matrimonio e l'autonomo lungo percorso di vita vissuto da ciascuna delle parti prima del divorzio. 
Dunque non c'è stata,così come sosteneva la donna, una erronea valutazione dei criteri indicati dal sesto comma dell'art. 5 della l. n. 898/70, con particolare riferimento all'errata considerazione dei redditi propri e dell'assenza di valutazione comparativa dei medesimi elementi in capo all'ex marito.
Corte di Cassazione ordinanza n. 18722 del 4 settembre 2014

6.Un vicino molesto.
Vivere in un condominio non è sempre così facile perché spesso può capitare, per una sorte avversa, di avere a che fare con un vicino molesto che, per invidia o per puro spirito di frustrazione si metta a fare i dispetti.
Bene alcune situazioni sono davvero pesanti da sopportare perché i dispetti possono essere innumerevoli, come lasciare la spazzatura accanto alla porta del vicino, gettare oggetti come uova  o sciorinare la tovaglia facendo cadere le briciole nel balcone ecc. 
Dunque, in casi limite come questi un atteggiamento petulante e persecutorio comporta una responsabilità penale per il vicino molesto; si configura infatti il reato di molestia tutte le volte in cui la condotta e' ripetuta nel tempo e non è limitata ad episodi isolati.  
Si ricorda inoltre che può configurarsi anche il reato di stalking condominiale quando le condotte oltre ad essere  moleste creano nella vittima uno stato di ansia e pressione psicologica .
Corte di Cassazione sentenza  n. 31622 del 17 luglio 2014.

7.Attenti al gradino!!!
Andare in un ristorante può costare caro ma non sempre per il "conto salato" in alcuni casi e' il ristoratore a dover pagare al cliente e questo accade quando il cliente all'interno del locale subisce dei danni.
E' il caso di un signore che recatosi in un ristorante cadeva rovinosamente al suolo,a causa di un gradino rotto, riportando postumi permanenti.
Il ristoratore ha dovuto corrispondere sia il danno biologico sia quello morale. 
Corte di Cassazione Ordinanza n. 18101 del 21 agosto 2014

8.Un certificato medico non basta per evitare di comparire in giudizio.
Secondo questa sentenza della Cassazione il semplice certificato medico,che attesti una qualche patologia, non è sufficiente a giustificare l'assenza di una persona chiamata in giudizio.
Il giudice può fare ricorso a nozioni di comune esperienza per accertare  l'effettiva impossibilità di comparire in giudizio del soggetto dichiaratosi ammalato.
Corte di Cassazione sentenza n. 36414 del 29 agosto 2014

9.Morte per fuga di gas: chi ne risponde?
Molto spesso accade, nel periodo invernale, di sentire notizie circa la morte di alcune persone  che rimangono vittime per via di fughe di gas, derivate da cattiva manutenzione dell'impianto di riscaldamento . 
Secondo una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa, in questi casi la responsabilità penale ricade non solo sull' installatore ma anche sul legale rappresentante della società immobiliare che prima della consegna dell'abitazione non si sia accertato che l'impianto fosse a norma.
 Corte di Cassazione sentenza n . 36445 del 1 settembre 2014

10.Ad una donna non si può dire "sei una nave scuola" e ' altamente offensivo.
Quando un matrimonio finisce tutto l'amore indissolubile giurato davanti a Dio diviene friabile se attraversato da crisi relazionali profondissime. Ci si fa del male e spesso sono le parole a farlo; quindi attenzione alle parole pronunciate. Per la Cassazione e' vietato paragonare le donne alle "navi scuola", con riferimento alla vastità delle loro trascorse relazioni amorose. Un modo come un altro per dire "sei navigata".
Nel caso di specie un ex marito siciliano  quando vedeva la moglie separata, nei primi tempi della rottura, aveva il brutto vizio di dirle "sei una nave scuola" sottolineando il fatto che la donna avesse avuto una serie di amanti.
Secondo la Suprema Corte l'uso di questa frase ha un significato altamente offensivo in base al comune sentire della maggior parte delle persone. 
Corte di Cassazione sentenza n. 37506 del 11 settembre 2014

11.Addebito della separazione: "e' tutta colpa tua"
Quando un matrimonio arriva al capolinea ciascun coniuge cerca di scaricare all'altro le responsabilità per la fine del vincolo matrimoniale.
Così si cerca di raccogliere quante più prove possibili al fine di ottenere in sede di separazione una pronuncia di addebito nei confronti del coniuge.
Ma non è così insolito che la rottura del matrimonio sia dovuta a colpe reciproche dei coniugi che hanno determinato quindi un collasso relazione del matrimonio.
In questi casi quindi l'addebito della separazione sarà conferito ad entrambi con la conseguenza che nessuno "avrà vinto" e che ciascuno provvederà al proprio mantenimento", perché l'intollerabilità della convivenza e' dipesa da entrambi.
Corte di Cassazione sentenza n.19002 del 10 settembre 2014

12.Patto tra coniugi per trasferire la casa al figlio.
E' assolutamente valido l'accordo stipulato da entrambi i coniugi, nella fase di separazione, che prevede nel caso di divorzio che il padre trasferisca al figlio la proprietà della casa di famiglia.
Dunque,secondo giurisprudenza consolidata  i coniugi hanno una certa autonomia negoziale salvo non vi sia un contrasto con l'interesse dei minori o dei soggetti più deboli. 
In parole semplice significa che con questo accordo il padre si impegna giuridicamente e non può dunque, in caso di divorzio, venire meno alla parola data; di conseguenza questo accordo non può essere impugnato dai coniugi al massimo potrebbero avanzare delle critiche il pubblico ministero o un curatore speciale nominato dal giudice. 
Corte di Cassazione sentenza n. 18066 del 20 agosto 2014

13.Tribunale di Brindisi: una carcassa di rana ritrovata nell'impasto di un salame? Produttore va condannato al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti da una famiglia.
L'oggettiva presenza all'interno dell'insaccato di un corpo estraneo ha dimostrato che la ditta produttrice non ha eseguito la lavorazione del salume a regola d'arte, adottando adeguati standard di diligenza professionale.
Tribunale di Brindisi  dott.ssa Maria Consolata Moschettini, la sentenza n. 1131 del 2014

14.Condominio: l 'inquilino paga le spese di amministrazione?
Una sentenza della Cassazione sul punto ha precisato che: l 'inquilino non è tenuto a sopportare il pagamento e gli oneri accessori per le spese di amministrazione. Il conduttore deve solo corrispondere la quota mensile mentre non gli competono le spese relative al  compenso per l'amministratore, spese di contabilità e cartoleria ecc.
Corte di Cassazione sentenza n. 15482 del 2014

15.Adozione di minore.
I minori che vivono in un contesto familiare problematico, tale da determinare un loro stato di abbandono, possono essere dati in adozione. 
La scelta di sottrarre i minori dalla loro famiglia per darli in adozione deve essere una soluzione estrema.
E' opportuno, infatti, esaminare sia le figure genitoriali e anche i parenti prossimi, come i nonni, prima di procedere alla dichiarazione di adottabilita'.
Si sceglierà l'adozione solo nell'ipotesi in cui il minore si trovi in uno stato di abbandono al punto tale che restare nella dimensione familiare  può pregiudicare il suo sviluppo psicofisico.
Ciò significa che anche se i genitori o i parenti prossimi si battono affinché il minore rimanga in famiglia  questo buoni propositi non bastano per evitare l'adozione, soprattutto se non ci sono concrete prospettive tali da superare lo stato di abbandono.
Corte di Cassazione sentenza n. 19006 del 10 settembre 2014

16.Chi compra un computer non è obbligato ad accettare il sistema operativo installato dalla "casa madre".
Davvero interessante e' questa pronuncia della Cassazione che pochissimi giorni fa ha chiarito un concetto relativo all'acquisto di un computer.
Gli Ermellini hanno puntualizzato che: "chi acquista un personale computer sul quale sia stato installato un sistema operativo di serie ha diritto al rimborso del costo del software se non clicca sull'accettazione della licenza d'uso. 
Dunque, può tenere il computer (cioè l'hardware) ma potrà tranquillamente restituire il software potendo ottenere indietro la parte di prezzo ad esso riferibile.
In questo modo, un consumatore fiorentino ha ottenuto il rimborso di 140 euro per non aver voluto installare, accettando la licenza d'uso, il software inserito dalla casa produttrice.
In questo modo si cerca di scoraggiare quella politica commerciale che tende ad installare i soliti software creando quindi una sorta di monopolio.
Corte di Cassazione sentenza n. 19161 dell' 11 settembre 2014

17.Violazione della privacy.
Come tutti sanno con il termine "Privacy"si intende il diritto alla riservatezza della propria vita privata, in buona sostanza ogni persona ha diritto ad essere lasciata in pace senza che ci sia l'intrusione di qualche disturbatore molesto che utilizzi in maniera scriteriata i dati personali .
In buona sostanza ciò significa che tutti quei dati o documenti riguardanti una persona non possono essere utilizzati in maniera indiscriminata salvo specifiche autorizzazioni.
In merito a ciò, la Suprema Corte ha ritenuto che vi sia stata la violazione della privacy da parte della controparte che, nella decisione di una causa, ha utilizzato le foto a seno nudo di una donna che invece aveva dato la sua autorizzazione con riferimento alle foto solo a fini scientifici.
Quindi nel caso in oggetto c'è stata una violazione delle normativa sulla riservatezza
(artt. 7 e 26, d.lgs. n. 193/2003) perché la pubblicazione di queste foto e' stata del tutto irrilevante per l'esercizio del diritto di difesa.
Corte di Cassazione sentenza n. 19172 dell' 11 settembre 2014

18.Mani in alto questa e' una rapina!!!
Quante volte abbiamo sentito dire questa frase in films di azione ma certamente nessuno vorrebbe essere lo spettatore di una scena simile magari facendo la fila alla posta o in banca.
Quando è in corso una rapina c'è davvero da aver paura soprattutto se eseguita a mano armata.
Bene con riferimento al reato di "porto illegale di armi" la Cassazione, con una sentenza di pochi giorni fa, ha precisato che che tutti coloro i quali partecipino ad una rapina, quindi non solo gli autori materiali ma anche chi vi partecipa passivamente facendo ad esempio  "il palo", rispondono del reato suddetto proprio perché "l'ideazione dell'impresa criminosa comporta anche  il momento rappresentativo del loro impiego."
Corte di Cassazione sentenza n. 37530 del 12 settembre 2014

19.Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere: basta un preventivo per risarcire i danni da circolazione stradale .
La storia giudiziaria vede come protagonista  un automobilista che alla guida della sua Mercedes, percorrendo un tratto autostradale, giunto in un punto ben preciso, dove mancava la rete di recinzione entrava in collisione con un cane di grossa taglia che attraversava l'autostrada in  direzione trasversale da sinistra verso destra. 
Il mezzo subiva ingenti danni per la complessiva somma di € 7.188,38. Questi danni venivano provati con  un preventivo oltre che da rilievi fotografici.
L'automobilista chiedeva un ulteriore voce di danno con riferimento al fermo tecnico e alle spese di rimozione e trasporto.
I danni sono stati risarciti sulla base del preventivo prodotto oltre alla documentazione fotografica, alle dichiarazioni rese dai testi e alle rilevazioni effettuate dalla Polizia Stradale.
In merito al fermo tecnico il giudice ha liquidato poi un somma di euro 500,00 richiamando un orientamento della Corte di Cassazione secondo cui "è possibile la liquidazione equitativa del danno da fermo tecnico anche in assenza di prova specifica in ordine allo stesso".
Per risarcire il fermo tecnico e' sufficiente che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche prescindere dall'uso effettivo a cui esso era destinato. 
Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere n. 2808 del 2014.

Vanno bene le bugie ma se queste contengono accuse infondate nei confronti di persone innocenti si risponde del reato di calunnia
E ' quello che è successo ad un uomo che accusato di furto, per difendersi dall 'azione commessa ha accusato terze persone che sapeva 
innocenti. In questo modo si travalica il diritto alla difesa, configurando così il reato di calunnia.
Corte di Cassazione sentenza n. 37487 dell' 11 settembre 2014

21.Reato di abbandono di persone incapaci.
Come diceva Ovidio: “Un tempo era grande il rispetto per una testa ricoperta di capelli bianchi.” 
Che dire, non tutti si comportano con rispetto e delicatezza nei confronti delle persone anziane e questo spesso accade proprio nei luoghi che dovrebbero prendersene cura come le case di riposo.
Il proprietario di una casa di riposo è stato condannato per abbandono di persone incapaci perché la struttura era fatiscente e all'interno sono stati ritrovati farmaci scaduti; inoltre gli anziani erano in numero maggiore rispetto alla capienza della casa di riposo. 
Corte di Cassazione, sentenza n. 37444 del 10 settembre 2014

Per ottenere l'addebito della separazione e' necessario provare le cause che non devono restare mere illazioni. 
In questa vicenda e' accaduto che il marito abbia giustificato l'allontanamento dalla casa familiare per via della gelosia della moglie; per questo motivo aveva chiesto l'addebito perché la donna con il suo atteggiamento aveva reso intollerabile la convivenza.
Ma la tesi del marito non ha retto perché la moglie,dalla ricostruzione dei fatti, e' riuscita ad ottenere l'addebito dimostrando che l'uomo era andato via da casa a causa della relazione extraconiugale che egli intratteneva all'epoca.
Corte di Cassazione sentenza n. 18871 dell' 8 settembre 2014

23.Assegno di divorzio: non si può ottenere sempre.
Con questa sentenza la Corte di Cassazione precisa che nell'ipotesi in cui, in sede di separazione, la moglie rinuncia a chiedere l'assegno di mantenimento al marito, non può poi chiedere l'assegno divorzile salvo che provi il peggioramento delle sue condizioni economiche. 
Di conseguenza, se non prova in concreto il peggioramento delle condizioni economiche deve ragionevolmente presumersi che la vantaggiosa situazione prospettata dalla moglie in tempo di separazione sia rimasta inalterata. 
Nel caso in oggetto la ex moglie viveva con un altro uomo,  dal quale aveva avuto un figlio e con il quale condivideva lo svolgimento di una attività commerciale.
Corte di Cassazione sentenza n. 23079 del 10 ottobre 2010

24.I dipendenti ritardatari non hanno "più tempo per recuperare".
La nostra vita frenetica ci porta a fare continuamente i conti con l'orologio che guardiamo in continuazione soprattutto quando abbiamo appuntamenti o orari lavorativi da rispettare.
C'è gente invece che non ha la cognizione del tempo e anche per andare a lavoro dilata il tempo arrivando spesso in ritardo.
Bene questo tipo di atteggiamento non può più essere perdonato, cioè il dipendente che arriva in ritardo non potrà più recuperare il ritardo trattenendosi,oltre l'orario di lavoro, per recuperare il tempo perso.
Una bella bacchettata arriva dalla Corte di Cassazione che stabilisce che il ritardo non può più essere scusato e comporterà la diminuzione della retribuzione in proporzione alla prestazione lavorativa non espletata.
Nel caso de quo nei confronti di un dipendente delle Poste Italiane e' stata confermata la legittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio inflitta per il mancato rispetto dell'orario di lavoro nonché la condanna dello stesso alla restituzione della somma percepita per l'orario non osservato.
Corte di Cassazione sentenza n. 18462 del 29 agosto 2014

25.Non serve l'autorizzazione del giudice tutelare per riscuotere le somme derivanti da "indennità di frequenza" in favore del minore disabile.
Nel caso affrontato dal Tribunale di Milano una coppia di genitori si era rivolta al giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione all'incasso delle somme derivanti dall'indennità di frequenza in favore del figlio minore disabile.
Il giudice ha ritenuto, leggendo il termine "capitali"contenuto nella disposizione di cui all'art. 320 c.c., che per capitali devono intendersi le a somme versate una tantum e destinate a produrre frutti nel lungo periodo.
Invece, le somme erogate periodicamente, come quelle relative all'indennità di frequenza o di accompagnamento sono utilizzate direttamente per l'assistenza e la cura dei figli minori portatori di handicap.
Questa indennità è finalizzata per legge a consentire ai minori disabili di frequentare corsi scolastici o di formazione o di svolgere  trattamenti terapeutici o riabilitativi, quindi, non è neppure richiesta la prescrizione sul reimpiego delle somme da parte del Giudice.
Tribunale di Milano decreto del 31 ottobre 2013

26.Cassazione: Facebook è luogo aperto al pubblico'. Commette reato di molestie (660 c.p.) chi fa commenti 'poco educati' sulle bacheche delle ragazze.
Bisogna dunque fare attenzione ai commenti che si fanno sulle bacheche altrui di Facebook, perché anche esprimere un parere negativo sull'abbigliamento di una ragazza, ad esempio dicendole: ma come ti vesti? Vai in giro vestita così? potrebbe costare una condanna per il reato di molestie di cui all'articolo 660 del codice penale.
Il caso di cui si è occupato la Cassazione riguarda proprio un commento apparso sulla bacheca di Facebook di una ragazza.
La donna aveva postato una sua foto che la ritraeva con una evidente scollatura e ciò aveva dato adito a un pesante commento da parte di un uomo che oltretutto si era nascosto dietro l'anonimato di un nickname.
Corte di Cassazione sentenza n.37596 del 12 settembre 2014

27.Agevolazioni prima casa.
Per ottenere le agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa" e' necessario che il contribuente trasferisca la propria residenza entro 18 mesi dall'acquisto nel Comune dove e' ubicato l'immobile.
A questa regola però è prevista una eccezione di cui si è occupata la Suprema Corte stabilendo che: " i benefici fiscali sulla prima casa restano, anche se la residenza non viene trasferita entro il termine di legge(cioè 18 mesi) se subito dopo il rogito e' stato necessario eseguire dei lavori sulla casa. La messa in sicurezza dell'abitazione giustifica il ritardo nel trasferimento della residenza.
Corte di Cassazione ordinanza n. 19247 dell' 11 settembre 2014

28.Cassazione: l'assegno di mantenimento va versato al giusto indirizzo.
E' noto che il marito che non provvede a versare l'assegno di mantenimento,a moglie e figli,può essere condannato per violazione degli obblighi di assistenza familiare(art. 570c.p.).
Bene, attenzione però una recente sentenza della Cassazione ha precisato che l 'ex marito e' penalmente responsabile per il reato di cui sopra anche nell'ipotesi in cui 
versa l'assegno al vecchio indirizzo anche se la moglie  non gli ha comunicato il trasferimento.
Dunque, proprio perché è tenuto a rispettare l'obbligo del versamento ricade su di lui un dovere di diligenza.
Corte di Cassazione sentenza n. 37648 del 12 settembre 2014

29.Affido esclusivo del minore.
Anche se la regola nel caso di separazione dei coniugi e' l'affidamento condiviso,proprio per garantire al minore la presenza equilibrata di entrambi i genitori, l'eccezione costituita dall'affidamento esclusivo in alcuni casi e' davvero necessario.
Così come ha previsto la Cassazione,con una sentenza di pochi giorni fa, nel caso in cui il minore abbia un rapporto affettivo più importante con il padre rispetto alla madre e' nei confronti del padre che deve essere disposto l'affidamento esclusivo.
Nel caso in esame, la relazione affettiva del bimbo con la madre, risultata poi carente, e' stata accertata da una relazione di un consulente tecnico d'ufficio che ha ascoltato il bambino .
Corte di Cassazione ordinanza n. 19181 dell' 11 settembre 2014

30.L'accordo di separazione non può essere impugnato per simulazione.
Questa e' davvero una sentenza interessante per chi cura soprattutto il diritto di famiglia.
In buona sostanza gli Ermellini hanno chiarito che l'accordo di separazione tra i coniugi una volta omologato non può essere impugnato per simulazione.
Anche se l'atto di omologazione non svolge una funzione sostitutiva o integrativa della volontà delle parti e' anche vero che le parti si rivolgono al Tribunale proprio per ottenere l'omologazione del loro accordo.
Quindi l'efficacia della separazione, che si esplica con l'omologazione, supera il precedente accordo simulatorio.
Corte di Cassazione sentenza n. 19319 del 12 settembre 2014

31.Nonnismo: responsabilità penale.
Gli atti di nonnismo non sono inoffensivi scherzi goliardici ma spesso con queste azioni si compiono vere e proprie angherie e umiliazioni nei confronti di un commilitone. 
Il caso finito sotto la lente della Suprema Corte si occupa di due militari che erano stati condannati perché avevano tentato di sfilare i pantaloni della persona offesa, mentre era sdraiata a letto. Uno dei due uomini aveva ripetutamente offeso il commilitone dicendogli di farsi la doccia perché puzzava; entrambi avevano cercato di  denudarlo, sfilandogli i pantaloni e avevano poi proceduto all'ínfradiciamento del suo materasso mediante getto di liquido.
Uno dei due aveva poi mostrato i genitali al malcapitato invitandolo a toccarli e avendo ricevuto un rifiuto lo strattonava e lo spingeva.
Questa riprovevole azione e' stata considerata dai giudici idonea a ledere il decoro della vittima(ingiuria) svilendone la sfera di intimita' personale.
Corte di Cassazione sentenza n. 37565 del 12 settembre 2014

32.Tribunale di Milano: licenziamento legittimo se il dipendente usa Facebook durante le ore di lavoro.
re siti porno.
Protagonista di questa vicenda e' il dipendente di una azienda che durante le ore di lavoro avrebbe scattato un paio di foto con alcuni colleghi e le avrebbe pubblicate su Facebook; inoltre, ha poi accompagnato le foto con commenti poco felici nei confronti del datore di lavoro. 
L'azienda aveva anche scoperto, dalla cronologia di navigazione del p.c. nella disponibilità del dipendente, che vi erano una serie di accessi a siti porno durante gli orari lavorativi.
Conseguenza di ciò è stato l'immediato licenziamento del dipendente per aver violato i doveri di diligenza, correttezza e buona fede nell'esecuzione della prestazione lavorativa.
Tribunale di Milano ordinanza  n. 6847 del 1 agosto 2014

Ancora una volta la Suprema Corte torna a ripetere che,nel caso di divario economico tra i due ex coniugi, il marito e' tenuto a versare l'assegno divorzile.
Nel caso in esame e' stato preso in considerazione il fatto che la donna, nonostante lavorasse, per tutto il tempo del matrimonio si era comunque occupata dei figli, in particolare uno di loro aveva anche un grave handicap.
Quindi l'attività lavorativa della moglie non è bastata per evitare di corrisponderle l'assegno divorzile; l'ex marito essendo un imprenditore aveva comunque un reddito di gran lunga superiore a quello della moglie, dunque, il divario economico e' stato determinante per riconoscere alla donna un assegno divorzile di tutto rispetto.
Corte di Cassazione ordinanza n. 19382 del 15 settembre 2014

34.Violazione del diritto alla privacy nell'invio di corrispondenza.
Questo e' davvero un caso particolare.
In pratica un uomo, destinatario di un provvedimento sanzionatorio riguardante la 
violazione amministrativa legata al fenomeno della prostituzione, ho ottenuto il risarcimento del danno, da parte del Comune, per violazione della privacy perché il provvedimento non gli è stato notificato in un plico sigillato.
In pratica era accaduto che dopo un primo tentativo di notifica a mezzo servizio postale,non andato a buon fine, presso  il domicilio eletto dall'uomo veniva effettuata una seconda notifica da parte dei messi comunali che provvedevano a notificare il provvedimento con plico non sigillato.
La notifica veniva eseguita a mani della madre dell'uomo la quale ovviamente è venuta a conoscenza dell'imbarazzante episodio.
Inoltre, l'uomo stava affrontando un periodo delicato di separazione e questa notizia conosciuta da terzi avrebbe potuto pregiudicarlo seriamente. L'uomo si trovava in un periodo particolare dato che era in corso una causa di separazione e la conoscenza da parte di terzi di una simile sanzione sarebbe stata idonea a provocargli un serio pregiudizio.
Il Comune, quindi, che aveva presentato il ricorso in Cassazione si è visto dichiarare in parte inammissibile il ricorso. 
Corte di Cassazione sentenza 18812 del 5 settembre 2014

35.Nullità della notifica.
Secondo questa pronuncia della Cassazione il fatto che venga omessa la notifica, da parte della cancelleria, dell'avviso di fissazione dell'udienza non determina una nullità assoluta o insanabile.
Questo omissione può comunque essere superata mentre la la nullità e' assoluta solo nel caso in cui vi sia una carenza di una valida instaurazione del rapporto processuale.  
Corte di Cassazione sentenza n. 37676 del 15 settembre 2014

36.Al danneggiato le spese processuali vengono pagate dall'assicurazione.
Nel caso di sinistro stradale se l'altro conducente,avendo riportato dei danni, si rivolge alla propria assicurazione e non viene risarcito può decidere di fare causa chiamando in giudizio il conducente antagonista.
In questo caso chi si costituisce in giudizio non è tenuto a pagare le spese processuali che verranno rimborsate dall'assicurazione.
La ragione di ciò sta nel fatto che l'assicurazione obbligatoria rc auto ha lo scopo di mantenere indenne l'assicurato dall'obbligo di risarcire i danni subiti da terzi per il caso di responsabilità alla guida.
Quindi la compagnia di assicurazione deve manlevare l'assicurato anche dai costi che ha dovuto sostenere, per difendersi in giudizio, nei limiti di un quarto della somma assicurata quello che più comunemente e' detto massimale.
Corte di Cassazione sentenza  n. 19176 dell'11 settembre 2014.  

37.Inesistenza della sentenza.
Se nell'intestazione della sentenza viene omesso o riportato in maniera non esatta il nome di una delle parti, magari per un errore di battitura, questo piccolo inconveniente non può determinare l'inesistenza della sentenza.
Questo e' solo un mero errore materiale che può essere facilmente superato se dal contesto della sentenza si desume comunque l'identità di tutte le parti, salvo che l'incertezza sia tale da non essere superabile con la semplice lettura dell'intera sentenza.
Corte di Cassazione ordinanza n. 19331 del 12 settembre 2014


38.Il convivente non può essere messo alla porta in maniera violenta.
Questa sentenza riconferma ancora una volta una tutela per il convivente che non può essere paragonato ad un ospite;ciò significa che nel caso in cui la coppia sia in crisi e il convivente proprietario dell'immobile decida di mandar via di casa l'altro convivente non può farlo in maniera violenta mettendolo subito alla porta.
La convivenza more uxorio genera un consorzio familiare, di conseguenza il convivente non proprietario ha sull'immobile una detenzione qualificata; pertanto nel caso in cui il convivente proprietario lo estrometta in modo violento o clandestino l'altro e' legittimato alla tutela possessoria potendo esperire l'azione di spoglio.
Corte di Cassazione sentenza n. 19423 del 15 settembre 2014

39.Tribunale di Catanzaro: illegittima la cartella esattoriale se non è stata notificata la sentenza di rigetto della opposizione alla contravvenzione
Il difensore dell'opponente, la collega Concetta Nunnari,  aveva contestato la legittimità della cartella perché Equitalia non aveva notificato la sentenza del Giudice di Pace di Catanzaro che aveva respinto la precedente opposizione alla sanzione amministrativa.  Eccepiva inoltre l'illegittimità di alcune somme portate in cartella e la mancata notifica dell'avviso bonario richiesto a pena di nullità ex art 6, co 5 L.212 del 2000.
Il giudice nell'affrontare la questione ha ricordato innanzitutto una sentenza della Cassazione, la n. 16997 del 26.07.2006, secondo cui è possibile: "ricorrere all'opposizione agli atti esecutivi nel caso in cui si contesti la ritualità formale della cartella o si adducano vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriale compresi i vizi strettamente attinenti la notifica della cartella o quelli riguardanti i successivi avvisi di mora."
Tribunale di Catanzaro sentenza dell' 11 novembre 2013 GOT dott.ssa Maria Renda

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(18/09/2014 - Briciole di diritto)
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