Come chiedere il risarcimento dei danni per infortuni a scuola. La responsabilità degli insegnanti, il dovere di vigilanza e l'adozione di idonee cautele
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Avv. Marco Sicolo - Gli infortuni a scuola sono spesso oggetto di richieste di risarcimento da parte dei genitori dell'alunno, in relazione ai danni riportati da quest'ultimo.

Si pensi che, secondo stime ufficiali dell'Inail, nel solo 2018 sono state inoltrate all'istituto oltre 77.000 denunce relative a infortuni scolastici avvenuti in strutture pubbliche.

Esaminiamo, quindi, quali sono i contorni della responsabilità degli insegnanti e dell'istituto scolastico in relazione a tali fattispecie e cosa bisogna fare per ottenere il risarcimento del danno.

L'obbligo di vigilanza degli insegnanti

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In linea generale, va detto che con l'iscrizione dell'allievo ad un istituto scolastico si genera un vincolo contrattuale, che fa sorgere in capo a ciascun insegnante non solo l'obbligo di provvedere alla sua istruzione ma anche, in via accessoria, l'obbligo di provvedere alla vigilanza e protezione al fine di garantire la sua sicurezza e preservarne l'incolumità fisica (v., fra tante, Cass. n. 3680/11).

Ciò significa che, in caso di infortunio occorso all'alunno (anche quando questi si procuri da solo il danno), il relativo onere della prova seguirà le regole generali stabilite dall'art. 1218 c.c.

Pertanto, l'attore (di solito, un genitore dell'allievo infortunato) dovrà semplicemente provare che il danno si sia verificato durante l'orario scolastico, stante il dettato dell'art. 2048 c.c., secondo cui gli insegnanti sono responsabili del danno avvenuto agli alunni nel tempo in cui questi sono sottoposti alla loro vigilanza.

All'istituto scolastico, di contro, spetterà la ben più difficile dimostrazione che la causa dell'evento dannoso non era imputabile al docente o all'istituto stesso e che erano state predisposte tutte le misure idonee e le cautele necessarie ad evitare il verificarsi dell'evento, secondo la normale diligenza.

Responsabilità per mancata custodia

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Va ricordato, al riguardo, che, in virtù dell'art. 28 della Costituzione, l'istituto scolastico è civilmente responsabile per gli atti compiuti in violazione di diritti da parte degli insegnanti (e dei funzionari ATA, come ad es. i bidelli).

La responsabilità dell'ente, inoltre, può configurarsi anche per l'inadempimento degli obblighi di organizzazione, controllo e custodia posti in capo al dirigente (preside), la cui inosservanza può originare una responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. o per mancata custodia ex art. 2051 c.c., come accade nel caso di infortuni dovuti alla presenza di insidie nei luoghi ove si svolge l'attività scolastica (edificio principale, pertinenze, aree di ingresso, cortili etc.).

Breve rassegna giurisprudenziale

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La giurisprudenza sul tema, come si può immaginare, è copiosa e aiuta, in alcuni casi, a delineare in maniera più definita i limiti della responsabilità dell'ente scolastico e dei suoi dipendenti.

Ad esempio, alcune recenti pronunce chiariscono che per ottenere il risarcimento relativo a un infortunio occorso all'allievo durante un'attività sportiva svolta nell'ora di ginnastica (nello specifico, una partita tra squadre avversarie), occorre dimostrare che il danno sia derivato da un comportamento illecito di un altro alunno (es. un intervento troppo violento), laddove un incidente originato dal normale sviluppo del gioco, svolto sotto la vigilanza dell'insegnante e in presenza delle necessarie cautele, non vale a configurare la responsabilità dell'ente (cfr. Cass., Ord. n. 9983/19 e Cass. sez. VI, sent. n. 14355/18).

Interessanti appaiono anche alcune pronunce riguardo alla graduazione dell'obbligo di vigilanza in relazione all'età dell'allievo: in proposito, v. Cass. n. 2334/18, che esclude la responsabilità dell'insegnante in relazione alla mancata vigilanza sulla condotta di un alunno maggiorenne, ma anche Cass. n. 11571/13, che considera, invece, sussistente tale obbligo anche nei confronti di studenti con più di 18 anni, e infine la risalente pronuncia Cass. n. 12424/98, che ritiene l'obbligo di vigilanza da commisurarsi all'età e alla maturità dell'allievo, con riferimento al caso concreto.

Infortuni a scuola: come chiedere il risarcimento

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Quando si verifica un infortunio a scuola è possibile richiedere il risarcimento del danno subito inviando una lettera raccomandata all'istituto, nella persona del dirigente, in cui si precisa che l'evento è avvenuto durante l'orario scolastico e che il danno occorso allo studente sia da considerarsi in relazione causale con l'evento accaduto.

A tal fine, possono fornire sostegno alla dimostrazione del danno i referti di pronto soccorso, i verbali redatti dal personale scolastico in merito all'accaduto e le dichiarazioni di eventuali testimoni.

Si ricorda, al proposito, che ogni istituto scolastico pubblico è titolare di una posizione assicurativa presso l'Inail e ha facoltà di stipulare ulteriori polizze private per una più completa copertura dei danni.

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(28/01/2020 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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