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Non è reato tenersi un cane smarrito dal proprietario

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Con sentenza 18749 del 29 Aprile 2013 la Corte di Cassazione ha stabilito che non è da considerarsi appropriazione indebita il ritrovamento per strada di un cane del quale successivamente si scopra chi sia il proprietario.
La vicenda, per altro molto comune, può essere riassunta così: un pensionato trova per strada un cane, lo soccorre e se lo porta casa; quando il legittimo proprietario lo reclama lui non glielo restituisce sostenendo che non c'è la certezza dell'identità del cane.

La questione finisce in Tribunale e in secondo grado la Corte d'Appello di Venezia dichiara che non si deve procedere in quanto il reato è da ritenersi estinto per prescrizione.

Non soddisfatti, gli avvocati del pensionato richiedono l'annullamento della sentenza ricorrendo in Cassazione. Le deduzioni addotte a sostegno del ricorso vengono in parte accolte dalla Corte di Cassazione che annulla la precedente sentenza di secondo grado.
Nelle motivazioni della sentenza spiccano alcune precisazioni destinate a fare giurisprudenza al di là del caso specifico e sono essenzialmente quelle che riguardano la non applicabilità dell'art.647 del Codice penale al caso in oggetto, in quanto un cane non può essere considerato "cosa mobile"

La Corte territoriale non ha approfondito abbastanza questo aspetto che è regolato anche dall'art.925 del Codice civile dove è previsto che si possa acquisire la proprietà di un animale domestico, di cui si è venuti in possesso per "caso fortuito", qualora il legittimo proprietario, venuto a conoscenza del luogo dove si trova l'animale, non lo reclami entro 20 giorni.
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(04/05/2013 - A.V.)
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